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3 luglio 2009

Best Sci-Fi Show

Best Sci-fi showMiglior serie tv di fantascienza. Va bene, è Battlestar Galactica (la migliore di sempre!?!), ma purtroppo BSG è finito e tocca guardare al futuro. Un possibile candidato è Virtuality, una nuova serie ideata da Ronald D. Moore (lo stesso di BSG, ad ogni buon conto), e prodotta da Fox. O meglio che potrebbe essere prodotta da Fox, o meglio ancora che avrebbe potuto essere prodotta da Fox. Il pilota di un’ora e mezza è andato in onda il 26 giugno, e sembra che non se ne farà niente. Il perché non è difficile da immaginare: perché Virtuality prometteva di essere una serie divertente, intelligente e incasinata.

La storia: anno 2050, la Phaeton è la prima nave interstellare in partenza per una missione decennale: esplorare il sistema Epsilon Eridani con la speranza di scoprirlo abitabile. L’equipaggio è ovviamente composto di scienziati preparatissimi, bellissimi e di tutte le nazionalità, e ovviamente ci si aspetta che a tutti salti qualche rotella lungo la strada. Per aiutare i nostri eroi a sostenere i dieci anni di confinamento forzato sono stati sviluppati dei moduli di realtà virtuale che permettono a ciascuno di concedersi un po’ di sana fuga dalla realtà, e che sembrano giocare un ruolo centrale nella serie. Come se non bastasse il viaggio è ritrasmesso a terra sotto forma di un reality show di cui tutti i membri dell’equipaggio sono protagonisti (se volete un assaggio, qui c’è un promo del reality, Edge of Never). E fin qui, tutto sembra tranquillo. Ma poco dopo la partenza della Phaeton, le condizioni climatiche della Terra cominciano a precipatare: nel giro di 100 anni la Terra non sarà più abitabile. Ed ecco che la missione verso Epsilon Eridani da avventura un po’ fine a se stessa si trasforma nell’ultima speranza della razza umana – e non sto ancora spoilerando niente!

Poi detto questo non è che Virtuality sia un serial strepitoso e senza rivali, ma provate a guardare il pilota e chiedetevi se non vorreste vederne ancora. Ci sono attritti, amori, tradimenti, paraplegici e gay, doppia dose di misteri, incidenti spaziali e pazze riflessioni su cosa è davvero reale e cosa no. Senza Battlestar Galactica in circolazione è sicuramente la miglior fantascienza sul mercato. I sottotitoli già sono su Itasa. Jump.

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Ci sono 8 commenti

  1. L'ho visto pur'io l'altro ieri e l'ho trovato pessimo. Ridicolo nel suo essere totalmente ed esplicitamente derivativo (è in sostanza un mix fra 2001 e Truman Show, con una spruzzatina di Matrix), con una serie di personaggi stereotipati (il clone di Jack di Lost, lo pseudo Cypher, triangoli amorosi, la tipa che ci piace il rock japu, lo psichiatra "cos'è vero e cosa no", la violenta che però è dolce nell'animo, il dottore indiano, persino la coppia gay in cucina). Gli effetti speciali sono pessimi, con fondali in chromakey nelle simulazioni che non convincono MAI (e non la facciano passare come scelta perché non ci crede nessuno) e un design dozzinale pieno stile Alienware che giusto una produzione seriale yankee può spacciare come futuristico. Non convince, non prende e risulta noioso... almeno, questa è l'impressione che ha fatto a me. Purtroppo una serie sci-fi dignitosa è difficilissima da immaginare (anche BSG aveva le sue magagnone), già è difficile fare un film di 2 ore che non sfoci nell'onanismo nerdico, per una serie servirebbero stuoli di sceneggiatori, soldi per gli effetti speciali e uno sforzo immaginativo senza precedenti, che non basta tagliare gli spigoli dei libri per restituire l'idea di una civiltà cresciuta indipendentemente a milioni d'anni luce da noi.

    scritto da Gabriele il 3 luglio 2009 alle 15:22

  2. bene bene bene, un po' di dialogo. allora, non ti rispondo su BSG perchè andiamo fuori tema, dico solo che resta la miglior serie tv di fantascienza (o a te ne vengono in mente di migliori? sicuramente te ne verranno in mente, ti dico da subito che le conosco e mi piacciono di meno) per quanto riguarda virtuality, partiamo dal fatto che è derivativo... ma va? e Matrix, Truman S. e 2001 non sono derivativi anche loro? dimmi una cosa bella che non sia anche derivativa. boh, forse hai scelto male l'aggettivo... ma poi, truman show? ogni film che parla di un reality deriva da truman show? ogni film in un'astronave con gli interni bianchi da 2001? ma ringrazia il cielo che si siano riguardati 2001 prima di iniziare. personaggi stereotipati: è il pilota di un serial corale, è normale. l'approfondimento arriva dopo, con la serie e gli episodi dedicati a ciascuno. Ma te li ricordi com'erano stereotipati i personaggi di Lost nel pilota? (e a parte questo, non è che gli stereotipi che elenchi mi sembrino proprio della maschere della commedia dell'arte - poi sinceramente non saprei neanche capire chi è chi: chi è lo pseudo chyper? e il clone di jack?) effetti speciali pessimi: ok, le simulazioni sono davvero minime, ma ancora una volta è un pilota. è fatto con un budget limitato. pochi soldi ma in compenso un casino di idee, mi sembra. Potrei stare qui ad elencarle e fare spoiler, ma direi che cmq ce ne sono, sicuramente più della media. giudizi soggettivi: mi ha divertito, mi ha preso, etc. e in generale, quali eccellenti risultati vedi nella fantascienza in tv oggi? se non ti sta bene neanche BSG, cosa salvi? Forse la tua opinione è che non c'è buona fantascienza in tv e basta. però permettimi questo ti colloca un po' a lato della discussione. cheers

