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26 gennaio 2010

La prima cosa bella

Se avete voglia di uscire soddisfatti e sorridenti da un cinema — e se Avatar l’avete già visto — andate a vedere La prima cosa bella di Paolo Virzì. Il regista, già autore di ottime commedie come Ferie d’Agosto, My name is Tanino e, ovviamente, Ovosodo, sembra davvero essere l’ultimo alfiere della commedia all’italiana, o almeno il più capace.

A differenza di molti altri suoi film, impegnati com’erano a raccontare e analizzare categorie — stereotipi italiani, sia in quanto personaggi che tematiche — nel suo ultimo lavoro Virzì si limita, per così dire, a raccontare una storia. Quella del difficile rapporto di due figli con la loro madre bella e profondamente naïve.

Valerio MastandreaSe la bravura di Valerio Mastandrea, protagonista nei panni di Bruno, sembra salire di un gradino ad ogni film, è il cast in toto a essere affiatato e ben diretto, diventando uno dei punti di forza della pellicola. Micaela Ramazzotti — moglie dello stesso Virzì —, Claudia Pandolfi e, incredibilmente, anche Stefania Sandrelli nel ruolo della madre impastano la storia rendendola autentica, componenti più che interpreti dei Michelucci, una famiglia disastrata e pulsante.

Ambientato a Livorno, la città natale del regista, il film copre un lasso di tempo che va dal 1971 a oggi e ha il tocco delicato di chi ha solo la voglia di mettere in scena senza pudore dei sentimenti, riuscendo a farlo elegantemente, senza sbrodolii o concessioni melense, cosa più che rara nel cinema italiano contemporaneo spesso bloccato da un inutile bisogno, educante e maestrino, di sottolineare, dire più che mostrare. È quindi con gioia che vi invito a vedere un film che, anche se non sarà il capolavoro di cui parlare negli a venire, fa esattamente quello che deve fare, cosa stranamente ormai rara nel panorama odierno.

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Ci sono 2 commenti

  1. Era già in lista, ne ho sentito parlare bene da fin troppe persone. Virzì non mi aveva convinto pienamente con "Tutta la vita davanti", ma non possiamo nemmeno dire che mi avesse deluso. E intanto il pessimo Verdone (purtroppo l'ho visto, e non lascio giudizi sulla sfiducia) ha già incassato cinque volte tanto.

    scritto da Mirko il 26 gennaio 2010 alle 11:10

  2. Per me "La prima cosa bella" è superiore a "Tutta la vita davanti" proprio per la mancata volontà di puntare il dito, anche se sempre in maniera intelligente, contro un problema italiano. È più autentico, morbido.

    scritto da Pier Mauro il 26 gennaio 2010 alle 15:10

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