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3 settembre 2009

WWF Tsunami

World Wildlife FundTsunami killed 100 times more people than 9/11. The planet is brutally powerful. Respect it. Preserve it. Questa è l’headline della campagna-scandalo (qui in alta risoluzione) proposta al WWF dall’agenzia DDB Brasil. Sulla qualità non dirò molto: manca di sensibilità, cerca analogie tra due elementi fortemente sconnessi (una catastrofe naturale e una tragedia guidata dalla volontà umana) e, soprattutto, promuove una visione di rispetto della natura basata sul terrore. Questo articolo in origine doveva finire qui, ma dopo una giornata passata a seguire la questione update dopo update su blog e riviste più o meno credibili, mi trovo in una posizione confusa e devo raccontarvi cosa ho scoperto, in ordine:

1. La campagna inizia a circolare su internet. Qualcuno pensa sia un lavoro di studenti, qualcuno pensa sia un falso per screditare l’immagine del WWF, qualcuno accusa il WWF per mancanza di sensibilità, qualcuno accusa DDB Brazil per mancanza di sensibilità.

2. Un comunicato stampa del WWF dichiara che la campagna in questione non sia stata mai approvata. Si tratta quindi di un errore, di una bozza discussa nei dipartimenti di marketing poi scivolata senza controllo nel web. Oltre a scusarsi con chi sia rimasto offeso dall’immagine, il WWF spiega che non si riconosce nelle idee propagandate dalla campagna.

3. Internet scopre altre notizie: la campagna ha vinto un merit award al One Club nel 2009 — un’associazione non-profit che premia la qualità e l’eccellenza nel mondo dell’advertising.

4. L’agenzia DDB Brasil scrive a sua volta una lettera di scuse dove, oltre a sottolineare quanto non si riconosca negli ideali promossi dall’immagine, sostiene che la campagna sia stata approvata dal team del WWF. Addirittura, stando a quanto riportato su AdFreak, sarebbe stata avviata in Brasile nel Dicembre 2008 e candidata intenzionalmente per gli award di One Club.

5. Appare su YouTube una versione video della campagna sempre firmata DDB Brasil. Sia l’agenzia che il cliente negano di essere coinvolti nella sua realizzazione.

Mentre giornali, blog e televisioni divagano sul tema, il meccanismo è partito e le responsabilità tra WWF e DDB si vanno insabbiando sempre di più. A noi non resta che avviare un dibattito, ma a questo punto la cosa più interessante è il fenomeno virale (spontaneo?) che ha portato, ancora una volta, un’immagine nascosta al centro dell’interesse di tutto il mondo.

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Ci sono 3 commenti

  1. Per la stessa serie: una pubblicità della rivista Humo. L'headline recita "Reading Humo can have serious consequences". Qui altre della stessa campagna. Poi, se posso dire la mia sulla campagna del WWF, non la trovo particolarmente insensibile in realtà, a me sembra che passi semplicemente un paragone in termine di quantità di vittime tra due tragedie molto popolari. La natura può uccidere, e l'ha fatto come cento attentati. L'immagine è potente, ma non penso sia offensiva, il fatto è che ogni volta che si tira in ballo l'11 settembre si grida sempre allo scandalo deliberatamente. Ti do ragione invece per quanto riguarda l'inutilità della strategia del terrore: una campagna del genere ti dice solo "attento che la natura può essere cattiva quindi rispettala" senza dare spiegazioni o consigli, è fine a se stessa. Ma, soprattutto, lo tsunami è stato causato da un terremoto sottomarino, anche nel pianeta più pulito dell'universo poteva accadere, al massimo la natura si può ribellare con gli uragani. Mah, questi creativi...

    scritto da Simone il 3 settembre 2009 alle 10:23

  2. mhm non so... di primo acchito sembrano divertenti.

    scritto da Elena il 3 settembre 2009 alle 13:36

  3. d'accordo con simone sull'insensatezza dell'esempio scelto. per colpire le persone servono cose all'altezza delle persone stesse. se un meteorite mi piove addosso comprare un ombrello in plastica riciclata non mi farà sentire granché sicuro. il video però è bello.

    scritto da Pier Mauro il 3 settembre 2009 alle 14:02

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