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7 giugno 2009

Best Adventure

Best AdventureMiglior videogioco di genere adventure, per l’esattezza. Gli adventure sono quei giochi caratterizzati da esplorazione di ambienti e soluzione di enigmi piuttosto che da prove atletiche o di combattimento. Hanno avuto un’eta d’oro tra gli anni ’80 e inizio anni ’90, ma oggi sono considerati un genere di nicchia, anche se molti giochi di grande successo continuano ad avere delle brevi fasi in pieno stile adventure (tipicamente quelle in cui si devono usare oggetti improbabili in combinazione tra loro per far procedere il gioco). Queste fasi sono in genere poste nella prima parte del gioco e corrispondono come funzione a degli intermezzi comici: brevi ed accessorie, servono a cambiare il passo, approfondire i personaggi e abbassare (o alzare?) la tensione prima delle successive dieci ore di esplosioni e ammazzamenti.

Detto questo, non farò proprio niente di nuovo nello stabilire che il miglior adventure è The Secret of Monkey Island, ma davvero niente di nuovo (è intelligente, ben disegnato, pieno di colpi di scena, e ha una sceneggiatura comica che sembra scritta dai Monty Python). La novità però (fresca dell’E3 di Los Angeles) è che la LucasArts sta preparando una Special Edition che per farla breve va così: stessa trama, nuovo look; stesse scene, nuova grafica; stessa sceneggiatura, dialoghi recitati da attori.

Dalle prime immagini, che trovate qui, sembra che l’abbiano fatto esattamente com buon senso vorrebbe: fedelissimo, ma aggiornato ai mezzi di oggi. Le immagini sono esattamente le stesse, non un solo fronzolo in più, ridisegnate come se il lavoro di art alla base fosse esattamente lo stesso (e probabilmente lo è). Esattamente il contrario della filosofia delle SE anni ’90 di Guerre Stellari: stesse immagini ma tanti fronzoli in più per far innervosire i puristi. A giudicare da quello che si vede, se siete fan della prima ora potrete godervi questo Monkey Island senza storcere il naso. Se siete appena arrivati, potrete giocarlo sereni, senza paura di perdervi niente dell’esperienza originale.

Ma è davvero così? Assodato che l’operazione sembra abbondantemente riuscita, possiamo comunque domandarci: nel passaggio alla versione moderna si guadagna solo o si perde qualcosa di importante? Cioè, il look pixeloso a 256 colori e le musiche a 8 bit (o 16, boh), e specialmente, i dialoghi soltanto scritti (sicuramente la differenza più essenziale, a questo punto), tutto questo lo-fi che lascia tanto all’immaginazione contribuisce a creare un’esperienza diversa e per certi versi migliore? Per farla breve, esiste il cosiddetto “calore del vinile” che renderebbe più affascinanti le canzoni spernacchiate dei 33 giri, o è solo un’allucinazione nostalgica?

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Ci sono 3 commenti

  1. A prescindere dal fatto che sono quasi sempre contrario a queste furbate commerciali che rendono i remake (o i seguiti) dei meri stupri ai ricordi che hanno segnato la mia infanzia, devo dire che in questo caso devo dare ragione all'on. prof. Schiaragola. Sembra che nonostante l'adorato fascino 16 bit vada a farsi parzialmente benedire (in quanto è disponibile anche la versione originale) siano veramente riusciti a ricreare un po' di quella magia che solo capolavori come Monkey Island hanno saputo darci (nonostante l'art director sia convinto di aver compiuto un'impresa simile allo spostamento della luna col pensiero).

    scritto da Lucan il 7 giugno 2009 alle 20:41

  2. A me non sembra disegnato molto bene, anzi. Ma io sono tutt'altro che affezionato all'originale e, in quanto ad avventure, diciamolo pure: la migliore è quella di Blade Runner :P Queste operazioni, per quanto commercialmente sensate e teoricamente corrette (si migliora un prodotto attualmente non presentabile sul mercato senza inficiarne l'ossatura) a me non piacciono granché, si rifà il vestito a un prodotto senza aggiornarlo realmente, per cui chi ha giocato l'originale lo preferirà a questo Frankenstein e chi non l'ha giocato non troverà sufficientemente "moderno" il gioco, che non avrà nemmeno il merito di far conoscere il feeling dell'epoca. Boh, magari sono solo stato scottato da quell'aborto di Super Street Fighter 2 X HD.

    scritto da Gabriele il 8 giugno 2009 alle 12:31

  3. Non concordo, rigiocai a Monkey Island un paio di anni fa e riscontrai che nonostante il gioco fosse datato era ancora molto divertente e stimolante. C'è anche da dire che forse è la mia affezione al gioco che me l'ha fatto sembrare ancora attuale (grafica a parte).

    scritto da Lucan il 9 giugno 2009 alle 12:20

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