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26 giugno 2010

The Green Hornet

Verso la fine degli anni ’90 Michel Gondry girava videoclip. I videoclip erano parecchio belli, e immagino ce li abbiate pure presente. A un certo punto deve aver pensato “perché non fare un film?”, e ha iniziato a lavorare con Edward Neumeier — lo sceneggiatore di Robocop, mica un tizio qualsiasi — a una sceneggiatura basata su una coppia di supereroi nati nientemeno che in radio, negli anni ’30. Poi, per un motivo o per l’altro, la cosa non è andata, e Michel Gondry ha girato Human nature, il suo primo film. (Se volete i dettagli, qua una sua intervista al Guardian di tre anni fa).

Intanto, il soggetto di The Green Hornet — il nome d’arte dei supereroi nonché il titolo del film — è passato per le mani di Kevin Smith (Clerks, più altra roba che vale comunque la pena vedere) e Steven Chow (che come protagonista aveva scelto Jack Black), per poi tornare, dieci anni e un paio di capolavori dopo, di nuovo a Gondry. Il ruolo di protagonista e la stesura della sceneggiatura sono invece finiti a Seth Rogen, uno dei comici americani più quotati e famosi degli ultimi anni. La spalla di Rogen è Jay Chou (che è identico a John Cho di Flashforward ma no, non è lui), la bella è Cameron Diaz e il cattivo – !!! — Cristoph Waltz, quell’attore che ha fatto impallidire chiunque nell’ultimo Tarantino, vincendosi il più prevedibile degli Oscar come miglior attore non protagonista.

Che dire: non c’è il nome di Gondry nel trailer. Neanche in piccolino, proprio non c’è. E a occhio questo dovrebbe essere un bene: il francese si è un po’ stufato di fare film solo per noi altri che non ci facciamo fermare da un titolo tradotto a cazzo, e ha iniziato a girare i film che hanno i soldi (quelli veri) e che li fanno (speriamo). Siamo e saremo per sempre la generazione che ha visto più film di supereroi al cinema, e Gondry ha deciso comunque di farne un altro:  vogliamo o non vogliamo dargli fiducia?

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Ci sono 2 commenti

  1. Io penso di no :/

    scritto da Gabriele il 26 giugno 2010 alle 17:54

  2. Io speravo in qualcosa in vecchio stile. Mi sento come se avessi ordinato a pranzo A e mi portassero B. Oh, poi casomai B è buonissimo.

    scritto da Erica il 26 giugno 2010 alle 17:57

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