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9 giugno 2010

Akimenko Meats

I vegetariani potrebbero non essere contenti: c’è uno che fa a pezzi un maiale nel video qui sopra. Ma aspettate ad urlare: “meat is murder!” perché, se non simpatia, alla fine proverete almeno rispetto per questo elegantissimo signore che armeggia coi coltelli con la naturalezza di un ninja del Giappone feudale.
Lui si chiama Vadim Akimenko e fa il macellaio a Cambridge, nel Massachusetts. È uno bravo Vadim. Fa il suo mestiere come pochi ancora sanno fare: con maestria artigiana. I cento e passa chili del maiale del video si trasformano in pancetta, coscie e lonze lasciando dietro di loro uno scarto di lavorazione inferiore al chilogrammo. E soprattutto è uno che resiste e prova ad andare controcorrente in uno Stato dove sempre di più e in modo sempre più implacabile la produzione di carne è affidata a complessi industriali che si occupano di tutto: dall’allevamento alla macellazione degli animali, spesso con risultati discutibili dal punto di vista ambientale e del trattamento delle bestie. Vadim sta mettendo su una cosa che a Slow Food stanno già saltellando di gioia: si chiama Akimenko Meats, venderà solo carne prodotta localmente da fattorie sostenibili, organiche e biologiche e si concentrerà sul creare una comunità di persone che mangino in modo più responsabile e conscio, coi macellai a dialogare con i clienti per aiutarli a preparare cose ancora più deliziose con gli stessi materiali. Anche i consumatori si dovranno prendere cura dell’azienda, però. Per questo e per il desiderio di instaurare subito un rapporto con la comunità (anche quella estesa di internet, in qualche modo) Vadim ha raccolto fondi su Kickstarter. Gli servivano quindicimila dollari per dare il via al progetto, siamo arrivati quasi a sedicimila. Se volete finanziarlo avete tempo ancora per i prossimi cinque giorni. In cambio di venti dollari Vadim vi spedirà a casa una copia del suo libro di cucina, per cinquanta un grembiule autografato (ve l’avevo detto che avreste avuto stima di lui), per centoventicinque – ma dovrete arrivate fino in Massachusetts – una lezione di macelleria.

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Ci sono 8 commenti

  1. Molto interessante il tentativo di ricondurre il consumo di carne alla realtà locale di fattorie consapevoli. Ma non credo che basti una chitarra acustica e una bella voce per trasformare la cruenza della macellazione di un maiale in qualcosa di poetico.

    scritto da Elena il 10 giugno 2010 alle 13:54

  2. Elena, mentre scrivevo questo pezzo avevo messo da parte una frase che volevo usare come conclusione, era: - Sto cercando con tutte le mie forze di diventare vegetariano, per il trattamento subito dagli animali, per l’impatto ambientale degli allevamenti industriali. Questo maiale lo mangerei. - Poi l'ho lasciata fuori perché non si capiva e perché era controversa. Ho rispetto e ammirazione per i vegetariani e per i vegani, tanto da volerlo diventare io stesso. Ma sono scelte molto difficili e se penso alle persone che mangiano carne, e che la mangiano spesso, preferirei che mangiassero questa. Perché quegli animali vengono dalle fattorie e non dalle gabbie, perché gli è stato dato da mangiare quello che dovevano mangiare e non miscugli di grano, vitamine, ormoni della crescita e antibiotici. Temo che l'idea di convertirsi tutti al vegetarianesimo sia un po' campata in aria, questa è una delle soluzioni che fanno meno male.

