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11 gennaio 2011

La nuova serie con Matt LeBlanc (ok: con Joey di Friends)

Avevo decine di pregiudizi, ma mi sono dovuto ricredere. Matt LeBlanc è l’attore che interepretava Joey in Friends, un ruolo dal quale finora non era mai riuscito a uscire. Sia per aver scelto di recitare in film di dubbio valore (Lost in Space e due Charlie’s Angels), sia, soprattutto, per aver proseguito la carriera televisiva girando il terribile Joey, uno spin-off di Friends in cui Joey Tribbiani si trasferisce da New York a Los Angeles per continuare a recitare. Ora LeBlanc è tornato, in una serie scritta da David Crane (insieme a Jeffrey Klarik, che non so chi sia), uno dei due che hanno scritto Friends e poi sono spariti nel nulla, e si merita diversi applausi.

In Episodes, la nuova ingooglabile serie di Showtime (per Showtime vedi: Dexter, Californication, Weeds), LeBlanc interpreta se stesso, e — nonostante la premessa del recitare ancora una qualche forma di “se stesso” non facesse proprio venire l’acquolina in bocca — lo fa splendidamente. È proprio un piacere guardarlo, finalmente maturo, affascinante, un po’ infantile. In una parola: brizzolato.

Episodes racconta di due sceneggiatori inglesi (i veri protagonisti, nel primo episodio LeBlanc appare per trenta secondi) che si trasferiscono a Los Angeles per girare la versione USA della loro serie di successo. Si scopre però che il boss della rete è un mezzo folle, che la serie originale non l’ha nemmeno vista, e che i due saranno costretti a cambiamenti drastici per l’adattamento, come sostituire lo storico protagonista (un superesperto attore inglese anziano ed elegante) con Matt LeBlanc, in cerca di successo, bloccato come nella realtà nel suo vecchio ruolo in Friends. Io ho visto i primi due episodi, quelli finora andati in onda, e mi sono piaciuti molto, sono scritti con delicatezza, non inseguono le mode estrose del momento ma allo stesso tempo non sono fermi agli anni Novanta. Oltre ai due parzialmente assennati protagonisti e a Joey, ci sono poi una serie di personaggi macchietta di contorno che sono una delizia. La bionda responsabile della produzione, per esempio, è un piccolo capolavoro.

A quanto dice la maggior parte dei quotidiani americani le puntate continuano pure a migliorare. Itasa segnala al 60 per cento il completamento della sottotitolazione del primo episodio, quindi è questione di giorni, se non di ore. E la prima stagione è composta da soli 7 episodi (tre ore e mezza, se aspettate ve lo guardate tutto in un pomeriggio), quindi perché no.

http://www.youtube.com/watch?v=z4yH0mI-yJs

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