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30 settembre 2009

Best wait

Best waitPer molti di noi Avatar c’è sempre stato. Io stesso non ricordavo l’anno in cui se n’è iniziato a parlare, e ho dovuto controllare. Erano gli anni in cui James Cameron ci aveva conquisato tutti, e i suoi film erano unanimamente considerati i migliori film d’azione in circolazione (e qualcuno direbbe, fatta la tara del progresso tecnologico, lo sono ancora). Ed erano gli anni in cui tiravamo avanti senza internet, ma già si sapeva che, dopo l’imminente Titanic, Cameron si sarebbe messo al lavoro sul misterioso Avatar. Era il progetto che Cameron aveva sempre coltivato fin dall’inizio della sua carriera, e che finalmente era possibile nell’era dei nuovi effetti speciali (era che aveva iniziato lui stesso con Terminator 2, due anni prima di Jurassic Park).

Era il 1996. Ci vorrà un po’ di tempo, ci avvisava Cameron, perché lo sapete che io faccio le cose per bene. E noi abbiamo risposto: basta che non ci fai sentire ancora “Sono il re del mondo”, poi prenditi il tempo che vuoi. Se ci avesse detto da subito che avremmo dovuto aspettare il 18 dicembre 2009 forse lo avremmo mandato tutti a quel paese, ma per fortuna la scoperta è stata graduale. Intanto Cameron si è dedicato alle sexy-eroine futuristiche (ha fatto Dark Angel, ha minacciato più volte di portare al cinema Battle Angel Alita), e noi abbiamo aspettato. Leggenda vuole che l’esigente regista stesse aspettando una tecnologia in grado di produre attori virtuali perfetti, e intanto passavano Jar Jar Binks (no), i Gollum (molto meglio), i Davy Jones (quasi), e noi abbiamo aspettato. Ne valeva la pena? Boh.

Il punto è che ormai l’attesa è diventata la condizione naturale dell’appassionato di film di avventura/fantascienza/etc. Aspettiamo il nuovo Matrix, aspettiamo il nuovo Indiana Jones, aspettiamo il nuovo Terminator, e sono tutti (ancor prima che brutti) sbagliati. Al punto che ci accontentiamo dei vari Transformers, Hellboy e 2012, che sono rutilanti e ironici e giocano col genere e tutto, ma se parliamo di costruire tensione o epicità o di farci aggrappare ai braccioli della poltrona, buonanotte – queste cose conviene cercarle nelle serie tv. Le ragioni di questo declino sono tante, ma una è che sono film fatti in sei mesi, e si vede che la prima idea è quella giusta, e nessuno ha mai il coraggio di rimandare e pensarci un anno di più. E allora ben vengano questi 13 anni di attesa.

Questa è la ragione per cui l’attesa per Avatar può essere la BEST WAIT. Io ci credo. E se avete aspettato 16 anni per la Minaccia Fantasma, sapete quanto mi costa dirlo.

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