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26 agosto 2009

#24 · Tre piccole cose

nyc-condoms NYC Condom
La città di New York regala preservativi. Hanno pure una bella confezione, con i colori delle lettere che corrispondono ai colori delle linee della metro. Uno dei motti è Grab a handfull and go! e per averli potete chiamare il 311 o semplicemente aspettare di incontrarli in uno dei 200 (duecento) locali o discoteche in cui sono distribuiti; i contraccettivi femminili sono, invece, solo ordinabili su richiesta. Dubito che tra i miei lettori ci siano il Papa e i suoi amici, quindi non credo serva spiegarvi la bontà di un’iniziativa del genere. È solo una cosa giusta e, quando la scopri, così ovvia che ti chiedi perché non sia così anche nella tua metropoli. Poi ti chiedi perché continui a chiederti queste cose quando sai già la risposta, e smetti di chiedertelo. L’area del sito del Comune dedicata all’iniziativa è pure carino, trovate A brief history of condoms in New York City e una guida illustrata in 5 step su come usarli, ma questa evito di linkarvela. I dati dicono che attualmente vengono distribuiti 3 milioni di preservativi al mese e che i casi di malattie sessuali sono diminuite. (E c’è pure il NYC Lubrificante).

Refill
Cioè riempire di nuovo. Che è quella cosa che fanno i camerieri con la tua tap water e, in molti posti, con il tuo caffè. L’esistenza della tap water, ovvero la possibilità di ordinare in un ristorante o in un bar acqua di rubinetto gratis, meriterebbe da sola un inchino ma essendo una pratica abbastanza diffusa in tanti paesi occidentali fuorché — tadaaa! — il nostro* la inglobo nel concetto più ampio e ugualmente ammirabile del riempirti la tazza di nuovo quando hai finito di bere. Niente di eccezionale, un piccolo piacere che si merita di essere citato.

* So che possono nascere dubbi, ma non sono un anti-italiano. Mi piace tanto il nostro Paese, è solo che a volte è così stupidino.

La bancarella, tra Prince St. e Mercer St., dell’uomo del Bangladesh che vende fotocopie delle sceneggiature originali di film e serie tv
Abbraccio i genitori di Giampelmo per questa segnalazione che dovete prendere come un esempio (la segnalazione, non i genitori di Giampelmo — cioè, se volete anche loro, e segnalatemi qualcosa pure voi), l’esempio che qua a NY hai la possibilità di trovare proprio la cosa che piace a te. Comprendo che possa non essere un’esperienza che libera ondate di fenilalanina in tutti voi ma per me, causa ovvi motivi, poter sfogliare le sceneggiature pre-girato di uno dei miei film preferiti è uno dei massimi piaceri che possa provare in una giornata. Quel che vi sto raccontando è, quindi, la legittimazione di ogni tipo di gusto e desiderio, data da due semplici fattori: la quantità e la varietà degli abitanti di NY.
Tornando alla bancarella dell’uomo del Bangladesh che mi ha chiesto una sigaretta e se l’è infilata nel taschino spiegandomi che se la sarebbe fumata dopo il tramonto causa Ramadan, ci ho lasciato 40 dollari per le sceneggiature — scusate la banalità della scelta, ma costavano — di 2001 e Eternal Sunshine/Se mi lasci ti cancello e, dato che di fronte al film di Gondry divento un nerd della specie da non frequentare, non sono in grado attraverso le semplici parole di spiegarvi la mia eccitazione nel leggere un copione per buona parte completamente diverso dal risultato finale, in cui i primi venti minuti appartongono in pratica a un altro film e — attenzione — il finale è diverso. Lo ripeto, il finale è diverso. E molto. Qua evito di spoilerare, ma per quelli che hanno già parlato con me e si ricordano la mia interpretazione dei fatti, ecco, è esattamente quella.

Come? Troppo arrogante? Nerd della specie da non frequentare. È scritto lassù.

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Ci sono 1 commenti

  1. Ho seguito questo personal giorno per giorno, sperando in un nuovo post ogni volta che girovagavo nell'"eternit" di queste pagine. sarei dovuta partire a NY il 7 agosto dopo aver vissuto a williamsbourg lo scorso aprile dopo mesi di altra ameriga. è saltato tutto nell'impossibilità dell'ultimo minuto. recupererò. intanto grazie per i tuoi pensieri ispirati da quel bellissimo "roglio" (espressione sarda per qualcosa di meravigliosamente (dis)ordinato)! anna

    scritto da anna il 27 agosto 2009 alle 23:53

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