Articoli principali

15 aprile 2009

Palestina di Joe Sacco

Immagine tratta da PalestinaNel dicembre scorso ho cominciato ad interessarmi alla complessa questione israelo-palestinese, in corrispondenza con l’operazione “Piombo fuso”, la campagna militare lanciata dall’esercito israeliano contro la striscia di Gaza. Per l’ennesima volta mi sono scontrato con il muro di superficialità dei mezzi di informazione di massa: i notiziari si limitavano ad elencare i fatti della giornata, che in nessun modo potevano aiutarmi a farmi un’idea sulle cause di quello che stava accadendo. L’impressione era quella di essere entrato in sala a film già iniziato, nessuno si preoccupava di farmi un riassunto di ciò che era successo fino a quel momento.

Queste circostanze mi hanno portato alla lettura della graphic novel Palestina. L’autore, Joe Sacco, ha vissuto nei Territori Occupati tra il 1991 e il 1992, periodo di raffreddamento della prima intifada (rivolta del popolo palestinese contro l’occupazione israeliana). In questo lasso di tempo Sacco ha avuto la possibilità di entrare in contatto diretto e intimo con la realtà in cui vivevano (e vivono tutt’ora, visti i pochi movimenti fatti da allora verso una concreta risoluzione del conflitto) la popolazione palestinese e quella israeliana. Attraverso i suoi disegni i contrasti tra le due realtà prendono forma prepotentemente, le descrizioni diventano quasi superflue e infatti si lascia spazio totalmente ai ricordi, alle confidenze e agli sfoghi in prima persona della gente che incontra per strada o che lo ospita in casa.

Questo libro offre la possibilità di svincolarsi dal comodo preconcetto “palestinese = terrorista” (con il quale anche Sacco parte verso il Medio Oriente nel 1991) aiutando a capire le ragioni di una rabbia accumulata in anni di soprusi da parte delle forze armate  israeliane e la reale visione, da parte dei civili, dei movimenti estremisti.

Vi consiglio di approfittare adesso della promozione della Mondadori, che sconta del 30% tutti gli Oscar: Palestina costa solo 9,10 € fino a domenica.

A chi fosse interessato ad accrescere le proprie conoscenze sulla storia del conflitto israelo-palestinese consiglio caldamente di guardarsi questi video di Paolo Barnard, un giornalista a cui tengo particolarmente: ne vale la pena. Ne approfitto per proporre un mutuo scambio, se possibile: se poteste consigliare, a me e a chi leggerà questo post, altre letture o video significativi sul tema, anche di opinione opposta naturalmente, ne sarei felice. Grazie.

Vuoi condividere questo articolo?

Ci sono 12 commenti

  1. Caro Simone hai fatto un'ottima segnalazione. L'anno scorso ho letto anch'io "Palestina" di Joe Sacco e trovo che sia un libro davvero ben fatto, sia a livello grafico che a livello narrativo. MA...c'è un MA. A mio modo di vedere "Palestina" rischia di essere uno strumento ancora troppo superficiale per comprendere qualcosa in più sul conflitto israelo-palestinese rispetto ai media tradizionali SE NON SI HANNO FORTI BASI DI STORIA CONTEMPORANEA. Il libro "Palestina" ti offre sicuramente informazioni dettagliate e in presa diretta sui problemi dei coloni e profughi negli anni 1991-1992...ma...poi? Ti fornisce qualche sparuta e, a mio parere, mal motivata informazione su ciò che è successo nei decenni prima. Non bastano delle colonnine di mezza pagina per spiegare i "come" e i "perchè" dal 1948 fino al 1991. Senza contare che siamo nel 2009. E bisognerebbe sapere bene anche cosa è successo dal 1992 al 2009 per capire cosa è cambiato e come. Per questo motivo consiglio a tutti di leggere "Palestina", ma dopo avere letto svariati libri di storia israelo-palestinese! Basandomi sulla mia personale formazione (ho sempre amato la Storia!) cito un autore su tutti: NOAM CHOMSKY, che citando Wiki è "scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense", ma secondo me anche GRANDE STORICO CONTEMPORANEO. Ha scritto parecchi libri e alcuni saggi che, per quanto tecnici e approfonditi, sono necessari per capire bene cosa è successo in quel lembo di terra. Infine aggiungo che il nostro Joe Sacco merita una segnalazione importante anche per il lavoro svolto su una guerra ancora più vicina a noi italiani, la guerra serbo bosniaca. Da questo su interesse sono nati: — Gorazde. Area protetta — Neven Letti entrambi...letture davvero meritevoli e utili, ma vale sempre il discorso "PRIMA LEGGERE LIBRI DI STORIA, ANCHE SE MATTONI".

