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28 agosto 2009

#26 · Inglorious Basterds

inglorious basterdsInglorious basterds è il nuovo film di Tarantino, e mi ha un po’ deluso. Ma iniziamo dalla fila infinita davanti alla porta d’ingresso della sala del cinema, specchio dell’estrema ammirazione del popolo americano per il regista, in quest’ultimo mese apparso contemporaneamente credo su tutte le copertine di magazine et simili. Gruppi di amici, coppie, ragazzini di 16 anni e anziani (e non pochi) seduti per un’ora sulla moquette del Regal Union Square mangiando tacos e pop-corn ad aspettare l’inizio della spettacolo nella speranza di riuscire a raggiungere la propria posizione preferita in sala. E se quindi non ci sono dubbi sulla bontà dell’incasso che riuscirà a ottenere, le reazioni della critica che avevo letto prima di vedere il film non erano positive. Ma la critica aveva bocciato pure un piccolo gioiello come Death Proof, quindi non ero molto propenso a fidarmi. Ho dovuto ricredermi.

Per chi non lo sapesse, il film — che prende spunto da Quel maledetto treno blindato, film del 1978 di Enzo Castellari tradotto Inglorious Bastards negli Stati Uniti, da qui la necessità della E scorretta nel titolo di Tarantino — ha come tema, al solito, la vendetta. E lo fa raccontando le gesta di una squadra di otto americani guidati da Aldo Raine (B. Pitt) con un’unica missione: uccidere più nazisti possibili e possibilmente nel più truce dei modi; scalpo: obbligatorio. Parallelamente, la storia di un’ebrea riuscita a sfuggire allo sterminio della sua famiglia, e del suo piano per vendicarsi.

Saltando a piè pari i discorsi che vertono intorno alla per quanto mi riguarda inutile domanda Qua stiamo parlando di un genocidio, l’avvenimento storico Doloroso per eccellenza, è giusto affrontarlo in questo o quello o quell’altro modo? su cui tanto si sono arrovellati i critici di cui sopra, passo direttamente alla parte in cui vi dico che l’ultima opera di Tarantino, che lui stesso ha definito un capolavoro, è la meno divertente e simpatetica (si dice? speriamo) della sua carriera. Questo non significa che sia un brutto film, anzi, merita comunque i vostri 7 euro per almeno 4 o 5 scene memorabili, ma è ovvio che quando la tua filmografia è una lista di più o meno capolavori è un peccato notare che i nuovi tentativi di formare la tua poetica (vuota, ma pur sempre poetica) sono spesso ripetizioni meno efficaci dei tuoi vecchi tentativi.

Brad Pitt ha un personaggio monodimensionale che funziona senza riuscire però neanche lontanamente a raggiungere l’immortalità di un Vincent Vega o Beatrix Kiddo. La protagonista femminile (M. Laurent) ce la si dimentica appena l’inquadratura cambia, e il migliore del gruppo è sicuramente C. Waltz, il grottesco Colonnello Hans Landa, l’unico elemento narrativo/attoriale che fa quel che può per riuscire a tenere le diverse scene, troppo troppo disomogenee, unite.

Ora, però, cancellate dalla mente l’opinione generale che vi ho dato e aspettate il 6 ottobre senza pregiudizi, ché su IMDB il voto del pubblico è altissimo, quindi non si sa mai. E, anche se non so come, cercate di vederlo in lingua originale. Non oso immaginare cosa possa succedere in sede di doppiaggio alla scena in cui Aldo e compagni parlano italiano.

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Ci sono 2 commenti

  1. -!!!- sottolineo la necessità assoluta di vederlo in lingua originale, inoltre, più lingue originali si sanno meglio è! in particolare il recitato tedesco di ogni singolo attore è assolutamente entusiasmante. -!!!- commento il post dicendo che vedere il film da berlino, anziché da new york può aver distorto la prospettiva e conseguentemente il giudizio - ;) Brad Pitt non è V.V. o B.K., ma non credo debba esserlo: inglorius basterds è il tentativo per me riuscito di cambiare marcia, esplorare nuovi orizzonti, un poco alla volta. Un film di antieroi, teatrale, corale, intelligente, recitato stupendamente, ricco di scene memorabili... CON CAPITOLI IN ORDINE CRONOLOGICO! vedo tarantino crescere. Spostarsi da una produzioni di 'unica' a una produzione continua e sostenibile, da meteora a scorsese.... con calma. Indimenticabile la neanche tanto sottile (colossale) presa per il culo a noi italiani, che se non fosse per il continuo e intramontabile morricone, ne usciremmo pesti, inutili e insignificanti. Forse è proprio così. Un'ultima nota di merito va a Babelsberg, i leggendari studios di Berlino dove il tutto è stato girato e prodotto. Il turismo di tarantino anche questa volta ha messo in luce l'altissima qualità del mondo fuori Hollywood e i tedeschi hanno dimostrato quanto il lavoro che fanno da anni sul cinema nazionale stia dando ottimi frutti.

    scritto da filippo il 29 agosto 2009 alle 14:05

  2. qua c'è da capire una cosa, cioè cosa vuole tarantino da noi. se la nostra pancia, il nostro cuore o la nostra testa. i suoi altri film, escluso probabilmente jackie brown, volevano decisamente la nostra pancia, e in piccola parte, più o meno verso la fine del film, un po' del nostro cuore. e ci riuscivano. se, come dici tu, questo film cerca di essere un passo avanti verso una qualche maturità (di cui, tra parentesi, io non sento assolutamente il bisogno), sono ancora più dispiaciuto del risultato finale. perché, sempre prendendo per assunto che il tentativo sia quello, il passo è interrotto, con un piede ancora su quello che di buono c'è stato, e replicato spesso, come ho scritto, in maniera grigia. dall'altra parte abbiamo una profondità fasulla, dove niente viene mai affrontato da, sarai d'accordo con me, personaggi che non hanno spessore (e io continuo a credere sia volontario, perché i personaggi monodimensionali sono divertenti, e questo è quello che vuole farci tarantino, divertire). e non mi sembrano neanche tanto antieroi, sottomessi all'ìnizio e belli, intelligenti e con la battuta pronta mentre vanno verso la vittoria. non è un film corale, è un film con due linee narrative che a un certo punto sbattono una contro l'altra in maniera abbastanza inconsistente. pulp fiction era un film corale, e per mio parere diversi metri sopra inglorious. di scene belle ce ne sono (devo ripetere che il film NON è brutto, e anzi vale una vostra serata) ma sono sparse qua e là, slegate, come se tarantino avesse cercato un modo di mettere insieme un buon taccuino di appunti sparsi che aveva riempito durante gli anni. e la scena degli italiani è divertente ma non so quanto noi si possa essere oggettivi. ho come la sensazione che quello sia il grado uno di comicità sugli italiani. di babelsberg non sapevo nulla... grazie della segnalazione! ora pubblico questo commento prima di rileggerlo e pentirmi dell'eccessiva serietà. ps: su, un po' di tregua al cinemo italiana. mette in fila il divo e gomorra nello stesso anno, diamogli un po' di tempo e vediamo che succede. pps: e chiamare meteora uno che ha girato le iene, pulp fiction e kill bill è una bestemmia (:

    scritto da Pier Mauro il 30 agosto 2009 alle 04:08

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