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29 ottobre 2010

Ed ecco il nuovo Myspace

MySpace è un servizio on-line nato nel 2003 che con i suoi cento milioni di iscritti ha dominato per molto tempo l’impero nascente dei social network. Le ragioni che hanno permesso a Facebook di ferire mortalmente MySpace, relegandolo ad essere una piattaforma imperfetta e mediocre dedicata alla musica, si possono riassumere essenzialmente in un’espressione: architettura dell’informazione.

Per farla breve: quando MySpace era un circo selvaggio di immagini animate, sovrapposizioni di suoni e video con avvio automatico, sfondi psichedelici e quanto peggio si possa pensare per l’usabilità di un sito web, Facebook si è inserito con la sua assoluta purezza, con un layout ispirato ad un funzionalismo totale dove la personalità dell’utente non emergeva più dalla forma dei contenuti, ma dai contenuti stessi. Se MySpace è riuscito a sopravvivere lo deve unicamente a coloro che ancora avevano bisogno di una comunicazione roboante, spettacolare e multimediale: i gruppi musicali.

Due giorni fa MySpace ha annunciato il suo nuovo marchio che capisce e sfrutta proprio questo desiderio di esprimersi visivamente. È in due versioni, una minimale con il “My” affiancato solo da una lunga parentesi quadra orizzontale — uno spazio vuoto — l’altra con anche la parola “Space” per rendere il marchio più riconoscibile.

Come si vede nel video di presentazione lo spazio vuoto sarà probabilmente destinato ad accogliere contenuto generato dagli utenti. Quella di avere un marchio essenziale, anonimo nei colori e nella tipografia, che trova la sua personalità nelle applicazioni piuttosto che nella forma pura, è una scelta criticabile ma interessante, a cui è stata aperta già la strada da esperimenti precedenti come il discusso redesign di AOL.

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