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23 agosto 2009

District 9

discrict-03Il Distretto 6 era un quartiere residenziale di Città del Capo, Sud Africa, divenuto famoso per la deportazione di più di 60.000 abitanti per mano del regime dell’apartheid negli anni ’70. È questo lo spunto da cui parte il regista sudafricano Neill Blomkamp per raccontare la storia di un’invasione aliena che per una volta non inizia, citando gli stupiti giornalisti sudafricani all’inizio del film, con l’atterraggio di un’astronave a New York o a Los Angeles, ma a Johannesburg.

Gli alieni, magnificamente animati dalla Image Engine, arrivano sul nostro pianeta malati e affamati e, con il tempo, iniziano una difficile convivenza con gli umani nel Distretto 9. A fronte di un piccolo e debole gruppo in difesa dei diritti alieni, dopo vent’anni di proteste pubbliche lo Stato, insieme all’organizzazione militare MNU, decide di deportare tutti gli alieni in una zona a loro adibita diverse decine di km dalla città. Ovviamente il progetto non va come dovrebbe e iniziano a succedere quelle cose lì che succedono nei film del genere, come contagi, inseguimenti, sparatorie, robottoni e nigeriani che mangiano i cuori delle persone. (Sì, i nigeriani sono un po’ borderline, ma ci tenevo a citarli). Il tutto, però, da una prospettiva ETiesca.

Anche se avrebbe potuto, il film non è un capolavoro. L’aspetto sociale dell’integrazione razziale è affascinante e funziona, ma più come una patina che ricopre il film che come vero e proprio tema affrontato decentemente, e questo è un peccato. Anche se, lo sottolineo dato che ancora non l’ho detto chiaramente, il film, girato in stile documentaristico camera-a-mano di cui siamo lì lì per stufarci (ma ancora no), rimane comunque uno dei più originali e divertenti film di fantascienza che ricordo di aver visto al cinema, quindi a ottobre andatevelo a vedere e stop.

Nota di merito per la campagna virale particolarmente efficace: oltre all’esistenza di un sito gestito dalla fittizia MNU in cui vi viene chiesto di scegliere se entrare come umani o non-umani — e fin qua niente di nuovo — mi ha fatto particolarmente effetto veder passare in strada, mentre bevevo un caffè in un bar, un autobus con esposto il cartello THIS BUS FOR HUMANS ONLY!, accompagnato dalla figura stilizzata di un alieno barrata di rosso.

Ora, perché no, il trailer.

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Ci sono 2 commenti

  1. Solo una parola... CAPOLAVORO. Ho avvertito dopo tanti lunghi anni, delle sensazioni uniche.

    scritto da Valerio il 26 settembre 2009 alle 22:25

  2. Bellissimo,sono rimasto veramente colpito!Molti non lo capiranno mai e non dico di essere intelligente,forse molto sensibile visto unisce problemi reali con la fantascienza.Poi tutta questa violenza si vede in moltissimi altri film di guerra o di campi di concentramento!Andatelo a vedere e non soffermativi sulle armi aliene, non servono contro un mondo intero!!E vi chiederete come facevano a capirli...dopo 20 anni che gl'alieni si trovavano in mezzo a loro e gl'umani volevano capire come usare le armi, penso che se so dati da fa...

    scritto da Andrea il 28 settembre 2009 alle 11:32

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