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3 ottobre 2009

Body hacking

Daito ManabeQualche giorno fa su Facebook, in risposta all’articolo su Peter Vogel, un mio lontano cugino californiano ha segnalato un esperimento giapponese sul body hacking: disciplina di bio-arte che gioca con il corpo umano inviando e rilevando stimoli elettrici.

Ho studiato un po’ le premesse di questi esperimenti e se ho capito bene funziona più o meno così: ogni volta che un muscolo viene sollecitato si genera, a livello del tessuto nervoso, una piccola elettricità. Lo studio sul rilevamento di questa “energia” ha portato Daito Manabe (artista e designer giapponese) a sviluppare dei progetti sorprendenti.

Nei primi esperimenti l’elettricità generata dalla contrazione dei muscoli viene rilevata da una variante do-it-yourself dei sensori elettromiografi. Solitamente questo genere di tecnologia è utilizzata con finalità mediche, ma l’interpretazione di Daito Manabe prevede che alla contrazione di alcuni muscoli siano associati suoni ed effetti sonori. Ecco il video dimostrativo.

Un’altra strada del body hacking, completamente opposta, usa elettrodi per stimolare meccanicamente i muscoli (processo comune a quell’ampio bacino di strumenti per ginnastica addominale basati su elettrostimolazione). Nel video Daito Manabe contrae a ritmo di musica il viso di alcuni suoi collaboratori.

Nell’ultimo esperimento che vi segnalo, le due esperienze sono letteralmente unite insieme per inventare una cosa strana: una macchina che “copia e incolla” l’espressione di una persona sul corpo di un’altra. Una volta compresi i primi due scenari vi verrà quasi spontaneo capire questo: un sensore rileva l’elettricità generata dalle contrazioni dei muscoli del Viso A e lo applica sugli elettrodi del Viso B.

Se la parte del “copia e incolla” ci sembra estrema e l’esperimento di stimolazione dei muscoli poco più di una forma di tortura, credo non si possa fare a meno di notare ancora una volta un utilizzo geniale di una tecnologia destinata ad altro. In questo senso credo che le potenzialità di “leggere” direttamente la contrazione dei muscoli e trasformarla in dati (cioè suoni o movimenti di un personaggio in un videogioco, per dire) apra la strada a moltissime applicazioni innovative. Vediamo.

Intanto i primi di settembre c’è stato un primo evento dedicato all’argomento. Sul sito di Daito Manabe alcune fotografie del workshop.

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Ci sono 2 commenti

  1. prevedp sviluppi eccezionali,interessantissimo.

    scritto da mad il 3 ottobre 2009 alle 12:00

  2. [...] l’articolo originale: Body hacking Tags: Arte, Capito, Cugino, Facebook, Funziona, Giapponese, Hacking, Nbsp, Peter Vogel, [...]

    pingback dal sito Body hacking | BNotizie Magazine il 3 ottobre 2009 alle 15:50

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