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2 luglio 2009

Tokyo!

tokyoNB: Come vedete qua a sinistra manca il nome del regista, il motivo è che i registi sono tre: Michel Gondry, Leon Carax e Joon-ho Bong.


NBissimo: Il film non è ancora uscito in Italia e inizio a perderne le speranze. Ma quello che potete, anzi, dovete fare è scaricarvi i sottotitoli italiani.

 

La trama

Tre personaggi. Una ragazza che ha bisogno di sentirsi utile; un umanoide — Merde — che vive nelle fogne; un hikikomori, uno di quei giapponesi che si chiude in casa per anni eliminando qualsiasi contatto con chiunque. 

 

Gente a cui è piaciuto

A Pinocchio e Kafka è piaciuto l’episodio Interior Design, a Gesù e al padre di Turanga Leela è piaciuto molto Merde, al Jerboa è piaciuto tutto (l’ha visto insieme al suo buddy Slow Loris ed è piaciuto parecchio anche a lui).

 

È simile

Un alieno che inciampa; le leggende metropolitane raccontate da quel tuo amico simpatico che racconta sempre le cose; un errore grammaticale in una lettera di minacce; gli oggetti a cui vuoi bene

 

In che situazione l’ho visto (così capite se fidarvi o meno)
Quattro di notte, sottotitolato, con un’amica.

 

PS: L’amica ci tiene a far sapere che lei è: simpatica, asmatica, ansiosa, buona, bella e permalosa.

 
In che situazione vi consiglio di vederlo
Di notte. Da soli forse ne uscite malinconici, magari fatevi accompagnare.

 

Coefficiente (Utile? Boh) che Rappresenta l’Impegno Cerebrale — CUBRIC

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Ci sono 9 commenti

  1. Il secondo episodio era vicino all'inguardabilità per quanto mi riguarda. Gli altri due erano deliziosi. I miei coinquilini, però, sul coreano si sono quasi addormentati.

    scritto da Jacopo il 3 luglio 2009 alle 23:17

  2. nooo! merde (il personaggio) è meraviglioso! merde (l'episodio) è invece solo bello. è spostato dal tono generale del film, ha un suo equilibrio interno assurdo e affascinante, è istintivo e meno cerebrale. il piano sequenza iniziale, i suoni della loro lingua, la sua espressione facciale, il processo... pensavo che queste cose potessero solo piacere.

    scritto da Pier Mauro il 4 luglio 2009 alle 12:41

  3. Volevo controbattere con delle argomentazione ma girando su wikipedia ho appena scoperto che la protagonista del corto di Gondry è la figlia si Steven Segal. E adesso nulla ha più senso.

    scritto da Jacopo il 4 luglio 2009 alle 13:26

  4. Mmmmhhh... caruccio il primo, il secondo non si capisce molto dove vuole andare a parare (non lo sa neanche lui forse), il terzo lo si capisce troppo in fretta. Godibile nel complesso, ma nulla di più.

    scritto da Gabriele il 5 luglio 2009 alle 01:16

  5. per fortuna non piacciono a tutti le stesse cose (:

    scritto da Pier Mauro il 5 luglio 2009 alle 11:51

  6. Mannò ma guarda che m'è garbato tutto sommato... poi ogni occasione per rivedere un Seven Eleven è buona.

    scritto da Gabriele il 5 luglio 2009 alle 14:31

  7. ti dico, per me: nell'ep. di Gondry ci sono, come al solito nei suoi film, tra i migliori dialoghi di questi anni tra gente che si ama e un finale decisamente inquietante; nell'ep. di Carax una follia che riesce a compenetrare un mondo concretissimo in cui rappresentare la venuta di un nuovo Messia, lui sì parecchio simile a noi; nell'ep. di Bong tanta tanta dolcezza, una fotografia perfetta e... i pulsanti!

    scritto da Pier Mauro il 5 luglio 2009 alle 19:49

  8. Gondry si sbrodola un po' troppo addosso per i miei gusti. Sì, sei creativo, sì, i creativi son persone curiose, sì , vedono il mondo diversamente e i rapporti con gli altri esseri umani son complicati, e sì, le robine fantasiose nate da materiali arrangiati son tenere. Però parlami anche di altro. In questo caso l'ho trovato più mirato e dosato che di solito, per cui mi è piaciuto. Quello di Carax... boh, lo stranochefastrano mi mette in soggezione e magari sono io che non lo capisco, ma qui mi ha lasciato un po' interdetto. Non si capisce nulla di lui, non si capisce nulla dell'altro, non si capisce che fa né perché dovrebbe essere un idolo. E si dilunga troppo. Bella esteticamente la performance, boh. Quello di Bong ha quella poetica tutta orientale tra la delicatezza e la lagna da vittimina, convince per metà.

    scritto da Gabriele il 6 luglio 2009 alle 00:47

  9. io l'ho visto a tokyo in giapponese: dopo ero inquietata che Merde spuntasse da ogni tombino e pensavo di essere un hikikomori, la sindrome della sedia non mi è ancora venuta però....

    scritto da fra il 12 luglio 2009 alle 23:37

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