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12 novembre 2009

Polliwog

rebeccaSe non avessi visto un’immagine di come è effettivamente fatta una polliwog, credo avrei chiamato mia figlia così. Polliwog oltre a essere una parola stupenda, è anche una rivista, online. Sì, un’altra. Ma questa è speciale, è bellissima. Non riesco a trattenere l’entusiasmo, davvero!

Rebecca Rijsdijk l’ha fondata nel 2008, ed esce più o meno due volte l’anno, appena è pronta viene pubblicata, senza date precise o scadenze severe. Lo scopo? Dare spazio a gente brava, che fa delle belle foto da poco tempo, facendo così felici noi tutti che guardiamo, perché, lasciatemelo dire, la selezione è davvero fatta bene. Cioè, per intenderci, avete in mente i 500 e passa cuoricini che avete regalato a Steven Beckley? Ecco, tutto torna.

Non c’è granchè da commentare, ma tanto tanto da guardare. Aggiungo solo due cose: primo, che tutti i testi sono di Victoria Schilperoort, e poi che se eventualmente voleste mandare dei vostri lavori a Polliwog, Rebecca preferisce che li pubblichiate sul flickr della rivista. Ah, ultima cosa. Sfogliando i quattro numeri ho letto quasi esclusivamente nomi tipicamente nordici, o americani, tranne uno: Giorgio Bagnarelli, da Arezzo. Io sono stata contenta.

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