    scritto da Franz! il 16 aprile 2009 alle 10:07

  2. Grazie per le segnalazioni Franz! Sicuramente Palestina non può sostituire i trattati di storia per quanto riguarda i dettagli storici religiosi ed economici che hanno portato al conflitto, anche perchè ha un fine completamente diverso: in Palestina si trovano testimonianze che un libro di storia non considera, proprio per il suo essere un'analisi delle cause "oggettive" e degli avvenimenti. Ma non credo sia necessario conoscere a menadito la storia per leggere il fumetto. Le sparute colonnine riportano le informazioni necessarie e sufficienti per aiutare a collocare gli avvenimenti narrati, e non credo che, in questo ambito, serva di più. Io ho letto Palestina prima dei saggi di storia (che non posso essere in grado di affrontare...) ma non per questo mi sento confuso nè deviato, anzi mi è venuto spontaneo impersonificarmi nell'autore, che passa dai preconcetti da spettatore occidentale allo scontro con la realtà semplicemente ascoltando ciò che la gente aveva da dire. Sacco ci presta generosamente i suoi occhi e le sue orecchie. Nel capitolo sulla visita a Tel Aviv il contrasto che vive l'autore tra ciò che ha visto e sentito fino a quel momento e i dialoghi con le due donne israeliane è potentissimo da questo punto di vista. Così come il capitolo sul carcere di Ansar III è commovente nel mostrare come i due popoli, rappresentati qui dai carcerati e da alcuni secondini, possano giungere a una mutua comprensione convivendo e osservandosi 15 giorni divisi dalle reti di sicurezza. Penso di poter consigliare a chiunque il percorso che sto seguendo, anche perchè il pensiero che per approcciarsi ad ogni lettura si debba prima morire sui libri di storia scoraggerebbe chiunque. Tra il tg e i tomi ci sono molte vie di mezzo, secondo me, l'importante è non fermarsi a Palestina o a Paolo Barnard.

    scritto da Simone il 16 aprile 2009 alle 20:02

  3. L'articolo non mi ha catturato particolarmente. E' scritto per lo più di getto e con una certa retorica stucchevole, soprattutto nella prima parte, dove si parla del "muro di superficialità dei mezzi di comunicazione". Da una persona che vuole consigliare un libro da leggere mi aspettavo una stesura meno distaccata e più improntata sulle sensazioni e sui sentimenti che la lettura ha suscitato.Avendo a disposizione un luogo come questo dove si può scrivere liberamente, mi sarebbe piaciuto leggere un articolo più personale. Per quanto riguarda i commenti relativi all'articolo mi sembra che si tralasci un punto essenziale del discorso, che comunque è sotto gli occhi di tutti dall'inizio, e cioè che stiamo parlando di un fumetto. La metrica del fumetto, il linguaggio come il tipo di comunicazione che questo mezzo adotta sono completamente diversi dai libri veri e propri scritti in prosa. A questo punto mi sembra senza senso accostare "Palestina" ad un manuale di storia. Questa Graphic Novel non si pone il problema(e nemmeno ha la responsabilità) di fare la cronaca di ciò che è successo nei decenni precedenti o di spiegare i "come" o i "perchè".Non gli interessa. Questo fumetto è stato scritto per un altro scopo:Far "scattare qualcosa" all'interno delle persone. Palestina arriva toccare il cuore della gente attraverso il tratto freddo ed essenziale di Sacco, e le sensazioni che si provano sono comunque autentiche ed eguali da persona a persona indipendentemente dal fatto che si sia precedentemente letto o no un saggio di storia. Anzi, credo sia Proprio il contrario. Infatti,la semplicità del mezzo di comunicazione "fumetto" (che per i più è solo qualcosa da leggere la mattina al bagno) mette alla portata di TUTTI un argomento molto importante e delicato come la questione Israelo-Palestinese,arrivando ad essere letto da molta più gente di un manuale di storia di 300 pagine. Quindi: prima provate a confrontarvi con qualcosa di semplice e piacevole da leggere,poi se volete ulteriormente arricchiere le vostre basi culturali ricorrete ai manuali. Una doanda: Leggo continuamente"colonnine di mezza pagina", ma cosa intendete? Nicola Saviori

