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11 ottobre 2009

Vincent Moon e i Take Away Show

Vincent MoonVincent Moon è il nome d’arte del trentenne parigino Mathieu Saura, in assoluto il regista di Take Away Shows de La Blogothèque che preferisco. Al suo lavoro ci siamo già avvicinati un paio di volte (qui e nei Web Pick) senza però mai approfondire nello specifico.

Facendo un po’ di ricerca ho scoperto che è un vero stakanovista della telecamera, i progetti a cui sta lavorando in parallelo sono moltissimi ed ognuno rappresenta un passo nell’evoluzione del suo concetto di video musicale e del suo approccio alla regia. In rete è possibile reperire praticamente tutto quello che ha fatto finora, internet è il mezzo di distribuzione che predilige ma le informazioni su di lui e sul suo lavoro sono sparse qua e là. Proverò a mettere un po’ d’ordine.

Si interessa per la prima volta al cinema studiando fotografia negli anni Novanta, influenzato dal lavoro dei suoi insegnanti Michael Ackerman e Antoine D’Agata e dal loro approccio intimistico al mestiere di fotogiornalista. Qualche anno dopo, scoprendo i film del regista d’avanguardia austriaco Peter Tscherkassky (qui un suo corto), comincia a lavorare esclusivamente sull’immagine in movimento concentrandosi da subito sul video musicale. Sono gli anni in cui i videoclip commerciali acquistano per la prima volta un’impronta autoriale con l’entrata in scena di Gondry, Jonze, Romanek e Williams. Moon prende le distanze da questo modo di mostrare la musica, pensa che il videoclip possa fare molto più che commentare visivamente un brano cantato in playback. Comincia così a filmare gli artisti in presa diretta senza aspettarsi null’altro che la performance e tutto quello che poteva portare con sé: applausi, fischi, errori, imprevisti o groupies impazzite.

Nel 2006 Chryde, fondatore del sito musicale La Blogothèque, chiede a Moon di collaborare con lui per creare un nuovo modo di diffondere la musica che non fosse banalmente pubblicare i link ai videoclip ufficiali. In questo periodo Moon conosce Step Across the Border, un documentario musicale d’avanguardia del 1990 sul musicista inglese Fred Frith diretto da Nicolas Humbert e Werner Penzel e ne viene fortemente influenzato. Qui sotto un breve estratto in cui suonano Iva Bittová e Pavel Fajt. Vi consiglio di guardarlo.

Invitando i musicisti a Parigi per farsi filmare mentre suonano in varie location della città (in strada, nei caffè, ecc.) Chryde e Moon creano la formula dei Take Away Shows (o, meglio, Les Concerts à Emporter). In breve tempo, grazie anche alla rapidità del processo di produzione, si forma un ampio podcast di esibizioni live (ad oggi  97) filmate dai vari registi chiamati da Chryde. I protagonisti sono perlopiù artisti attivi sulla scena musicale “indipendente” internazionale: tra i più noti Bon Iver, Sigur Rós, Vic Chesnutt, Architecture in Helsinki, The National, Andrew Bird, Xiu Xiu, José Gonzalez e Sufjan Stevens.

Nel corso degli anni si distolgono sempre più spesso da Parigi per raggiungere attivamente gli artisti all’estero e le location scelte per farli esibire si fanno sempre più bizzarre diventando un vero e proprio marchio di fabbrica. Quella degli Arcade Fire che suonano Neon Bible in ascensore è in assoluto la performance più citata da chi parla dei Take Away Shows.

Moon definisce col tempo uno stile personale molto riconoscibile: i suoi video sono costituiti spesso da un girato unico durante il quale riesce ad entrare in forte intimità con il musicista grazie anche all’informalità della tecnica. Mi dice Wikipedia che per alcuni aspetti il minimalismo di Moon può ricordare quello dei film aderenti al Dogma 95, il manifesto-decalogo pubblicato dal regista danese Lars Von Trier che si poneva come fine quello di tornare ad un cinema “purificato dalla cancrena degli effetti speciali”.

Nel 2007 pubblica con Chryde il suo primo dvd, Cheap Magic Inside: si tratta di un vero e proprio film ripreso in un’unica volta senza stacchi in cui i Beirut suonano tutte le 12 traccie del loro album The Flying Club Cup. Qui sotto il pezzo iniziale.

Parallelamente all’attività con Chryde lavora anche ad altri progetti importanti: nel 2008 segue il tour gli Arcade Fire, lavora con Michael Stipe dei REM al progetto web 90nights che affianca l’uscita dell’album Supernatural Superserious e a 6 Days, un documentario sperimentale per il dvd di Accelerate, dirige A Skin, A Night, un video-saggio musicale sulla band newyorkese dei The National (qui il trailer).

Non contento all’inizio del 2009 apre anche un blog in cui raccoglie tutto ciò che filma e lo commenta ampliamente. Da queste pagine muove una forte critica proprio ai suoi Take Away Shows, incolpandosi di aver ceduto alla ricerca sensazionalistica della location e di aver dimenticato quali fossero i soli elementi essenziali per il suo lavoro: lui, l’artista, l’improvvisazione e la telecamera a mano. Nel tentativo di tornare all’origine del suo percorso creativo inizia una nuova serie di video, i Fiume Nights, caratterizzati dalla completa (se possibile) assenza di pianificazione. Nella clip qui sotto esce dalla metropolitana di Osaka con la cantante Nikaido Kazumi dopo un suo concerto. Stanco e ubriaco, dice lui.

I festival musicali rappresentano per Moon l’occasione ideale per girare i suoi video, in particolare il South By Southwest che ospita una gran quantità di band promettenti da tutto il mondo: sul suo blog c’è una serie dedicata al SXSW di quest’anno davvero bella. Sotto: David Thomas Broughton suona fuori dal suo hotel ad Austin, Texas.

A quanto pare il nostro eroe ha ancora del tempo libero perchè con il progetto web Temporary Areas ha intenzione di girare almeno un video per ogni stato del mondo. Dice che sarà il progetto della sua vita, ma considerando la quantità di cose che ha sfornato negli ultimi tre anni sono pronto a scommettere che avrà finito nel giro di cinque. Quanta invidia.

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Ci sono 3 commenti

  1. ormai sarai anche stufo dei miei commmenti ....sono sempre uguali!!!! bellissimo

    scritto da katerina il 13 maggio 2010 alle 11:11

  2. [...] Commenta 01 Vincent Moon [...]

    pingback dal sito The Voice Project | Personal Report il 28 giugno 2010 alle 10:48

  3. [...] passato più di un anno e mezzo dall’ultima volta che ho scritto di Vincent Moon, l’iperattivo regista francese ideatore degli ormai [...]

    pingback dal sito Vincent Moon alla scoperta della world music | Personal Report il 18 luglio 2011 alle 16:12

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