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6 agosto 2009

#16 · The slice is right

vinniesSono italiano e voi siete italiani, mica posso non parlare di pizza. Con un motto che, se ho intuito bene, è una parodia del programma tv The price is right, Vinnie’s è la mia pizzeria preferita qui a Williamsburg. Ma attenzione: è la mia pizzeria americana preferita. Perché come per il discorso del vino californiano — e quello, più palese, del caffè — gli statunitensi hanno preso ciò che di buono e vagamente elegante avevamo fatto e l’hanno trasformato in quello che volevano loro. E a quanto pare sono pure riusciti a convincermi che quello che volevano loro lo voglio anch’io se continuo a mangiare là ordinando cose come una fetta di pizza con pomodoro, mozzarella, funghi, prosciutto, ananas e non ricordo cos’altro.

Tre pizze a caso dal menù:

Black Bean Avocado — avocado, pomodoro fresco, feta, fagioli neri;

Meat the Parents — salsiccia, bacon, peperoni, extra formaggio;

Quesadilla Pie — pollo piccante, carne macinata (manzo), pico de gallo (un condimento messicano a base di pomodoro, cipolla e a volte lime), nachos, cheddar, mozzarella, sour cream.

A Williamsburg non ho ancora incontrato italiani, ma in giro per NY sono tanti quelli che storcono il naso di fronte a queste liste di ingredienti e vanno alla ricerca della vera pizza italiana. Niente di male, ma se fossi più aperto a intrattenere chiaccherate inutili con italiani inutili (per la mia vita, non in generale) mi piacerebbe consigliar loro di provare almeno una volta una di quelle pizze e di rendersi conto che — di nuovo — è il concetto a cambiare. Non è che gli americani non onorano la pizza, è che gli piace in un altro modo. E, infatti, a due isolati da Vinnie’s c’è Fornino, una pizzeria italiana gestita da americani che cucina una delle migliori margherite con bufala e basilico che abbia mangiato — Italia compresa.

Nota di demerito per l’unica cosa che, anche nell’ottica americana, non riesco a concepire: la pizza con la pasta. Per onestà intellettuale ho mangiato una fetta di pizza con i tortellini (a me fa riderissimo, non so voi) e… no, non ha nessuna chance. È pesante, ridondante, ed è per fortuna una di quelle meno apprezzate dalla clientela.

Per concludere mi sento di sfatare la leggenda che gli americani siano convinti di avere inventato la pizza, dato che in qualsiasi pizzeria — che sia italiana, che sia americana — fioccano riferimenti di qualsiasi tipo al nostro paese, dalle bandiere ai proverbi, da Pavarotti al Padrino.

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Ci sono 2 commenti

  1. Ciao Pier Mauro, posso dire che condivido tutto quello che hai detto. Io sono per metà inglese ma sono cresciuto in Italia e la mia parte italiana, ovviamente, adora le classiche pizze che si fanno da noi e condivido che qualitativamente e soprattutto obbiettivamente, le pizze in Italia sono in genere migliori di quelle "americane" o "pseudo-americane". Non mi riferisco però alla scelta degli ingredienti che può essere di scarsa qualità in qualsiasi parte del mondo, persino in Italia, ma al fatto degli abbinamenti alimentari che è nel 99% dei casi l' ultima cosa ad essere considerata. E' qui che casca l' asino... Le pizze americane che citi nell' articolo sono una bomba per lo stomaco ed il nostro organiscmo che non riesce ad assorbire la diversità di nutrienti che vengono ingeriti, dando di conseguenza molti problemi, che ti puoi immmaginare... Detto questo comunque, io, comprendo il contesto e quando vado in Inghilterra mangio sempre i gusti più strani e ammetto che spesso mi piacciono, parecchio... Comunque sto per aprire una pizzeria al taglio in UK e spero che riescano a "capire" il nostro stile in Italia di fare la pizza, non credo che farò gusti strani ma punterò sulla qualità, la seplicità e la freschezza degli ingredienti e poi speriamo bene! Un saluto a tutti gli Iatliani a NY

    scritto da Marco il 25 agosto 2009 alle 13:41

  2. buona fortuna per la tua pizzeria. e tranquillo, se è buona piace anche agli inglesi.

    scritto da Pier Mauro il 25 agosto 2009 alle 17:57

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