    scritto da Nico il 16 aprile 2009 alle 23:14

  4. Nico, nel tuo intervento noto invece una retorica opposta e inversa a quella di cui mi incolpi, e si tratta di un comportamento molto diffuso purtroppo: quello di chi vede retorica stucchevole dove si denuncia un problema esistente solo perchè è stanco di sentirne parlare. E' il comportamento del bambino obeso che si arrabbia quando si parla della fame in Africa. Se avessi guardato con attenzione i video di Paolo Barnard ti avrebbe risposto lui al mio posto. Barnard ha una fiducia immensa nell'umanità che gli invidio molto: è convinto che la gente, se ben informata dei fatti, spingerebbe con forza in modo naturale e spontaneo verso una giusta risoluzione delle crisi mondiali. Per fare questo è necessario che l'informazione sia accessibile a chiunque. La gente deve poter capire chiaramente per poter agire. Ora, è un dato di fatto che l'enorme maggioranza degli italiani si affidi esclusivamente ai telegiornali per l'informazione quotidiana. I tg per questioni di tempo non possono informare in modo adeguato, e nemmeno i dibattiti televisivi presentano introduzioni a mio parere sufficientemente esaustive dei fatti, sempre per problemi di tempo. Quello presentato da Barnard in 7 video da 10 minuti, 70 minuti totali, è a mio parere il minimo necessario da sapere per farsi un'idea e un'opinione embrionali di quello che sta succedendo oggi. Speciali televisivi di questo tipo io non ne ho visti, forse mi sono sfuggiti. Per quanto riguarda le potenzialità del mezzo fumetto e della netta differenza con il mondo della prosa (senza nulla togliere) sono d'accordo con te, infatti non riesco a spiegarmi il perchè in Italia sia ancora così poco diffuso. Anche io che sono un pessimo lettore ho letto Palestina in un lampo.

    scritto da Simone il 17 aprile 2009 alle 00:23

  5. Sarò breve. Alla fine ti sei risposto da solo: forse ti sono sfuggiti. Come ti avevo gia detto, questi "riepiloghi"ci sono stati, ai TG come in moltissime trasmissioni di dibattito come su molti giornali. Era doveroso di fronte ad una questione che va avanti da quasi un secolo, ma la loro responsabilità finiva lì.Loro li hanno trasmessi, sta alle persone vederli. Questo discorso si ricollega al tuo ,del tutto inutile, rimprovero sulla mia scarsa attenzione ai video di Barnard.Non puoi dire che cè stata un'inadeguata informazione visto che questi servizi e trasmissioni sono stati divulgati. Per altro il giorno successivo compaiono anche sul web dove si possono visionare e/o rileggere tranquillamente. Di conseguenza le notizie erano accessibili a tutti. Ma come hai detto giustamente tu ti devono essere sfuggite. Per quanto riguarda il discorso della retorica opposta e inversa sorvolo elegantemente. Non volevo neppure parlare di queste cose perchè ogni volta si giunge alle solite banalità in cui si mischiano appartenenze politiche e noia, per cui mi fermo qua. Ho espresso soltanto un breve giudizio sul tuo articolo prima di parlare del vero oggetto del discorso, che per altro si sta perdendo di vista. Nicola Saviori

