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15 settembre 2009

The Cove

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Visori notturni, tute mimetiche, microcamere nascoste: il documentario di denuncia prende la forma della spy-story, e funziona. Ric O’Barry è divenuto celebre negli anni ’60 come il miglior addestratore di delfini al mondo grazie al suo lavoro per la serie tv Flipper, che ha improvvisamente portato alla ribalta i delfini come animali intelligenti e divertenti ovvero come animali da intrattenimento, destinati di lì a poco a essere rinchiusi nei delfinari per la gioia di grandi e piccini. Solo anni dopo, e in particolare dopo la morte suicida del delfino Kathy tra le sue braccia, Ric O’Barry si è reso conto dell’impero di biglietti d’ingresso e prigionia che aveva in parte contribuito a creare e ha deciso di redimersi dedicando la sua vita alla liberazione dei delfini, prima puntando il dito contro i parchi acquatici e poi, andando alla radice del problema, contro il nemico numero uno, il Covo, una piccola laguna inaccessibile a Taiji, in Giappone, dove per sei mesi all’anno i delfini vengono in parte illegalmente uccisi e venduti ai ristoranti giapponesi e in parte illegalmente catturati e venduti ai delfinari di tutto il mondo, dove il destino di metà di loro sarà comunque morire entro due anni, stressati dall’impossibilità di movimento — in mare aperto nuotano anche 40 km al giorno — e soprattutto dall’eccessivo rumore che hanno continuamente intorno — l’udito è il loro senso più acuto, in grado di sentire il nostro battito del cuore a decine di metri di distanza, e per loro i filtri delle piscine e le urla dei bambini sono né più né meno che una tortura.

Sotto la supervisione di O’Barry, il regista Louie Psihoyos — inserito da Fortune nella lista dei migliori dieci fotografi naturalisti in circolazione —  ha messo insieme una squadra che lui stesso chiama gli Ocean’s Eleven, e a ragione, composta com’è dai due detentori del record del mondo di immersione, da un organizzatore di grandi festival musicali per la parte logistica, da un biologo marino per i rilevamenti sulla condizione dei delfini, dai ragazzi della Industrial Light & Magic — quelli degli effetti speciali di film come Harry Potter, Iron Man e Indiana Jones — per la creazione di telecamere/roccia e telecamere/rami da mimetizzare tra la vegetazione, e così via.

Vincitore del premio del pubblico per il miglior documentario all’ultimo Sundance, The Cove ha già raggiunto qualche obiettivo, come l’abolizione della carne di delfino — secondo l’accusa dannosa per l’uomo a causa dell’eccessiva quantità di mercurio — dalle mense delle scuole, e una maggiore mobilitazione dell’opinione pubblica contro il comportamento doloso e falso del governo giapponese. La data d’uscita italiana non è ancora fissata, ma credo abbia molte possibilità di passare anche da noi. Intanto fidatevi e guardate il trailer, vi piacerà.

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Ci sono 2 commenti

  1. ma dove posso vederlo in italia?? lo proiettano in qualche cinema, c'è in streaming o cosa?? grazie

    scritto da rachele il 13 novembre 2009 alle 11:53

  2. il film è stato proiettato al festival di roma, ma purtroppo la data d'uscita programmata per l'italia è sparita. essendo un prodotto vendibile io spero ancora in un'uscita italiana, per ora però non esiste un modo per guardarlo in italiano, sia doppiato che sottotitolato, quindi non so come te la cavi con l'inglese, ma posso assicurarti che è abbastanza semplice da capire. se vuoi provare, da quanto ho visto si trova facilmente sui vari programmi peer-to-peer. ovviamente se scopro qualcosa su una sua uscita italiana ti faccio sapere.

    scritto da Pier Mauro il 13 novembre 2009 alle 14:07

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