Questo sarà probabilmente uno dei post più settoriali che scriverò, ma non posso farne a meno. Diretta da Marco Paolini e, udite udite, partorita da Mediaset — quel proverbio sulle eccezioni è davvero una meraviglia — Link è una rivista che si occupa di televisione. Più precisamente, la miglior rivista che si occupa di televisione.
Esce non ho ben capito quando ma ogni parecchi mesi, perché il lavoro è fatto bene e ci vuole tempo per farlo. Di certo è appena arrivato nelle librerie l’ottavo numero, intitolato La tv dopo la crisi — Che fare?, che mette in fila una serie di ottimi articoli sulle necessarie nuove direzioni che dovrà prendere la televisione per rinnovarsi dopo la crisi, ma non solo.
Breve panoramica degli articoli notevoli che ho letto finora, con relative firme, spesso legate al mondo dei blog: il porno come anticipatore di idee e possibile modello (A. Dini), la televisione come parte del futuro dei videogame (M. Bittanti), il potere dei fandom (V. Bellocchio), le condicio sine qua non di un format televisivo (Axel Fiacco, direttore editoriale di Mtv), la vita come una sit-com (Bucknasty), i rapporti tra televisione e web (M. Boroni) e, ovviamente, gli articoli incentrati sulla crisi, tra cui il manifesto programmatico della Rai 4 di Freccero.
Per non farsi mancare nulla e confezionare la rivista a dovere, le illustrazioni delle varie sezioni sono state disegnate da giovani artisti italiani — in alto Philip Giordano, qua sotto Ivan Hurricane.
Se si tratta di un acquisto obbligato per chiunque sia interessato al mondo televisivo, la rivista è costruita in modo da dare spunti a tutto campo e poter quindi interessare anche quelli semplicemente curiosi di capire cosa ci stia succedendo intorno, osservando con attenzione il luogo mediatico che più di ogni altro ha contribuito, e per parecchi anni ancora contribuirà , a formare le menti dei cittadini del nostro paese. Cioè me e te.
Be nice, resta legato al tema dell‘articolo e non fare spam.