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1 maggio 2009

Musica: intorno all’ascolto

Kid A3 (per 2) consigli sulla musica in internet o, meglio, su tutto ciò che circonda l’atto dell’ascolto. In pratica un tour guidato nella parte alta della mia colonnina dei Preferiti/musica che, chiedo scusa, ogni tanto prenderà una piega un po’ indie (so che non significa nulla ma avete capito cosa intendo). Per ampliare il campo di gioco non aspetto altro che vostri consigli.

 
Comprare · Play.com

Inizio da quello che spesso è il gesto finale, comprare, perché è stata questa la scintilla che ha fatto scattare l’idea di questo post e mi sembrava giusto darle la copertina: intento a scaricare illegalmente musica difendendomi con l’argomentazione (sensata) che i dischi costano troppo non mi ero mai accorto dell’esistenza di un mondo di negozi online a prezzi molto bassi, tra i quali, a mio parere, domina incontrastato il britannico Play.com.
Il catalogo: quasi tutti i dischi che stanno per uscire o appena usciti (da Bob Dylan a Dave Matthews Band ai Bloc Party) a 11.99 €; dischi meno recenti (In Rainbows dei Radiohead e Viva la vida dei Coldplay per fare due esempi tra migliaia) a 5.49 € o 6.49 €; offerte come dischi a 1.99 € o una selezione di tre a 11 €; spedizione spesso in 24 ore e, soprattutto, gratuita. Ripeto col grassetto: gratuita. E svegliarsi la mattina con un pacco da aprire è un piacere che credo tutti voi abbiate provato almeno una volta.
Altre due cose: è una meravigliosa risorsa anche per dvd e videogiochi, e in alto a destra potete decidere se visualizzare i prezzi in sterline o euro.

Fnac.it
Il difetto di Play.com, perdonabile, è la mancanza di un buon archivio di musica italiana. Per quello posso consigliarvi Fnac.it: probabilmente avrete già comprato qualcosa dalla sua forma materica, ma anche il sito online merita un’occhiata. Tanti dischi italiani (dai Toys Orchestra agli X-Mary) e ogni tanto qualche offerta in cui perdersi (tre dischi a 9 €, per dirne una). Spese di spedizione: 4 €.

 

Guardare · Pronti al peggio

Se vi ho consigliato un negozio in cui comprare soprattutto dischi stranieri, vi consiglio invece Pronti al peggio, una web tv su base Vitaminic attenta alla musica italiana. Abituati a un certo tipo di programmi musicali spesso simili tra loro (su reti generaliste e non), scoprire che esiste un modo diverso di guardare la musica in tv è stata una folgorazione. Nato da Andrea Girolami (“che decide cosa si fa”) e iRagazzidellaprateria (“che decidono come si fa”), Pronti al peggio ha cinque rubriche: Fossifigo, un mini-documentario sulla giornata di un membro di una band italiana che ci mostra la quotidianità, lavorativa e non, che si nasconde dietro a registrazioni e concerti che non bastano a pagarsi l’affitto; Fiorella, una Mamma che ‘recensisce’ a suo modo un disco mentre è intenta a insegnare una ricetta culinaria; Piazza Delight, concerti improvvisati in piazze, case e bar; 48ore, due giorni con una band in studio di registrazione a studiare la composizione e la registrazione di un pezzo nuovo, scritto ad hoc per l’occasione; e infine Ipod Casino, una specie di Sarabanda vero e crudo che fa nascere interviste a personaggi della musica italiana come Jovanotti, Pino Scotto (storico conduttore di Rock Tv) e Alessandro Cattelan (conduttore di Mtv) intenti a indovinare la canzone che hanno in cuffia. 
Mi sono fatto prendere e vi ho raccontato anche troppo, date un’occhiata agli Ipod Casino di Pino Scotto e/o Jovanotti per farvi venire voglia di fare un giro sul sito, ne vale la pena.

 

Blogotheque
E se invece, stavolta, siete poco interessati alla musica italiana, vi consiglio di farvi un giro su Blogotheque, un sito già passato tra i nostri web picks giornalieri che sarebbe un peccato vi fosse sfuggito. A ispirare la rubrica Piazza Delight di Pronti al Peggio è stata proprio sezione Concerts a emporter della Blogotheque, dove potete trovare concerti improvvisati di gente come Sebastien Tellier, REM, Sigur RosVampire Weekend

 

Leggere · Pitchfork

Chiudo con il consiglio più classico, la lettura, e anche con il sito probabilmente più famoso: Pitchfork. La rivista online più autorevole dell’indie (ma non solo), fonte di interviste, articoli su festival e concerti e, soprattutto, recensioni approfondite e affidabili. Vi assicuro, potete perdere giorni solo vagando tra le classifiche degli anni scorsi per scoprire cosa vi siete persi.

