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6 settembre 2010

Brenda Ann Kenneally

Non è possibile parlare delle fotografie di Brenda Ann Kenneally senza prima aver raccontato la sua storia: Brenda nasce nel 1969 ad Albany, New York, e cresce in povertà nella cittadina industriale di Troy. Il padre, alcolista, e la madre, affetta da sclerosi multipla, divorziano quando lei ha 8 anni; a 14 rimane incinta e abortisce. L’ambiente in cui cresce è frequentato da tossicodipendenti e piccoli delinquenti e Brenda, senza altre figure di riferimento, imbocca la loro stessa strada; il dentro e fuori dai riformatori si interrompe a 16 anni quando fugge da Troy diretta a Miami. Qui si barcamena tra lavori umili, si sposa due volte e due volte divorzia, sempre lottando contro le dipendenze da alcol e droga. Scopre però di avere talento per la fotografia e comincia a coltivare la sua passione.

Dal 1986 la sua vita comincia a cambiare: si disintossica, ha un figlio, Simon, e frequenta l’università di Miami per diventare fotogiornalista. Quindi si trasferisce con Simon a New York e pubblica la sua prima serie fotografica, Money, Power and Respect, con cui documenta la povertà e lo squallore delle vite nel vicinato. Il New York Times Magazine la nota e, nel 2002, le chiede di tornare a Troy per fotografare l’ambiente da cui è fuggita. Da qui comincerà i progetto ancora in corso Upstate Girls (di cui è parte anche la foto di apertura): Brenda segue sette donne di Troy per un periodo di cinque anni documentando i loro sforzi per sopravvivere alla povertà e per uscirne. La serie vincerà, tra gli altri, il primo premio al World Press Photo 2009 nella categoria dedicata alle storie di vita quotidiana.

Oltre agli innumerevoli progetti personali che è possibile visionare nel sito The Raw File, tra cui documentari sperimentali e serie fotografiche a lungo termine tuttora in corso, ci sono due progetti riguardanti le vittime dell’uragano Katrina commissionati dal New York Times Magazine che mi sono piaciuti particolarmente. Il primo, Children of the Storm (sotto alcuni scatti), come da titolo documenta la condizione di alcune famiglie con bambini poco tempo dopo il disastro. Tornerà negli stessi luoghi cinque anni dopo: il risultato è Children of the Storm Revisited in cui si scopre come se la sono cavata i bambini immortalati nella prima serie.

Vi lascio infine un’intervista della fotografa rilasciata a Photo Raw Magazine.

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