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15 gennaio 2010

Vivian Maier

Vivian MaierQualche tempo fa Simone ci ha parlato di Lost Holiday, un progetto cominciato con il ritrovamento di una valigia piena di rullini fotografici abbandonati. Solo oggi scopro, grazie a Francesca, il lavoro analogo di John Maloof, un fotografo che ha casualmente acquistato un lotto di 40.000 negativi ad una piccola casa d’aste di Chicago.

Vivian Maier Quello che scoprì, scansionando il materiale, fu la produzione di Vivian Maier, una fotografa nata in Francia e vissuta per lungo tempo in America. Le immagini in medio formato raccontano la vita di Chicago dai primi anni ’50 in poi. Sono fotografie istantanee che non hanno molto da invidiare alla street photography trasgressiva tanto in voga in quel periodo.

John Maloof s’interessò alla vicenda con crescente entusiasmo, ma Vivian Maier morì ad aprile del 2009, proprio due settimane dopo la sua scoperta. Le informazioni raccolte sono ancora poche e nascono principalmente dalle testimonianze personali delle famiglie dove Vivian ha lavorato come bambinaia negli anni ’60: “She wore a men’s jacket, men’s shoes and a large hat most of the time”.

Si vocifera che ci sia in progetto un libro, ma intanto possiamo seguire il blog dove Maloof, con aggiornamenti quasi giornalieri, pubblica opere della fotografa e novità sulla vicenda.

Vivian Maier

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Ci sono 5 commenti

  1. Sempre affascinante incontrare per caso la vita di qualcun altro attraverso testimonianze inaspettate, però mi inquieta un po', come se si andasse profanando con morbosità (anche se so che non è questo il senso) qualcosa che qualcuno ha deciso, prima di noi, di tenere per sè.

    scritto da mad il 15 gennaio 2010 alle 17:09

  2. Concordo con il pensiero di mad, ma..... comunque mi affascina e mi elettrizza l'idea che, per una casualità della vita, si accenda una ribalta tutta per Vivian. Vivian voleva cogliere, per le strade di New York e di Chicago, quei frammenti di umanità; in quelle immagini ritroviamo la tenerezza, le paure, l'amore per la vita, la quotidianità, l'ironia, la fragilità e la forza. Vivian voleva tenere questi scatti "rubati" per sè, ma la slot machine della vita li ha resi patrimonio collettivo: non credo che Vivian ce ne vorrà, .... forse ne sorriderà compiaciuta.

    scritto da italo il 7 febbraio 2010 alle 08:45

  3. Sono scatti straordinari. Senza tempo. Un talento assoluto.

    scritto da davide il 9 gennaio 2011 alle 14:40

  4. Maloof non è un fotografo, per dio informatevi prima di scrivere

    scritto da mah il 11 gennaio 2011 alle 14:57

  5. John Maloof è un fotografo. Forse non sarà noto ai più, ma lui si definisce così.

    scritto da Guido il 11 gennaio 2011 alle 15:06

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