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9 ottobre 2009

Reazioni a catena

Reazioni a catenaNon è chiaro il motivo, ma le reazioni a catena esercitano su di me un grande fascino. La magia del domino ne è una prova, quanto tempo potremmo passare a guardare quelle distese di mattoncini cadere? Non so voi, ma personalmente troppo (e parlo per esperienza). Nel mondo delle reazioni a catena si è sviluppato un ambito detto delle “Rube Goldberg Machine“. Rube Goldberg era un fumettista statunitense che, credo a causa di un libro su alcune invenzioni paradossali, si è trasformato in un aggettivo utilizzato per descrivere quelle macchine che compiono in modo estremamente complesso un’operazione molto semplice. Come immaginerete questo è proprio il tipo di fenomeno che internet dilata in maniera inverosimile: ci sono campionati tra studenti di fisica e lavori amatoriali deliranti (come il video sotto che apre le tende di una camera da letto dopo quattro minuti di meccanismi improbabili).

Una variante più sofisticata, ma anche più nota, delle “Rube Goldberg Machine” è la pubblicità della Honda Accord. Tergicristalli, bulloni, pneumatici e parti meccaniche dell’automobile sono reinterpretate come elementi di una reazione a catena. Tra i commenti c’è qualche esaltato e qualche malizioso —  in effetti alcuni movimenti sono poco realistici, ma la fisica trae spesso in inganno. Nel complesso la pubblicità è ben fatta e mi sembra che lo slogan finale “Isn’t it nice when things just work?” (Non è bello quando le cose semplicemente funzionano?) sia piuttosto efficace.

Voglio segnalarvi altre due reazioni a catena meno convenzionali che, essendo fini a sé stesse, non rientrano nelle macchine Rube Goldberg: una datata e brutale, l’altra contemporanea ed elegante.

Quella brutale è la prima in ordine cronologico ed è oggetto del cortometraggio “The way things go” (Der Lauf der Dinge in tedesco) girato dal duo svizzero Peter Fischli e David Weiss. Il video, datato 1987, registra una reazione a catena incredibile di quasi trenta minuti sviluppata orizzontalmente per oltre cento metri. Reazioni chimiche, azioni meccaniche e piccoli incendi si susseguono con grande precisione all’interno di un magazzino abbandonato. I cortometraggio è disponibile su YouTube in tre parti, ecco la prima (qui la seconda e qui la terza).

Infine c’è il progetto Nearness di Jack Schulze e Timo Arnall. La loro è una reazione a catena anomala perché non è innescata dal contatto, come solitamente accade, ma lavora solo con interazione a distanza usando sensori di luce, vibrazioni, forza magnetica e tecnologia RFID. Buona visione.

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Ci sono 5 commenti

  1. Pitagora sui-chi!

    scritto da Gabriele il 13 ottobre 2009 alle 17:51

  2. Hai ragione! Avevo visto qualche video delirante di Pitagora Suichi, ma alla fine mi erano sembrati meno paradossali di quello che ha completamente stravolto il suo appartamento solo per aprire una tenda. In ogni caso sarebbe stato sensato segnalarlo quindi incollo qui una bella compilation. Grazie per la segnalazione.

    scritto da Guido il 13 ottobre 2009 alle 18:20

  3. Generazione "mouse trap"??

    scritto da mad il 13 ottobre 2009 alle 18:28

  4. Mouse Trap! Ecco l'origine della mia passione per le reazioni a catena. C'è qualche compagno di generazione che condivide?

    scritto da Guido il 13 ottobre 2009 alle 18:34

  5. esatto!!

    scritto da mad il 13 ottobre 2009 alle 18:41

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