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6 giugno 2010

Best Chill

Sarà capitato a tutti.
Quando le difese sono più basse.
D’estate al terzo mojito, sotto le frasche di un chiosco ombroso o al bancone di un bar terrazzato sul mare, sarà capitato a tutti di riconoscere una canzone amata, ma in una versione “diversa”: con una base un po’ troppo rarefatta, una voce femminile intonata ma stentorea, e in generale una certa aria di farfalloneria diffusa. E aver pensato: “Guarda come hanno ridotto [titolo della canzone amata]. Ebbene non si trattava di casi isolati, ma di esempi di un programma di coverizzazione a tappeto della grande musica del Novecento in chiave bossa/lounge, ai danni – in primo luogo – del comune senso estetico.

Esistono decine di album che compiono questo tipo di operazione e fanno parte di un progetto coerente: riproporre amati classici della musica in versione chill out per offrire a baristi senza fantasia un sottofondo musicale piacevolmente uniforme. La definizione musicale di questi album è sfuggente, ma sono tutti uniti da un fil rouge: le copertine con parti anatomiche di donne di cui preferibilmente non si vede la faccia – non scherzo, controllate su youtube. Ce ne sono tantissimi. A volte prendono di mira un periodo, ma più spesso un malcapitato gruppo/artista e le sue hits più famose. E, che ve lo dico a fare, accatastano dischi di platino come pancakes la domenica mattina.

Quest’operazione merita il titolo di Best Chill se non altro per i brividi raggelanti che corrono giù per la schiena del malcapitato ascoltatore (in particolare quando realizza l’assoluta incongruenza tra il canto strascinato da gatta morta e il testo spesso politico delle canzoni). Adesso, so bene che la politica di PR è di segnalare solo cose che piacciono, ma mi giustificherò in due modi: primo, a me questa roba, in alcune vette di trash (involontario?) fa molto molto ridere. Secondo, può regalare un’esperienza estetica notevole. Scegliete dalla playlist proposta la canzone alla quale siete più affezionati e ascoltatela nella versione Chill. Per intero. Lasciate che vi faccia vibrare le ossa di costernazione. E ora ascoltate l’originale. Vi sembrerà di sentirlo per la prima volta.

Ed ecco la playlist: ce n’è davvero per tutti i gusti. Non credo serva riportare i nomi degli artisti.

Another Brick In The Wall
Smoke On The Water
Beat On The Brat
Should I Stay Or Should I Go
Satisfaction
Take on Me
Buffalo Soldier
Sunday Bloody Sunday
Billie Jean
November Rain
Smells Like Teen Spirit
Creep

Tenetevi forte.

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