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28 luglio 2009

#09 · Messa Gospel

Messa gospel

Sono andato alla Canaan Baptist Church di Harlem e ho assistito a una messa gospel come quelle che avevo visto nei film per vedere se erano davvero come avevo visto nei film, e ne sono rimasto parecchio stupito: è ancora più estrema di quanto m’aspettassi, l’intrattenimento è parte fondante della funzione, che è infatti tenuta da un uomo che assomiglia molto più a un Gerry Scotti nero che a un pastore. È bene? È male? È diverso.

Lista di cose successe e dette che possono farvi capire meglio di cosa sto parlando, in ordine cronologico:

· tra poco a NY ci sarà qualcosa che riguarda la moda — non ho colto cosa — e la chiesa organizzerà una specie di sfilata, con dvd annesso;

· sul palco è stata chiamata ospite, a cantare, un’attrice televisiva a me sconosciuta, che ha recitato anche in film con titoli come Fighting the temptation (wow, eh?);

· ogni mese la chiesa organizza una partita di baseball;

· ospite del giorno era la First Lady del Sudafrica, una signorona timida, lì per non so quale utilità, immagino c’entrino contributi economici;

· ogni settimana la chiesa organizza una serata di stand-up comedy in un locale ad Harlem, con pezzi comici religion oriented;

· ha appena aperto un luogo d’incontro per fedeli e non, il ristorante — dalle foto particolarmente chic — Gospel Uptown.

La funzione è durata tre ore e il presentatore, tra battute e jokes ai fedeli, passava tre messaggi base: a) grazie per essere qui b) avete almeno 17 modi diversi per donarci soldi e c) lode a gesù, non in quest’ordine di importanza. Per il resto, si alternavano brevi sermoni — quelli ripetitivi che vanno in crescendo, quelli con cui Obama ha vinto le elezioni — a, finalmente, canzoni gospel. Straordinarie. Non avrei mai pensato di donare due dollari a una chiesa, ma l’ho fatto e l’ho fatto per le voci e le facce del coro — a sx un coro in borghese e a dx un coro in divisa, una tunica ovviamente esaltantissima, nera con ricami rossi, accompagnati da una batteria e due pianoforti. Nota di merito per la ragazza bellissima e purissima che traduceva le canzoni in linguaggio dei segni andando a tempo con la musica. 

Sidiq mi aveva spiegato che è nelle chiese gospel che sono nate la maggior parte delle cantanti r’n'b che conosciamo, come Aretha Franklin, Lauryn Hill o Beyoncè, e dopo aver assistito al concerto/messa mi sembra assolutamente verosimile. Voci al limite del credibile che mi hanno fatto addirittura apprezzare quella cosa di cambiare tono di continuo alla fine delle frasi (lo so che ha un nome ma non ho voglia di cercarlo, ditemelo voi), un modo di cantare che di solito odio: quando vedo un video r’n'b su Mtv lancio spesso il telecomando contro la tv sperando che il pulsante ‘cambiare canale’ del telecomando colpisca il pulsante ‘cambiare canale’ della tv per intensificare il significato simbolico del mio gesto.

Vanno infine precisate due cose: esistono decine e decine di chiese di questo genere ad Harlem e questa è sicuramente una delle più famose, questo significa sia che in altre chiese la faccenda potrebbe essere molto più pacata e discreta, sia che c’erano una quantità di turisti esasperanti che, mentre aspettavamo per entrare, non riuscivano in nessun modo a cogliere il significato, a quanto pare poco internazionale, del dito in fronte al naso e del suono Shhhhh! dell’uomo all’ingresso. Proverei un certo fastidio misto a piacere nel dirvi che la maleducazione era provocata specialmente da italiani e francesi ma ne sono sicuro solo al 99.8 %, quindi eviterò di dirlo.

Ops. Oggi sono andato lungo.

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