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24 luglio 2009

Chris Ware

Chris Ware - Superman SuicideLa prima volta che ho visto qualcosa disegnato da Chris Ware è stato quando mi è capitato tra le mani il numero 13 di McSweeney’s. Lui ha curato l’edizione e ha disegnato la copertina (chiuso, aperto). Colpo di fulmine. Così sono andato a cercare altre cose fatte da lui, ho trovato molte tavole su Google Immagini: molti colpi di fulmine. Poi ho trovato delle sue fotografie e non poteva che essere così: Chris Ware è un tipo timido, malinconico, che sembra sorridere solo per gentilezza perché gli si sta facendo una foto. Ho scoperto che, quando The Independent on Sunday ha deciso di pubblicare alcune sue tavole, ha scritto un’introduzione in cui si scusava in anticipo per “le lettere rabbiose e gli abbonamenti cancellati” che la pubblicazione del suo lavoro avrebbe portato, consigliando che, se non gradito, il giornale può essere usato anche per impacchettare il pesce.

Questa insicurezza totale e un senso di solitudine fortissimo pervadono ogni sua tavola e ogni sua storia, un pessimismo di fondo che, curiosamente, va a braccetto con il suo stile: il tratto è estremamente lineare, quasi grafico, gli oggetti e i personaggi, in alcuni casi, si riducono ad essere forme geometriche di base, le singole scene sono sgombre da qualsiasi tipo di decorazione inutile, le tinte perlopiù piatte. La sensazione è che tutto sia perfettamente sotto controllo, troppo, appunto. Qui sotto un esempio tratto dalla serie The Whitney Prevarication.

The Whitney PrevaricationPer capire il perché di questa malinconia cosmica e dell’ammirazione che Dave Eggers prova per lui (in tema: qui un mini dialogo tra una persona intelligente e una stupida scritto da lui) bisognerebbe leggere il suo capolavoro (da cui è tratto il dettaglio del Superman suicida): Jimmy Corrigan, The Smartest Kid on Earth (qui e qui un paio di tavole). Premi: unico fumettista ad aver vinto l’American Book Award (2000) e il Guardian First Book Prize (2001); premiato nel 2003 all’Angouleme Comic Festival come miglior opera straniera. Jimmy Corrigan è l’alter ego di Ware: il padre lascia la famiglia e sparisce quando è ancora piccolo, il rapporto con gli altri ragazzini è difficile, la sensazione, crescendo, è sempre quella di non piacere agli altri. Dopo un po’ di tempo il padre ricompare con una lettera per chiedere di incontrarlo. Insomma, una storia triste.

Ho sfogliato l’edizione italiana edita da Mondadori francese e c’è da perdersi: alla linearità dello stile si contrappone la totale saturazione degli spazi e la sperimentazione di tecniche narrative e di composizione non convenzionali. Anche la copertina è parte integrante della narrazione: piegata in due per citare le comic section dei quotidiani di inizio secolo, al suo interno straborda di schemini, riassunti delle vite dei personaggi e test inutili, e c’è anche la storia del volume dalla Cina alla libreria. Qui sotto un dettaglio dell’interno e un pezzo della copertina originale.

Interno copertinaJimmy CorriganIl mio obiettivo è realizzare pagine che abbiano lo stesso grado di densità e texture del mondo naturale; dotate di una struttura con una propria identità, al cui interno viva un intrico di percorsi paragonabile a quello che si scorge quando si osserva da vicino una foglia o un formicaio.

Per far questo Ware trae ispirazione solo da fumettisti che hanno disegnato prima del 1930, perchè secondo lui da allora in poi il cinema ha influenzato troppo l’immaginazione collettiva e il mestiere del fumettista: si rifà ad autori come Frank King, Winsor McCay e George Herriman che ancora sperimentavano le potenzialità del mezzo.

Ware si è fatto ben presto notare tanto che il New York Times ha affidato a lui il compito di ridare vita alla Funny Page dell’edizione domenicale: qui è stata pubblicata la serie The Building Stories, ossia la storia di un edificio di Chicago e dei suoi abitanti, in cui dà sfogo alla sua passione per il disegno architettonico.

Building StoriesAnche lo snob New Yorker ha chiesto una sua collaborazione per il numero del 27 novembre 2006: il fumettista ha proposto quattro copertine diverse strettamente correlate l’una all’altra sul tema del Giorno del Ringraziamento (uno, due, tre, quattro). Sempre per il New Yorker ha fatto Leftovers, una tavola che è un vero e proprio stream of consciousness di un ragazzo che ha perso il fratello durante la Seconda Guerra Mondiale.

LeftoversAltri personaggi creati da Ware sono il gatto Sparky e il topo Quimby che non ricambia il suo amore, God, il dio grasso e cinico con le fattezze di Superman, Rusty Brown, un collezionista disposto a tutto per la sua passione, eccetera. No, nessuna storia a lieto fine.

Se siete riusciti ad arrivare in fondo a questo articolo vuol dire che vi interessa davvero, quindi solo per voi come premio ecco un link ad una ricchissima collezione di tavole originali di Ware prima della colorazione.

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Ci sono 6 commenti

  1. [...] Chris Ware ha disegnato la copertina e una breve storia meravigliosamente triste per il numero di Halloween del New Yorker. Qui trovate le tavole in grande formato. –- via Wittgenstein Simone | 29 ottobre 2009 | Update [...]

    pingback dal sito Update: “Unmasked” di Chris Ware | Personal Report il 29 ottobre 2009 alle 12:47

  2. [...] è uscito in Italia Jimmy Corrigan, il ragazzo più in gamba sulla Terra, il capolavoro di Chris Ware. Edito da Mondadori e curato da Coconino Press si trova a 21,25 € su IBS. Simone | 24 [...]

    pingback dal sito Update: Jimmy Corrigan in Italia | Personal Report il 24 novembre 2009 alle 22:49

  3. [...] c’è Dave Eggers spesso c’è anche Chris Ware, e dove c’è Ware c’è per forza un progetto cervellotico e meraviglioso. I disegni [...]

    pingback dal sito 826 Valencia | Personal Report il 14 luglio 2010 alle 08:12

  4. [...] volte. Perché è bellissimo (dell’amore che si nutre da queste parti per Chirs Ware ha già scritto Simone) ma anche difficilissimo. È difficile nei contenuti ed è difficile nella struttura che lo [...]

    pingback dal sito Di Chris Ware, fumetti e infografiche | Personal Report il 20 ottobre 2010 alle 09:58

  5. [...] al pari di sfogliare un suo albo, ma leggere un’intervista a Chris Ware è sempre qualcosa di estremamente piacevole. In occasione del Festival Internazionale del Fumetto [...]

    pingback dal sito Una lunga intervista a Chris Ware | Personal Report il 4 aprile 2011 alle 16:10

  6. [...] “Finanza per principianti” (parti 1, 2 e 3) aveva un’illustrazione che ricordava i fumetti di Chris Ware. All’opposto “WC per principianti” aveva un testo che era quasi [...]

    pingback dal sito Quattro chiacchiere con Francesco Franchi | Personal Report il 25 luglio 2011 alle 09:53

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