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14 dicembre 2009

Best Ninja

naruto-shippudenNaruto è un franchise giapponese nato nel 1997 come manga, proseguito nel 2002 come anime e sfociato in praticamente qualsiasi altro medium tranne il cinema dal vivo. Il suo ruolo nel panorama fumettistico giapponese è assimilabile a quello di Dragonball, ovvero di una lunghissima serie destinata a un pubblico molto giovane e quindi basata sui combattimenti e in una certa misura sull’umorismo.

E quindi, che ci fa Naruto tra i Best? Forse è il miglior manga/anime prodotto? No. Naruto è qui perché, pur essendo un prodotto seriale di incredibile longevità e vastissimo richiamo (da paragonare a Harry Potter, per capirci) anno dopo anno sta costruendo un livello qualitativo che eccede il suo ruolo (ovviamente mi riferisco alla messa in onda giapponese). Dove Dragonball se l’è cavata con delle meches di origine aliena, Naruto ha costruito originalità e coerenza dell’ambientazione, approfondisce i personaggi, allaccia e riallaccia storie, monta epicità – e non accenna a fermarsi. Con il risultato di essersi trasformato da cartonazzo per bambini giapponesi in una vera saga per tutte le età. Vediamo come.

narutoshippuuden15La capacità riconosciuta a Naruto, dai fan come dagli addetti ai lavori, è quella di saper accompagnare la crescita del protagonista con una crescita corrispondente di temi e linguaggi. Un procedimento classico nella lettaratura alta (vedi bildungsroman, romanzi di formazione e derivati) ma con il quale la narrativa popolare ha sempre avuto maggiore difficoltà: la volontà di preservare l’identità della serie su tutto ha fatto sì che la maggior parte delle volte gli eroi restassero incastrati in una giovane adultezza senza tempo (quella dell’Uomo Ragno, per capirci) o franassero da un momento all’altro in un’indefinita mezza età eroica (come i personaggi di Dragon Ball). Un tentativo di far invecchiare i propri protagonisti lo ha fatto J. K. Rowling con Harry Potter, ma a mio parere ci è riuscita davvero solo quando (spoiler alert) lo ha sbattuto fuori da scuola alla fine del sesto. Il tentativo fatto con HP è riuscito solo in parte, ma rappresenta un paradigma cristallino: seguire anno dopo anno la crescita di una generazione di lettori (e anche quelli che si preoccupano delle vendite dovrebbero essere felici).

Seguendo un procedimento simile, negli anni Naruto ha coraggiosamente cambiato pelle, evolvendosi in un anime maturo per trama e complessità di eventi. Attenzione, resta una storia di ninja che se le suonano di santa ragione, ma nessuno ti rispiega le cose dieci volte, i morti restano morti e ci sono i colpi di scena. Adesso, seriamente, in 291 episodi di Dragon Ball Z c’era un solo colpo di scena e pioveva letteralmente dal cielo.

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