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24 dicembre 2010

L’anniversario di un astrofisico che ha fatto almeno due cose straordinarie

Carl Sagan è un mio eroe e qualche giorno fa è stato il quattordicesimo anniversario della sua morte. Era il tipico astrofisico visionario, con tutte le idee da genio e le intuizioni irraggiungibili. Giusto per darvi l’idea era uno abbastanza competente e pop da poter scrivere la prefazione per un libro divulgativo di Stephen Hawking e presiedere il comitato che ha stabilito quali informazioni sul genere umano inviare nello spazio — la targa famosa, avete presente?

Ma oltre all’essere scienziato, quel che ci interessa qui è il Carl Sagan divulgatore, e in questo senso sono due le cose di cui devo parlarvi: una foto e una lezione sulla quarta dimensione.

Tutto parte da una sonda in viaggio ai confini del sistema solare, una specie di telescopio super preciso pensato per catturare immagini e informazioni dallo spazio profondo. Sagan ha pensato bene di ruotare per un momento gli obiettivi delle fotocamere e scattare un’immagine della nostra galassia vista dai suoi confini, a circa sei miliardi di chilometri dalla Terra. Il fatto è che in questa grande fotografia si vede un piccolo piccolo punto azzurrino in mezzo ad una vastità sconfinata di nero e marrone scuro. Quel puntino è la Terra, il Pale Blue Dot.

E già qua siamo ai brividi, poi un tizio ha fatto un montaggio video che scimmiotta un po’ quel remix di film egregiamente realizzato in una pubblicità Apple e ci mette Sagan come voce fuoricampo a leggere il testo ispirato alla sua grande fotografia. Potreste criticarmi per un sacco di cose, tipo il sentimentalismo esagerato o la banalità della forma, ma non fatelo e godetevi questi cinque minuti. La trascrizione in italiano è disponibile qui.

Ora arrivamo al Carl Sagan insegnante. Credo, ma non sono ben informato, che sia stato molto noto nei paesi anglofoni per una qualche trasmissione scientifica. A me, ovvio, non è giunto niente di tutto questo e ho dovuto recuperare qualcosa guardando qua e là su YouTube.

Come quasi tutti gli argomenti di fisica misteriosi e un po’ sfuggenti, anche la quarta dimensione è un tema intrigante, e proprio come tutti gli altri argomenti di fisica misteriosi e un po’ sfuggenti diventa una noia ogni volta che si vuol capire un po’ meglio come funziona. Troppa scienza e troppe cose astratte difficili da immaginare. In una delle lezioni Sagan spiega la quarta dimensione nel modo che era e resterà per sempre il mio preferito: attraverso Flatlandia, un racconto scritto da un matematico che ha avuto il grande pregio di farmi almeno capire perché non riesco a capire, ed è già qualcosa.

http://www.youtube.com/watch?v=Y9KT4M7kiSw

Insomma la quarta dimensione era solo un esempio, ma ogni cosa che scopro mi aiuta a convincermi che Carl Sagan è stato davvero uno bravo, uno che merita di essere ricordato e approfondito. Peccato solo non averlo incontrato prima.

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Ci sono 3 commenti

  1. [...] spazio profondo Due articoli più sotto c’è l’anniversario di un astrofisico che ha fatto almeno due cose straordinarie, ma in passato ci siamo chiesti cosa succederebbe se la Terra smettesse di girare e abbiamo [...]

    pingback dal sito Buon anno, con il meglio di Personal Report del 2010 | Personal Report il 31 dicembre 2010 alle 03:02

  2. Quell'articolo si sbaglia nel dire che Sagan dimostrava un "sentimentalismo" nei suoi programmi. Un forte liricismo forse, probabilmente visto oggi come "passè", ma certamente non sentimentalismo. Sagan era fortemente ancorato nella realtà ...visibile e sperimentabile, ma era anche conscio di quanto ancora rimane da scoprire e studiare, e probabilmente sempre rimarrà. Per quello, fu capace di mantenere, fino alla fine della sua vita, una capacità di meraviglia e stupore simili a quelle di un adolescente curioso ed intelligente, ma con la capacità di uno scienziato di vedere e trarre conclusioni a livelli elevati di astrazione e deduzione. E oltre a quello non dimentichiamoci che fu uno dei primi ad esprimere pubblicamente, e senza scuse, le sue obiezioni fondamentali all'infantilismo delle credenze religiose, e ad esprimere con forza e grande accessibilità quanto più meravigliosa è la realtà di qualunque fantasia (spesso quasi-demenziale) basata su nulla di concreto.

    scritto da Marco il 8 gennaio 2011 alle 23:46

  3. [...] la superò in distanza coperta, ma poco importa) e il consulente della NASA Eric Burgess suggerì a Carl Sagan, che da tempo si occupava di possibili comunicazioni con intelligenze extraterrestri, l’idea di [...]

    pingback dal sito L’infografica che abbiamo mandato nello spazio | Personal Report il 18 gennaio 2011 alle 09:44

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