    scritto da giampelmo il 3 luglio 2009 alle 18:10

  3. L'ho visto laltro giorno e ho pensato che avevano fregato l'idea ad un paio di miei amici, bah. Ad ogni modo capisco le critiche che fa gabriele , anche a me il capitano è sembrato un personaggio molto simile a Jack ecc ecc ma devo dire che questo pilot mi ha assai convinto, il ritmo è buono, la trama è studiata, i personaggi vanno approfonditi ma hanno le carte in regola, gli effetti speciali fanno quello che possono ma non è quello il punto. E per quanto riguarda le ispirazioni è vero che sono chiare ed evidenti (una di quelle che vi siete dimenticati è Sunshine) ma come disse il grande Picasso: i mediocri imitano, i geni copiano. L'unica critica veramente negativa che gli posso muovere è il titolo.

    scritto da Lucan il 3 luglio 2009 alle 18:30

  4. E allora collochiamoci a lato... ok, non c'è di meglio, ma questo non vuol dire che il risultato sia soddisfacente di per sé. Sarò assolutista ma per me non basta essere il "meglio" in un genere, e non sono nemmeno d'accordo alla valutazione per genere quando è un modo per salvare una serie di prodotti, che basta andare più a fondo con le ramificazioni per dichiarare capolavori anche delle ciofeche colossali che hanno il solo merito di essere "di nicchissima" (v. metal). Ci sono contenuti, approcci ed esigenze che prescindono dal genere e vanno tenuti in considerazione per una valutazione più generale. C'è derivativo e derivativo, un conto è prendere spunto da qualcosa per arrivare a un'altra cosa, un altro è essere soltanto un miscuglio di elementi presi altrove e nemmeno rielaborati troppo (il computer di bordo visualizzato ovunque come un cerchio luminoso potrà anche essere un omaggio affettuoso ad HAL, ma quando trovi "omaggi" in qualsiasi comparto il giudizio non può non tenerne conto). Ti ho buttato lì Truman Show tanto per citarne uno, va bene qualsiasi altra cosa che parli dell'argomento, le dinamiche evocate sono le stesse e l'operazione è fatta con l'accetta. Poi per carità c'è di peggio, però secondo me il modo un po' grossolano con cui Moore affronta la sci-fi non è che le faccia questo gran servizio. E' drammaticamente carente in quanto a fantasia e se anche i rapporti umani e la psicologia dei personaggi col tempo vengono approfonditi (con l'accetta di prima - "ciao sono Adama e son quello saldo di principi" - "ciao sono Adama oggi sono incavolaterrimo per cui mi scolo il whisky e spacco il vetro così lo capite al volo") dal punto di vista dell'"esperienza estetica" - che secondo me è quello che dovrebbe dare in più la fantascienza rispetto agli altri generi - non arriva mai a livelli degni di nota (v. la nave cylone che si riduce a una stanza 3x3, vedi la ridicola caratterizzazione del mondo cylone, ma vedi anche il design stesso delle navi e degli ambienti). Credo sia un problema di chi cresce con la fantascienza e s'impunta sulla stessa, arrivi a vederla con un occhio troppo settoriale prendendo in prestito tutto ciò che "fa fantascienza" e appiattendo la visione del tutto (accade la stessa cosa nel fantasy che hai trattato precedentemente), ed è in particolare un problema dell'approccio americano alla sci-fi, con la preoccupazione di giustificare tutto e l'incapacità di allontanarsi per davvero dalla realtà. Guardando alla caratterizzazione di BSG, era imbarazzante fare un paragone tra quel tipo di militari e i "nostri" militari, come se una civiltà cresciuta così distante condividesse tutto il background culturale della nostra - ehi però dicono "frack!" e hanno i libri ottagonali quindi non sono terrestri (e no, ho visto il finale della serie, e quello da solo non giustifica il resto da questo punto di vista... tramandi tutto tranne, casualmente, i libri ottagonali e il frack? :P). La stessa "brutalità" d'approccio si riflette anche nelle tematiche, e qua s'arriva al punto debole di Virtuality, ovvero che butta troppa roba nel calderone: già solo nel pilot c'è l'omosessualità, la disabilità fisica, lo stupro, la dipendenza, la violenza caratteriale, il rapporto con i media, l'arrivismo, il disastro ecologico, il tradimento, l'evasione, le dinamiche economiche televisive, il rapporto genitore/figlio (mancante) e tutti quelli che mi sto dimenticando... ce lo vedo al tavolo con gli altri sceneggiatori che urla "Drama! I want more drama!" perché tanti problemi = serie impegnata. Per qualcuno potrebbe essere un punto a favore, per me è solo un sintomo del non sapere dove andare a parare risolto con l'inclusione di qualsiasi tematica in modo un po' casuale in un episodio che dovrebbe essere solo una introduzione alla serie. Poi certo, è un pilota ed introduce i vari personaggi, ciascuno con la propria storia, e quindi è normale che se ne abbia una panoramica, ma, prendendo ad esempio il Lost che citavi, quanto tempo si prende al confronto? Quanto tempo passa nell'approfondimento dei disparati temi tirati in ballo? E' finita la quinta stagione e ancora non sì è compreso l'intreccio dei personaggi, in Virtuality con un plot e un po' d'intuito puoi tracciare il profilo di tutti quanti i cosmonauti. Poi capisco il tuo post, la volontà di guardare della buona fantascienza e il dispiacere per una serie (presumibilmente) troncata che poteva dare qualcosa, sono cresciuto pure io fra le varie Yamato e i Varitech, col Galaxy Express e la Guerra fra Galassie, ma il mio giudizio oggi sulla sci-fi in televisione è abbastanza impietoso e questo nuovo concept non mi è sembrato in grado di dare un contributo di qualità. Va bene dai lo ammetto: tutto questo è secondario, l'ho stroncata perché la grafica della sigletta televisiva di Edge of Never fa veramente cagare. Ciao, e scusate il papiro ;)