    scritto da Jacopo il 10 giugno 2010 alle 15:41

  3. caro jacopo. ci sono innumerevoli motivazioni per cui si fa la scelta del vegetarianesimo, ma io credo che la prima sia perchè per la mia sopravvivenza non perda la vita un altro essere vivente. quello che mi piacerebbe che tu capissi, anche se non voglio essere pedante e ne voglio convincerti di qualcosa è che: "perché gli è stato dato da mangiare quello che dovevano mangiare" è una contraddizione in termini. Il fatto che un maiale viva meglio e non peggio prima di essere macellato è troppo spesso solo una giustificazione radical chic, mi spiace, ma l'ho sentito dire troppe volte soltanto da una determinata categoria di persone (e se galileo ha solo un po' di ragione, ormai me ne sono convinto). la carne allevata allo stato brado costa molto di più di quella nel pacchetto della coop, quindi non è e non sarà mai accessibile a tutti. deve cambiare la mentalità delle persone, non è giusto che tutti diventino vegetariani, ognuno mangi quello che gli pare. ma manca informazione, dobbiamo far vedere alla gente lo schifo della macellazione vera, non quella da salotto. e l'aberrazione degli allevamenti, l'orrore. tutti gli allevamenti dovrebbero essere animalfriendly non solo quelli accessibili solo a poche tasche, altrimenti non è una soluzione.

    scritto da ste il 11 giugno 2010 alle 11:16

  4. certo, un distributore di cibo verduroso e freaky sarebbe più interessante, low cost and healthy.. non c'è mai fine al meglio!

    scritto da enrico il 12 giugno 2010 alle 11:42

  5. Ste, io direi: sono innumerevoli le ragioni per cui si fa la scelta del vegetarianesimo. Punto. Si può, lo condivido l'ho già detto, non voler privare un altro essere vivente della vita. Ma si può farlo perché si è consci del proprio impatto ambientale. Lo si può fare per come sono trattati gli animali. E se non è un problema l’ammazzare l’animale ma è un problema farlo vivere male e farlo soffrire, allora la riflessione sul "mangiare quello che devono mangiare" ha un senso. Privare gli animali dei comportamenti specie-specifici e, letteralmente, torturarli negli allevamenti può essere un motivo per smettere di mangiare carne e sapere che sono, invece, trattati umanamente può essere un motivo per ricominciare. Poi, se non la si vuole mangiare perché non si vogliono uccidere gli animali, mai la si mangerà. Ma se i motivi sono altri credo che la via delle fattorie locali che producono carne (anche facendola pagare di più. Io credo che si potrebbe mangiare carne, mangiarne di più sana ma mangiarne di meno) sia una via percorribile.

    scritto da Jacopo il 12 giugno 2010 alle 11:45

  6. Francamente non so quanti siano vegetariani a causa dell'impatto ambientale del proprio pranzo e non perchè quel pranzo era vivo. Forse stiamo discutendo su livelli diversi, io da vegetariano e tu più da persona attenta all'ambiente. Ieri sera mentre tornavo a casa ho avuto un contatto molto ravvicinato (30 cm) con un cucciolo di volpe ferito, ti giuro che per un quarto d'ora abbiamo comunicato, poi lui ha deciso di riprendere la sua strada, mi ha emozionato e ha rinforzano le mie convinzioni Avere autonomia di giudizio sul benessere animale non è così facile ma in fin dei conti per un maiale sarà meglio campare in una fattoria che in allevamento intensivo, anche se alla fine dell'ingrasso viene pur sempre macellato e per me questo è il punto.

    scritto da ste il 15 giugno 2010 alle 10:29

  7. Per concludere, io ho letto questa citazione (ma non so di chi sia) e volevo solo comunicarvi che il giorno in cui diventerò vegetariano la userò come motivazione principale della scelta. "Non sono vegeteriano perché amo gli animali. Sono vegetariano perché mi stanno sul cazzo le piante."

    scritto da Pier Mauro il 19 giugno 2010 alle 21:45

  8. [...] Cibo sano ed esteticamente gradevole Abbiamo inaugurato da qualche mese una categoria da mangiare, in cui trovate il libro di ricette di Ikea, uno show televisivo culinario a metà tra l’Albero Azzurro e i Monty Python, e quel gran bel macellaio di Vadim Akimenko. [...]

    pingback dal sito Buon anno, con il meglio di Personal Report del 2010 | Personal Report il 31 dicembre 2010 alle 03:15

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