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12 marzo 2010

Approximate time telling

Standard TimeI più fedeli lettori ricorderanno l’articolo uscito sul nostro speciale Fuori Salone 2009 a proposito di Real Time, un progetto del designer rockstar olandese Marteen Baas. Il progetto rientra nella categoria degli approximate time telling, una disciplina che trasforma in performance l’operazione di raccontare l’ora e lo fa utilizzando, al posto della perfezione meccanica e digitale degli orologi tradizionali, la relativa imperfezione dell’uomo.

I lavori di Baas sono essenzialmente filmati di dodici ore poi riprodotti in ciclo: un uomo intento a cambiare l’ora disegnando e cancellando da un vetro semiopaco i minuti che passano, un attore in nero copre e scopre i tratti dell’ora digitale di un enorme display a cristalli liquidi, due spazzini ripresi dall’alto che formano le lancette di un orologio spostando fogliame e rifiuti. Tutto girato in diretta, per dodici ore.

Ma l’approximate time-telling non si ferma a Marteen Baas perché anche l’artista Mark Formanek lavora dal 2007 alla stessa ricerca. Il progetto Standard Time è un video di 24 ore in cui i suoi assistenti inchiodano e riordinano tavole di legno minuto per minuto in modo da riflettere lo scorrere del tempo. Uno spettacolo che, al di là della sua funzione di orologio, possiede un fascino magnetico e potrebbe tenere incollati ad osservare il lavoro degli operai per ore.

Sul sito di Standard Time altri brevi video, una galleria fotografica e un dietro le quinte. Il filmato intero è stato solo recentemente rilasciato in versione dvd e screensaver ed è acquistabile on-line a soli trenta euro. — Via

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