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17 agosto 2009

#18 · Bahamas/cose non vive

bahamascose-senzanimaLe case di Freeport — isola di Grand Bahama, arcipelago di Bahamas — non hanno più voglia di essere belle. Gli uragani fanno spesso cucù e loro sono ormai stanche di questi scherzetti, chiedono solo di essere semplici, basse, solide o ricostruibili in fretta; lontane una dall’altra come se aspettassero senza disturbarsi. Sono fredde. Non esistono. Come, d’altro canto, non esiste quasi nulla da fare in questa città, non un ristorante decente, non un autobus dopo le sei di sera, non un intrattenimento notturno degno di questo nome — a meno che non spingiate il vostro amor proprio al suicidio entrando nel casinò/discoteca della città che puzza di moquette, sigari e brutta musica. Tutto ciò che troverete sono due minuscoli centri vitali, International Bazaar e Lucaya Beach, di cui se siete gente svelta vi stancherete in tre quarti d’ora.

D’altro canto, se con molto buon senso quel che andate cercando alle Bahamas non è una metropoli dalle luci sfavillanti, ci sono due cose non vive che rasentano la perfezione e con cui avrete voglia di rimanere in contatto una volta tornati a casa: l’oceano e la pina colada. Mi rendo conto ora che il ventesimo secolo ha tramortito il reportage letterario naturalistico perché avete visto così tante pubblicità di creme solari e succhi di frutta tropicali in cui donne e uomini inspiegabilmente belli giacevano inerti su sabbie dorate e acque cristalline che il modo più semplice che ho di spiegarvi la situazione bahamiana è dirvi che è proprio come sembra dal nostro divano. La sabbia è fine, l’acqua è trasparente e più leggera rispetto a quella del nostro Mar “Saliera” Mediterraneo e l’unico gap percettivo fondamentale rispetto al mondo a due dimensioni della tv è la presenza di un sole arrabbiatissimo con il mondo, potenzialmente assassino, che cerca di trapassarvi da parte a parte sfregandovi addosso milioni di fogli di carta dal bordo sottilissimo. Per fortuna la mia crema solare (cadiamo in un buco nero se dico che è la crema della pubblicità di cui parlavo prima?) protezione infinito e oltre è stata eroica e mi ha difeso fino alla morte, cioè quando una signora in divisa con una bocca gigante me l’ha ritirata al check-in dell’aeroporto probabilmente per regalarla a qualcuno.

Tra le cose che non respirano l’unica altra compagna nella lotta contro i raggi solari mortali è, appunto, la pina colada. Che è buona buona, allo stesso modo dei daiquiri alla fragola, mango, ananas o quel che vi pare. Rum e frutta colta da qualche pianta lì vicina frullata con ghiaccio creano una cremolata fresca, apparentemente non alcolica, perfetta da tenere in mano quando siete seduti su una sedia di vimini all’ombra, leggendo e guardando l’oceano, perché è più o meno così che vi eravate immaginati di passare le vacanze alle Bahamas se prendere fuoco sdraiati sotto il sole non è la vostra definizione di divertimento.

Nel caso non sia stato abbastanza chiaro, tutta la roba che ho scritto qua sopra punta il dito verso un’unica parola: relax. Relax assoluto. Quindi, se vi piace far nulla sulla sabbia qua potreste trovarvi bene, altrimenti l’unica vostra possibilità è odiare questo posto. E ok, a essere sinceri, e spoilerando un po’, l’isola qualche intrattenimento può offrirlo. Come inseguire gechi, fare le boccacce ai barracuda o essere scortati nel ghetto del città da Kelsey e Stephan. Ma queste son tutte cose vive, quindi ne parliamo domani.

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Ci sono 2 commenti

  1. Torno dalla Coop con qualche pesca, dell'insalata e un pessimo carte d'or al tiramisù, e in questo momento ti odio. Più del carte d'or.

    scritto da Gabriele il 17 agosto 2009 alle 20:37

  2. ma in quello al tiramisù ci sono i pezzetti di biscotto congelati. la risposta è l'amarena.

    scritto da Pier Mauro il 18 agosto 2009 alle 07:33

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