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22 ottobre 2010

Dieci disegni in dieci minuti

Sono passati diciassette anni da quando, a Parigi, una ragazzetta vivace con i capelli rossi si fece avanti e disse al direttore che quei disegnini in bianco e nero di cui si era invaghito in una rivista newyorkese, lei li sapeva fare. Da quel giorno, ogni settimana, c’è Anna Keen dentro Internazionale e da quel giorno, ogni settimana, c’è una redattrice paziente che la chiama il martedì per ricordarle la consegna.

«Mi piace fare le cose all’ultimo secondo, perché così non devo pensarci troppo». Quello che per molti sarebbe un incubo, per lei è il punto di partenza ideale del processo creativo: la fretta. Dieci disegni in dieci minuti? Niente di meglio, «bisogna stare attenti al caffè però, altrimenti ti trema la mano».

Aspettare l’ultimo minuto, poi un rapido brain storming, magari su Google o Wikipedia, e via ai pennelli. Non li legge mica gli articoli prima di cominciare, le basta il titolo «poi gli argomenti sono sempre gli stessi dieci da quando ho iniziato, la guerra è sempre guerra, no?» E in effetti va bene così perché quei disegnini sono qualcosa a cui neanche il lettore dovrà pensare, stanno lì, fondamentali e invisibili, a svolgere il loro lavoro in mezzo alle colonne grigie.

Il disegno è per Anna Keen più di una professione, fa parte di lei, è un’arma e una difesa, è una reazione spontanea di cui conosce tutti i segreti. Si ricorda di quando a scuola disegnava il suo professore: «quando mi trattava male lo prendevo e lo mettevo nel mezzo del foglio, con intorno niente. Se gli strappi tutto quello che ha, anche solo con una rappresentazione, gli togli tutto il potere».

A Ferrara è in cattedra, china sul foglio con un sorriso sicuro stampato in faccia, ad illustrare gli articoli proposti dal pubblico. «Uno struzzo in parlamento!» grida uno in fondo alla sala. Ci avrà messo tre minuti al massimo e se lo struzzo è di fatto un incrocio tra una gallina e un coniglio o se il parlamento è in realtà una sorta di Westminster Abbey con tanto di bandierine non è molto importante. C’è riuscita e se mai dovesse esserci un articolo con quel titolo, il suo disegnino ci starà proprio bene.

Crediti: immagine in apertura Francesca Minonne, tutto il resto Anna Keen ©

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