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19 luglio 2009

#03 · Cake shop

Cake shopTra questo e l’anno scorso credo di essere stato, circa, nello 0,2% dei locali per concerti di New York, quindi non ho una copertura del territorio invidiabile. Bene, non m’interessa: Cake Shop è il mio locale preferito di New York.

Minuscolo, al piano terra otto tavolini in cui bere una birra e/o mangiare una fetta di torta accanto a scaffali di dischi usati in vendita più qualche rivista indipendente che sfoglierai; al piano inferiore il seminterrato per i concerti, una stanza dal soffitto basso, capienza max un centinaio di persone se si stringono bene, palco a venti centimetri da terra con i primi spettatori a un braccio di distanza dal cantante. 4 concerti — 8 bucks.

E i concerti, non so come, sono belli, sempre, di sedici visti solo uno mi ha deluso. Band autoprodotte o prodotte da piccole etichette, di generi d’orientamento indie che vanno dal cantautorato elettronico alla new wave, dal dream-pop al post-rock. Ieri: Further Reductions, sono arrivato tardi; City Center (foto), duo elettronico, grida straziate e in qualche modo melodiche; Cold Cave, in quattro, in nero, su basi synth kattive e ballerine con voce new wave elegantissima; Silk Flowers, due campionatori, tastiera e percussioni, non saprei come definirli, la voce del cantante mi ricorda un Mark Mothersbaugh — Devo — più assonnato e arrabbiato, ma l’ho detto a cantante e tastierista e hanno riso, quindi fate voi. Di sicuro, quando si lasciavano andare nei pezzi strumentali assomigliavano a un piccolo attacco epilettico benigno. Sono riusciti a vendermi un cd.

Infine: tutte facce bellissime. Gruppi e spettatori, diverse provenienze socio-anagrafiche ma espressione sul volto e gusto per l’armadio come minimi denominatori comuni. A prevalenza hipster, ma hipster sul serio (ahah); una volta stati qui — e, sì, in generale a NY — non è possibile tornare ai Magazzini Generali senza un certo alone di disprezzo nei confronti dei nostri tristi e blandi imitatori.

La birra — per me Brooklyn Lager — è buona, i baristi sono simpatici e hanno i capelli lunghi, le bariste sono carine e hanno i capelli corti… non lo so, che altro devo dire? Se si può provare amore per un luogo fisico che non sia la propria casa, beh, questa è la volta buona.

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Ci sono 3 commenti

  1. Non ho niente da commentare se non che ne stai infilando uno dietro l'altro. Avanti così.

    scritto da Jacopo il 19 luglio 2009 alle 19:37

  2. sembra davvero un sogno. wow!

    scritto da Enrico il 20 luglio 2009 alle 02:32

  3. la possibilità in effetti c'è. se domani provo ad andarci e non lo trovo più so il perché.

    scritto da Pier Mauro il 22 luglio 2009 alle 16:37

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