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13 novembre 2009

Where the plastic goes

Chris JordanQuella che vedete sopra è un’immagine scattata dal fotografo Chris Jordan nell’atollo di Midway, un gruppo di piccole isole sperdute nell’Oceano Pacifico a metà tra Stati Uniti e Giappone. L’isola è nota per accogliere numerose specie protette di uccelli, tra cui spiccano moltissime varietà di albatros.

Nel reportage le fotografie shock con scheletri e corpi di uccelli decomposti documentano la causa della morte dei piccoli albatros trovati lungo le coste. Nulla è stato modificato dal fotografo, le immagini mostrano con precisione la dieta dei pulcini: un mix di accendini, tappi di bottiglia e altra spazzatura dispersa in mare. Sono gli albatros più grandi a nutrire i piccoli con la plastica scambiando erroneamente i rifiuti galleggianti per cibo. La conseguenza è la morte per tossicità, per mancanza di alimenti nutritivi o per soffocamento. Ok.

albatro02Forse siamo davanti al solito materiale shock che fa leva sull’orrore per colpire nell’immediato e farsi dimenticare nel giro di pochi minuti, ma personalmente ho visto queste immagini diversi giorni fa e ancora non riesco a smettere di pensarci. Del resto essere comunicativo è uno dei punti forti di Chris Jordan. Non posso dire di conoscere bene le sue opere, ma giudicando dal sito sembrerebbe mescolare spesso fotografia di sensibilizzazione tradizionale con operazioni quasi infografiche.

L’epico Gyre (2009), un collage incredibile realizzato con due milioni e mezzo di pezzettini di plastica, è un’interpretazione distopica della nota Grande Onda del pittore giapponese Katsushika Hokusai. Il giochetto concettuale è semplice ma funziona: due milioni e mezzo sono il numero di rifiuti di plastica dispersi nell’oceano ogni ora — non ci sono fonti dei dati. Ecco un’immagine di Gyre e un suo dettaglio (in questa pagina ce ne sono altre più grandi).

GyreGyreRappresentare numeri grandiosi con la loro grandiosità è un’operazione un po’ didascalica, ma credo sia efficace. Sempre dello stesso tipo — meno impegnate visivamente, ma forse per questo più interessanti — i due milioni di bottiglie di plastica consumati ogni ora o i 460.000 telefoni cellulari eliminati ogni giorno oppure ancora le 60.000 buste di plastica utilizzate ogni cinque secondi.

AlbatrosTutto l’appeal del luccicante mondo colorato del fantastic plastic tradizionale sta gradualmente scomparendo e lascia spazio ad una visione sempre più dura che nella plastica vede solo resine tossiche,  inquinamento, petrolio, mancanza di biodegradabilità e incremento irresponsabile dei consumi attraverso l’abbattimento dei prezzi.

Ma tornando agli albatros di Midway: qual è la vostra reazione alle fotografie? Coinvolti razionalmente o spaventati? Se siete ancora in dubbio potreste provare a vedere altre immagini, sul suo sito ce ne sono molte altre (circa una ventina), ma vi avviso che non sarà facile resistere tutta la galleria.

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Ci sono 1 commenti

  1. Prima reazione: Spavento. Seconda reazione: Rigetto. Chris si è messo li e ha minuziosamente composto, così come per i suoi quadri, l'interno di quello che secondo lui mangiano gli uccelli. Non per mentire, ma per creare un effetto shock. Terza reazione: Fiducia. Perchè, se sta documentando e non facendo esplicitamente arte, dovrebbe modificare quello che ha trovato? Come scrivi tu: le foto "documentano la causa della morte dei piccoli albatros trovati lungo le coste". Quarta, ed ultima reazione: Tale e quale alla prima. Spavento. Quindi ecco, per usare le tue parole: Razionalmente spaventata, assolutamente coinvolta.

    scritto da Erica il 13 novembre 2009 alle 15:26

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