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28 agosto 2009

Appunti per una storia di guerra

Appunti per una storia di guerraIl Gipi, o Gianni Pacinotti, lo conoscete tutti. Forse grazie alle strisce satiriche che disegna per Internazionale (qui la raccolta di quasi tutte), forse per il gran parlare che si è fatto della sua ultima fatica, La mia vita disegnata male, ormai è diventato uno di quei pochi fumettisti italiani contemporanei di cui si parla anche tra chi di fumetti ne sa poco o niente, tanto che gli si mette l’articolo davanti come con gli amici.

Quello che ho letto pochi giorni fa è il fumetto con cui ha vinto, nel 2006, il premio Best Album al Festival international de la bande dessinée d’Angoulême, il più importante e prestigioso comic festival europeo. Per farvi capire che razza di premio ha vinto il Gipi: gli unici italiani ad averlo conquistato finora sono stati, oltre a lui, Hugo Pratt e Milo Manara nel 1987 e Vittorio Giardino, quello di Jonas Fink, nel 1995.

Appunti per una storia di guerra è ambientato più o meno ai giorni nostri, in Italia, forse nella campagna toscana. La guerra c’è ma ci viene mostrata poco e ci viene spiegata ancora meno, si sa solo che gli attacchi avvengono di notte, che gli obiettivi sono i paesini della provincia e che, se si vuole, si può partire per combattere.

Appunti per una storia di guerra 2I protagonisti della storia sono tre ragazzi, amici da sempre:

- quello a sinistra che guarda fuori dal finestrino è Giuliano. Lui è il più benestante e il più codardo dei tre, ha ancora entrambi i genitori e fa degli strani sogni. Giuliano la guerra non l’ha mai vista davvero, così come il Gipi che parla attraverso di lui. Preparatevi a immedesimarvi in lui e a commiserarvi;

- al centro c’è il Killerino, è piccolo ma è cattivo perchè è cresciuto nel quartiere CEP. Non corre, cammina, perchè non ha paura di nulla. Ha le mani forti;

- a destra Christian. Gli piacciono i soldi, non ha il fegato del Killerino ma, come lui, non può tornare a casa, se lo desiderasse.

Insieme si avvicinano alla guerra, o ne vengono catturati, allettati dai soldi e dal desiderio di rivalsa, ma alla lunga le differenze tra loro vengono a galla, ognuno si mostra per quello che è veramente e le appartenenze sociali diventano motivo di attrito. Non voglio anticipare di più, ma vi prometto che il finale è da pelle d’oca, e scommetto che sarete d’accordo con me nel pensare che una storia così può essere raccontata solo che con l’acquarello blu, per forza.

Se ne volete sapere di più qui trovate una bella intervista di quelli di Lo Spazio Bianco al Gipi. Un grazie al Saffy che mi ha regalato Appunti per compleanno.

Appunti per una storia di guerra 3

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Ci sono 2 commenti

  1. Grazie Troch. Ho solo pensato che se volessi realmente iniziare a leggere fumetti questo fosse un buon inizio. Mi ricordo quando ci portava le tavole originali a scuola e ce le commentava sul momento facendoci notare movimenti di camera, inquadrature e composizione delle vignette. Da parte mia era entusiasmante starlo a sentire e anche se questi brevi momenti erano fuori dalla lezione vera e propria, rappresentavano una preziosissima fonte di informazioni e ispirazione. A presto. NS

    scritto da Nico il 29 agosto 2009 alle 11:06

  2. [...] il libro: era successa la stessa cosa molesta quest’estate quando avevo finito di leggere Appunti per una storia di guerra e probabilmente aveva cercato di mettermi a tacere per un po’. In ogni caso grazie [...]

    pingback dal sito Gipi Deluxe Live Show | Personal Report il 18 ottobre 2009 alle 18:18

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