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20 ottobre 2010

Intervista all’uomo delle playlist

Quest’anno, al Festival di Internazionale a Ferrara, ci siamo interrogati sull’origine della musica che gli schivi tecnici della Suono&Immagine mandavano in sottofondo prima di ogni conferenza. Non eravamo certo i soli ad averla notata, tanto che sul sito del festival hanno pubblicato la playlist. Ci chiedevamo: ma chi l’ha scelta? Può essere musica a caso o esiste qualcuno assunto apposta per selezionarla? E soprattutto, ci sarà un criterio di scelta?

Per dare risposta a queste domande ci siamo rivolti prima di tutto al fonico in sala, anzi per meglio dire, ad almeno tre fonici in tre sale diverse. Il primo ci ha illuso dicendo che il misterioso autore di compilation era “lì al cinema Apollo, da qualche parte”. Quello dopo ci ha scoraggiato: “Non ho idea di chi le faccia, ma non è uno del service”. E quindi lavora per il Festival? “Non credo”. Mah.

Alla fine ero totalmente presa dalla caccia all’uomo, tanto da non volerne più sapere di incontri e film impegnati, e alle 9 di domenica mattina ero al cinema Apollo a chiedere di nuovo di lui. Ho parlato con i tecnici che ormai stavo importunando da giorni e un ragazzo mi ha finalmente dato il suo nome e una descrizione fisica: ricciolino, capelli scuri, non troppo alto. Matteo Buriani. Per avere questo nome ho dovuto fumare una sigaretta di mattina presto con il gentile fonico, ecco. È stata la più spericolata avventura di giornalismo investigativo della mia vita.

Solo che poi di persona non l’ho mai incontrato visto che era davvero introvabile, e invece l’ho aggiunto su facebook (ahi ahi) e intervistato con skype. Ecco le sue risposte alle nostre, forse vostre, domande! E prima di cominciare per non mettere come sottofondo la sua playlist?

Prima domanda: Che cosa fai, tu, per il Festival di Internazionale?

Dunque, l’impresa che ho fondato con due amici, Kuva Comunicazione, lavora per il Festival di Internazionale dalla prima edizione. Per loro facciamo video: gli anni scorsi eravamo una sorta di Web Tv del festival, mentre da quest’anno abbiamo iniziato a fare le regie video per le dirette streaming delle conferenze. La compilation musicale è una richiesta che mi è stata fatta dall’organizzazione ferrarese dell’evento.

Ecco, stavo per chiedertelo. Quindi l’organizzazione del festival ti ha chiesto di fare una compilation musicale da mandare prima degli eventi. Ma questo fin dalla prima edizione o è una novità?

Poco prima della prima edizione sono stato contattato da Roberto Roversi, che all’epoca era il presidente dell’Arci di Ferrara e la mente che organizza Ferrara Sotto le Stelle. Roberto è da sempre convinto che in un festival così importante anche la musica che la gente ascolta nell’attesa abbia una grande importanza. Sapendo che ho dei gusti molto simili ai suoi mi ha chiesto se potevo selezionare qualche pezzo.

Si trattava solo di fare una compilation, ma come ogni appassionato di musica ho finito per sentirmi iper responsabilizzato. In pratica non ci dormivo la notte!

Alla fine di compilation ne sono venute fuori quattro (una per ogni location del festival), ma ho passato ore a masterizzare cd per far si che in ogni luogo la musica variasse continuamente.

Quindi ogni luogo aveva ben quattro cd. E con quanti pezzi ciascuno?

20-22 pezzi… tantissima roba… ma è stata durissima! Il problema non era cosa mettere, era cosa lasciare fuori! Inoltre dato che prevedevo che i tecnici del suono avrebbero fatto partire il cd dall’inizio alla fine di ogni conferenza sono stato tantissimo tempo a pensare a quale fosse il pezzo migliore per accompagnare la gente fuori dalla sala.

Ma siamo in Alta Fedeltà, quindi!

Esatto.

Dunque esiste un pensiero, una filosofia, dietro la musica che scegli per il Festival di Internazionale. Ma hai ricevuto dei consigli o hai fatto tutto tu? Insomma, queste playlist erano «pilotate dall’alto»?

Roversi mi ha detto di non mettere musica che potesse disturbare qualcuno, ma allo stesso tempo di evitare pezzi troppo scontati. Quando è finito il primo incontro ed è partito un pezzo dei Sigur Ros ha annuito soddisfatto!

Da allora faccio così: per l’anno successivo tengo il 50% della musica che la gente ha ascoltato l’anno precedente, e per il restante 50% vado a rovistare tra i dischi che ho sentito negli ultimi 12 mesi. Ovviamente è diventata una mia personale ossessione. La cosa incredibile per me è che alcune persone si accorgano della cura che ci metto!

Sto pensando se ci sia qualcosa che unisce questi pezzi… Credo solo il fatto di intrattenere un pubblico curioso con musica poco conosciuta, ma senza farsi prendere da manie di protagonismo. Io adoro gli A Place To Bury Strangers, ma non potrò mai mettere un loro pezzo in una di queste compilation.

Quasi tutti quelli con cui ho parlato al Festival avevano notato la musica!  Certo, immagino che tu non possa mettere proprio qualsiasi genere, chi sono gli A Place to Buy Strangers?

Gli A Place To Bury Strangers sono un fantastico gruppo con influenze noise. Saranno in concerto al Bronson di Ravenna e sono imperdibili! Purtroppo se mettessi un loro pezzo farei contenti alcuni spettatori ma altri si guarderebbero attorno perplessi…

Adesso però bisogna indagare sui tuoi gusti, un pochino. Nick Hornby, che abbiamo scoperto essere il tuo modello, ha scritto nella sua rubrica su The Believer che chiunque abbia un iPod e lo usa con modalità casuale si rende ben presto conto che l’aggeggino ha gusti molto personali ed una volontà propria. Tipo che ogni tre pezzi rimette lo stesso, oppure manda in continuazione lo stesso gruppo (ad esempio il mio ama i Radiohead). Parlaci dei gusti del tuo iPod!

Beh la casualità è fondamentale quando vai in crisi e non sai decidere fra un pezzo e un altro, o non sai decidere la successione dei brani. Ok, nessuno lo noterà mai, ma TU sai che avresti potuto fare meglio! Io ho provato diversi sistemi, uno è ovviamente quello casuale, l’altro è creare delle cartelle sul desktop, buttarci dentro gli mp3 come se li stessi buttando in uno scatolone e vedere in che ordine si sono disposte. Hornby sa quello che scrive!

A proposito della gente che nota la musica… Sono curioso! Cosa ti hanno detto?

A me riferiscono ogni anno di persone che vanno dai tecnici del suono a chiedere come si chiama quella canzone che hanno sentito dieci minuti fa. Io ovviamente ho dimenticato di dargli la tracklist e quindi cercano di scorgermi in sala e provano a descrivermi per farmi trovare dalla gente, ma in genere sono altrove.

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Ci sono 3 commenti

  1. Brava Sere!!! e bravo uomo della playlist che hai fatto correre Serena su e giù per Ferrara... temevamo di perderla ed essere costrette a tornare a casa senza di lei!!!

    scritto da Giò il 3 novembre 2010 alle 19:04

  2. [...] Commenta 01 Intervista all’uomo delle playlist [...]

    pingback dal sito Buon anno, con il meglio di Personal Report del 2010 | Personal Report il 31 dicembre 2010 alle 03:06

  3. no! perche' non c'e' piu' la playlist? :'(

    scritto da ale il 11 aprile 2011 alle 14:04

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