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ParadoxParadox è una serie tv di fantascienza, ma a differenza della maggior parte delle serie tv di fantascienza che ho incontrato in questi anni è inglese e composta da soli 5 episodi. Sono bastati questi due elementi a convincermi a guardare la prima puntata, e sono sempre questi due elementi a segnare la differenza del prodotto BBC rispetto a quelli americani. In meglio.

Paradox, infatti, pur avendo un’idea narrativa che non brilla per tempismo ricalcando quasi perfettamente quella di Flashforward — un giovane genio della fisica che, alle prese con lo studio dei campi magnetici creati dalle esplosioni solari, riceve le immagini di un disastro ferroviario che accadrà solo dieci ore dopo — ha dalla sua un modo diverso di raccontare gli avvenimenti e un sapore più umano, realistico, in cui le persone coinvolte nella storia sembrano, appunto, più persone che personaggi, senza quel fastidioso effetto holliwoodiano che in Flashforward sprigiona ogni sussurro di Ralph Sguardo Intenso Fiennes, per quanto mi riguarda il metodo più efficace di sospendere la mia sospensione dell’incredulità. (Ok, ammetto che il genio della fisica di Paradox dà torto a quanto detto qua sopra, ma capiamoci, è pur sempre un genio della fisica, ci sta che si diverta a esprimere la sua eccezionalità maledetta con sguardi cupi e misteriosi.)

Nella serie inglese troviamo quindi facce e luoghi veri, anche esteticamente poveri, che se da un lato perdono della spettacolarità che potreste andar cercando — anche perché a occhio il pilota di Flashforward è costato come tutto Paradox— dall’altro acquistano di genuinità, rendendo la visione un’esperienza diversa da quel a cui siamo abituati. Anche il ritmo della serie, per merito della struttura in 5 episodi, è molto più veloce e denso, lasciando solo a pochissimi secondi totali le storie personali dei personaggi, rendendole interessanti e non insopportabili.

Detto questo, vorrei prendere le distanze da qualsiasi disastro possano aver fatto gli autori nelle 4 puntate successive, che però di certo guarderò. Ora potete guardare il trailer qua sotto e, in caso vi interessi, porvi una domanda che probabilmente vi siete già posti in passato: i sottotitoli li scarico da Itasa o Subsfactory?

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