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4 giugno 2009

Stereonotte

Stereonotte Ho provato a cercare qualche immagine dello studio di Stereonotte ma ho fallito, a quanto pare alle trasmissioni radiofoniche (almeno, a quelle serie) non piace farsi fotografare. Però ho trovato questa foto dello studio di Radio Invicta, un’emittente pirata inglese di fine anni Settanta, che è proprio come immagino la postazione di John Vignola, il conduttore di Stereonotte. Nella mia mente Vignola non può essere seduto di fronte a un monitor perchè i ritmi della trasmissione e la qualità della musica proposta sono quelli degli anni in cui la radio era ancora un mezzo di divulgazione culturale autorevole e degno di rispetto.

Stereonotte va in onda tutti i sabati tra le 00.30 e le 5.30 su Radio Uno e funziona così: Vignola sceglie un tema (alcuni esempi eloquenti: “La musica che ha suggestionato gli scrittori”; “Gioia e disperazione nelle canzoni americane”; “La musica dal vivo che ha fatto – e in qualche caso disfatto – la storia del rock”; “Il metallo fa bene?”) e tiene una sorta di lezione di musica. Ora non immaginatevi nulla di accademico, lui sa che è notte fonda e che la gente tende ad addormentarsi e per questo si porta sempre un super-esperto in studio che, oltre a pezzi davvero notevoli pescati non si sa dove, propone anche brani “anomali”, gli insuccessi, le canzoni meno riuscite e le gavette da dimenticare. Seguire i due muoversi a loro agio tra terminologie e generi che man mano si fanno sempre meno oscuri è un vero piacere, così come affidarsi totalmente alla loro scaletta senza cambiare stazione se un pezzo non ci piace dalle prime cinque note (provateci).

Se per puro caso sabato prossimo, tra una discoteca e l’altra, vi scappasse il dito su “eject cd” e vi sintonizzaste su Radio Uno fatemi sapere che impressione vi ha fatto, se vi va. Ma non vi assicuro che arriverete carichi all’altra discoteca.

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Ci sono 2 commenti

  1. Me lo fece conoscere un mio collega. Tornavamo da un lavoro notturno (di sabato, ovviamente) e ha sintonizzato su radio 1 dicendo "Questo programma è fatto da uno che probabilmente passa 23 ore su 24 della sua vita ad ascoltare musica".

    scritto da Lucan il 4 giugno 2009 alle 01:17

  2. Federico Guglielmi ha tenuto compagnia a me e alla mamma in un buissimo viaggio pesaro-milano. e lo ringrazio anche qui. anche da parte della mamma

    scritto da susanna il 30 agosto 2009 alle 16:03

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