    scritto da Gabriele il 3 luglio 2009 alle 19:11

  5. e quindi, ovviamente sono d'accordo con molte cose che dici, e non sono d'accordo con altre, ma non è questo il punto. se mi critichi la caratterizzazione dei personaggi di BSG è perchè evidentemente hai altre pretese da una serie tv. secondo me chiedi troppo, ed evidentemente secondo te io chiedo troppo poco. (e non si parla più di fantascienza) però a questo punto diventa un problema di chi guarda, o ancora di più a che ora guarda. forse virtuality non sarebbe stata da guardare con gli amici in silenzio reverente come lost, ma una puntata dopo pranzo il giorno che non ci sono chuck o trueblood io l'avrei vista volentieri, tutto qui. non lo sapremo mai, com'era. però ricordo che il pilota di BSG mi era sembrata un po' lento e un po' moscio e dominato dalla biondona, e poi a poco a poco la serie è diventata una cannonata (secondo me - e secondo me il fatto che l'astronave silone sembri un ristorante cinese è solo l'altra faccia della medaglia di quanto sia ambizioso il progetto in sè - cioè, prima c'era star trek!)

    scritto da giampelmo il 4 luglio 2009 alle 03:46

  6. Ah sì ma questo lo condivido, assolutamente, nei momenti di scazzo persino Heroes può diventare interessante, io mi sto vedendo pure Kings... ;) Non c'entra nulla con la sci-fi, però te la butto là lo stesso: mai visto Carnivàle? E' una serie di qualche anno fa, troncata alla season 2 ma in qualche modo ha una conclusione. Decisamente consigliata.

    scritto da Gabriele il 4 luglio 2009 alle 11:29

  7. Carnivale ce l'avevo e l'avevo iniziata e non era male, mi ricordo, ma evidentemente erano i tempi della seconda stagione di lost e le mie aspettative erano così alte che l'ho scartata! In effetti, vista così, come siamo caduti in basso... Ma già che ci siamo, dimmi anche che cosa pensi del pilota di Caprica...

    scritto da giampelmo il 4 luglio 2009 alle 12:37

  8. Parte malissimo il pilot, ma poi si risolleva. Anche qui più o meno il discorso è lo stesso, e i problemi principali sono due: da una parte si vede che è americana fatta da gente americana con valori americani, i "dubbi morali" posti nell'episodio - almeno, questo è ciò che ne penso io - non sono veramente dubbi, basta capire un attimo la faccenda per prendere posizione senza troppe esitazioni, e tutto ciò che i personaggi fanno di conseguenza pare sciocco o inutile. Probabilmente è il nostro background europeo/cattolico a farcela vedere sotto una luce diversa. Mi riferisco ovviamente alla questione delle repliche digitalizzate. Dall'altra... diciamocelo, tutto bello l'esperimento più psicologico, ma il fan di BSG - e Caprica non si rivolge a nessun altro - vuole le navi spaziali, dai. Vedremo come andrà avanti. Non male comunque, l'ho preferito a Virtuality (anche se quei tizi lì c'hanno quelle due idee in testa e se le riciclano a vicenda nei vari show), anche se mi devono spiegare com'è possibile che di tutta quella tecnologia non sia rimasto nulla sul Galactica (va bene il blackout totale dei sistemi informatici ma... insomma, è un po' tirata per le orecchie).

    scritto da Gabriele il 4 luglio 2009 alle 14:43

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