Ondarock
Se volete un’apertura di generi più ampia e/o i muri di testo in inglese vi spaventano, tra le riviste italiane consiglio Ondarock: buone recensioni (anche se a me dà fastidio la struttura di analisi pezzo per pezzo, ma sono gusti) e soprattutto ottime monografie di artisti e generi. Ora è stata appena pubblicata una “retrospettiva” sull’underground musicale portoghese, per darvi un’idea.

 

Beh, finito. Ora buon acquisto, visione o lettura.

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Ci sono 6 commenti

  1. Ma mi trovi d'accordo praticamente su tutto. Solo qualche appunto. Play.com è eccezionale, anche se ultimamente ho l'impressione che abbia alzato un attimo i prezzi. La spedizione viene fatta entro 24 ore ma arriva via posta ordinaria quindi i pacchi ci mettono 7-10 giorni ad arrivare, di media. La cosa ottima è che ogni acquisto viene impacchettato e spedito singolarmente, quindi quando arrivano degli album non serve nemmeno che ci sia qualcuno a casa, il postino li infila direttamente nella cassetta. Ondarock è praticamente una bibbia, anche se va detto che con le recensioni non ci prendono mai. Ma gli si vuol bene lo stesso. Ottime le monografie, le storie dei generi e anche il forum. Per i veri maniaci è obbligatorio citare anche Rate Your Music.

    scritto da Gabriele il 1 maggio 2009 alle 09:04

  2. Lo sai che su Ondarock non mi trovi affatto d'accordo, vogliono recensire anche la musica che non gli appartiene e a volte fanno degli sfondoni molto fastidiosi. Per tutti quelli che invece sono più rock-metal oriented io consiglio sempre www.eutk.net, la versione on-line di rock hard.

    scritto da Lucan il 1 maggio 2009 alle 11:24

  3. Sulle recensioni di Ondarock hai ragione, rispetto all'affidabilità di Pitchfork servono più a farsi un'idea del disco che a giudicarlo. Devo dire che l'elenco di voti numerici può invece spesso essere una buona indicazione, soprattutto se ci si abitua a capire chi tra i recensori è più vicino al nostro gusto. E sono curioso: di Pronti al peggio che ne pensi?

    scritto da Pier Mauro il 1 maggio 2009 alle 11:47

  4. Scusate la confusione, ho risposto a Gabriele senza accorgermi del nuovo commento di Lucan, quindi la risposta sopra è per Gabriele, anche se in effetti si è rivelata buona anche per Lucan. Quindi? Boh. A Lucan nello specifico: immaginavo che in generi più distanti dal nucleo principale potessero "sbagliare", e speravo che arrivasse qualcuno a consigliare un sito adatto. Grazie.

    scritto da Pier Mauro il 1 maggio 2009 alle 12:00

  5. Dipende che cosa intendi, Lucan, per "musica che non gli appartiene". Come puoi sapere se sono generi che non approfondiscono oppure se il loro gusto gli fa ridimensionare alcuni generi per intero? Pensa che io li vedo un po' troppo aperti, specie verso un certo tipo di dance disimpegnata o alcuni rami dell'hiphop. Il fatto è che la redazione è composta da molte persone e tutte con gusti diversissimi, se si partecipa sul forum alle discussioni sugli album vedrai magari gli altri redattori che parlano malissimo di un album a cui un altro ha dato 7. Fortunatamente esiste RYM per appagare il proprio senso di giustizia ;) Pronti al peggio non lo conoscevo: sembra una figata, ti ringrazio. Più tardi approfondisco un po', per ora mi sono visto qualche iPod Casino ed è interessante.

    scritto da Gabriele il 1 maggio 2009 alle 12:12

  6. Il mio giudizio si basa su delle recensioni da me lette che non corrispondevano affatto (in realtà in rari casi)(anche perchè non sono mai stato un assiduo lettore di OndaRock) allo spirito critico di un amante dei suddetti dischi. Nello specifico mi ricordo la recensione di In Ansentia dei Porcupine Tree (album uscito ormai 5 anni fa) che era stata fatta da un semi-amante del progressive anni '70, recensione arrogante e perfettamente in disaccordo con l'iniziativa musicale dell'album in questione che tutti gli amanti del progressive moderno hanno ampiamente apprezzato.

    scritto da Lucan il 2 maggio 2009 alle 19:30

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