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22 ottobre 2010

Intervista a Oliver Reichenstein

Oliver Reichenstein è il fondatore di Information Architects, una delle aziende che negli ultimi anni si è data più da fare per capire come le informazioni si muovano al tempo della rete e al contempo a provare ad organizzarne l’esposizione nel bel mezzo della rivoluzione digitale. Ha curato il redesign del sito di Internazionale e a Ferrara ha partecipato a “Frontiere digitali. I giornali tra carta, web, tablet e smartphone”. L’abbiamo bloccato mentre scendeva dal palco.

Hai parlato del futuro dei media e del rapporto tra la carta e il digitale. C’è qualcosa che il web design può fare per dare un ulteriore slancio al giornalismo online?
Il web design è diventato una disciplina molto complicata. Creare delle belle cose, prendersi cura della tipografia, rendere usabile un sito sono problemi molto complessi che richiedono un feedback costante da parte dell’utente. Se capisci il web design, ma sarebbe più corretto chiamarlo design dell’esperienza utente, puoi migliorare ogni aspetto di un progetto giornalistico.

Stiamo arrivando ad un punto in cui riusciremo ad impaginare online e ad ottenere una esperienza simile a quella della carta?
La stampa ad alta qualità continuerà a dimostrare una certa superiorità anche rispetto al miglior web design ma per la maggior parte dei prodotti stampati, specialmente se pensi alle edizioni economiche o ai tascabili, si può dire che l’esperienza di lettura è molto inferiore a quella che si può ottenere su un buono schermo. Il problema è che i giornali online sono troppo avidi. Se lo fossero meno deciderebbero di esporre meno informazioni e di farlo in modo più vicino alle necessità dei lettori.

Parli spesso di usabilità ma negli ultimi tre anni Information Architects ha realizzato delle infografiche (le famose web trend map e l’ultima Cosmic 140) molto più orientate all’estetica che all’usabilità. È così?
Ci divertiamo molto ad avere questa tensione tra il lavoro che facciamo online e il lavoro che facciamo su carta. Per l’ultima mappa ad esempio abbiamo intenzionalmente voluto realizzare qualche cosa che fosse bello. Non sono d’accordo, però, sul fatto che i poster non funzionino dal punto di vista infografico; penso invece che funzionino molto bene. Dentro a Cosmic 140, ad esempio, ci sono un sacco di scritte minuscole, alcune cose sono difficili da leggere ma la storia che viene raccontata è davvero, davvero chiara.

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