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16 ottobre 2009

Thomas Demand

Thomas DemandQuella che vedete sopra non è una fotografia della stanza ovale della Casa Bianca, è un’opera di Thomas Demand, uno scultore e fotografo tedesco che si dedica alla ricostruzione in carta e cartone di ambienti tridimensionali. L’immagine è tratta da una serie realizzata — ancora una volta — per il New York Times in occasione di un articolo dedicato alla vittoria di Barack Obama.

Per realizzare i suoi modelli l’artista impiega dai tre ai sei mesi e li distrugge appena finito lo scatto fotografico, non ci sarà altra testimonianza dell’opera che l’immagine impressionata sulla pellicola. Ha iniziato senza un motivo preciso, gli piaceva semplicemente riprodurre in carta gli oggetti “normali e banali” che trovava in casa. Dal 1996 le “fotografie” di Thomas Demand hanno girato il mondo: MoMA di New York, Biennale d’Arte di Venezia, Serpentine Gallery di Londra e tante altre importanti istituzioni museali. Vi segnalo in particolare una sua personale attualmente in corso presso la Neue Nationalgalerie di Berlino che raccoglie vecchi lavori insieme ad una serie dedicata alla storia della Germania.

La scelta dei soggetti di Demand si divide tra frammenti della sua memoria personale e immagini importanti dalla memoria storica collettiva. Di quest’ultimo tipo sono le immagini che seguono, una ispirata ad una fotografia degli uffici della Stasi invasi degli abitanti di Berlino Est dopo la caduta del muro nel 1989, l’altra ad un fallito attentato a Hitler messo in atto nel 1944.

UfficiRaum — Attentato a HitlerLa serie Embassy parte invece da uno scandalo mediatico del 2001. All’origine della questione c’è un fatto certo: un furto misterioso avvenuto presso l’Ambasciata del Niger a Roma. Da lì in poi è tutta una serie di accuse e smentite da parte del governo americano su traffici di uranio tra la repubblica africana e Saddam Hussein, un tema controverso che non intendo approfondire — per chi volesse farlo c’è molto materiale on-line.

Non esistendo una documentazione fotografica dell’ambasciata, Demand ha chiesto un permesso speciale per visitare personalmente gli spazi e per intervistare il personale. Solo dopo, basandosi su quello che ricordava, ha ricostruito gli ambienti nel suo studio, li ha fotografati e, come sempre, distrutti.

Ambasciata NigerAmbasciata NigerAmbasciata NigerAmbasciata NigerAmbasciata NigerAlla Biennale d’Arte di Venezia è stata esposta Clearing, la sua opera più incredibile: una ricostruzione fedele di una foresta. Oltre alla qualità e alla complessità dell’artigianato (ha avuto un team di oltre trenta assistenti) in questa immagine bisogna riconoscere anche l’occhio fotografico e scenico dell’autore. A proposito dell’illuminazione dice: “per simulare la luce attraverso le foglie abbiamo usato una delle lampade più luminose che si possano trovare in vendita. La luce scaldava molto e avevamo pochissimo tempo per scattare, c’era il rischio che andasse tutto a fuoco e sarebbe stato piuttosto deludente vedere tutto bruciare prima dello scatto”. I suoi modelli sono sempre in scala 1:1 e per rendergli giustizia le immagini in mostra sono sempre di grande formato. Ecco una mini intervista dagli archivi del MoMA (l’opera che vedete nel player è Clearing, qui la trovate ad una risoluzione migliore).

Per chi fosse curioso di vedere altre immagini consiglio il suo sito (le fotografie sono scandalosamente piccole, ma ci sono anche alcuni video), la ricerca su Google, il backstage del lavoro sulle grotte, le immagini della 303 Gallery e questa pagina che raccoglie la serie sulla sala ovale ad alta risoluzione.

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Ci sono 1 commenti

  1. [...] frammentati di David Hockney e dall’altro un’interpretazione brutale delle sculture in carta iperrealistiche di Thomas Demand (ne abbiamo già parlato [...]

    pingback dal sito Daniel Gordon | Personal Report il 18 dicembre 2009 alle 15:30

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