    scritto da Nico il 17 aprile 2009 alle 09:28

  6. Caro Nico, ti ho letto tutto, ma io ti ho capito in parte, come tu non mi hai capito in parte. Quando ho mai paragonato il FUMETTO ai LIBRI DI STORIA? Mai. Quando parlo di "libri di storia e/o saggi" mi sembrava ovvio che non intendessi solo numeri e date, ma non è evidentemente non è ovvio per te. Ci sono tantissimi libri, e non tomi (che parola esagerata!), che sono altrettanto leggibili come un fumetto e sono pieni di testimonianze dirette. Per cui evitiamo di demonizzare i libri di storia. Detto ciò direi che SIAMO TUTTI CONCORDI, almeno i qua presenti, nel ritenere Palestina meritevole di apprezzamenti e commenti. Io volevo solo far notare che la visione che può dare un libro-fumetto come Palestina ad uno che REALMENTE vuol conoscere la storia del conflitto israelo-palestinese NON BASTA ASSOLUTAMENTE e trovo superficiale farsi un'idea su una argomento così complesso leggendo SOLO il libro di Sacco. Per cui va bene Palestina come punto di partenza, ma poi di strada bisogna farne ancora parecchia per la ricerca della verità. Poi nel mio precedente commento non ho parlato del 3° step che nella mia mente malata penso vada fatto per capire meglio un simile argomento. La mia scaletta mentale (criticabile da chiunque, ma che ritengo valida) è questa per capire un argomento complesso: _1°_letture semplici e accattivanti (vedi Palestina di Joe Sacco) _2°_lettura di libri e saggi di storia (ovviamente compresi i video di Barnard!) _3°_testimonianza diretta di persone che vivono o hanno vissuto i fatti di cui vogliamo approfondire la conoscenza. In conclusione ritengo il 1° step troppo poco. Il 2° sufficiente. Il 3° ottimale per comprendere un argomento così complesso come un conflitto che dura da 60 anni. Non si sta mica parlando di fare una pasta in bianco!

    scritto da Franz! il 17 aprile 2009 alle 11:27

  7. Scusate eventuali errori di grammatica/sintassi ma scrivo di getto perché sono in pausa caffè al lavoro.

    scritto da Franz! il 17 aprile 2009 alle 11:29

  8. * Ammetto che avendo scarsa confidenza con i libri di storia facilmente me ne sono fatto un'idea stereotipata.

    scritto da Simone il 17 aprile 2009 alle 11:41

  9. Direi che la lettura consigliata sembra molto interessante,mi hai convito!Per ricontraccambiare ti suggerisco il film Valzer con Bashir, stile fumetto (non so se è nato prima il film o il libro) che parla in modo estremamente elegante delle stragi di Sabra e Chatila.Se ti appassiona la storia palestino-israeliana non potrà non piacerti!

    scritto da Matt il 17 aprile 2009 alle 20:20

  10. Ciao Matt, non mancherò di vederlo. Ho appena visto i vari trailer e sembra promettere molto bene. Grazie molte per la segnalazione!

    scritto da Simone il 17 aprile 2009 alle 22:01

  11. Arrivo un pò in ritardo,ma ho letto solo ora l'articolo.e devo commentare, perchè adoro Joe Sacco,e mi mancano le parole per spiegare quanto..L'articolo mi è piaciuto molto,e condivido il fatto (sviscerato nei commenti) che il fumetto sia un genere sottovalutato,ma davvero capace di rimescolarti emotivamente.Proprio ieri sera mi sono commossa come una bambina leggendo Gipi.. In realtà mi inserisco solo per suggerire un'altra interessantissima(e a mio parere illuminante)lettura sul tema Palestina e conflitto israelo palestinese: "Sempre nel posto sbagliato" l'autobiografia di Edward Said,storico intellettuale;uno degli ispiratori(se così si può dire)di Joe. Una stupenda testimonianza, per il terzo step di Franz :)

    scritto da Sara il 27 aprile 2009 alle 16:34

  12. [...] di uno strano genere formalmente coerente ma tematicamente molto trasversale che ha Persepolis e Palestina come capisaldi e che potremmo chiamare racconto a fumetti di un luogo che non sappiamo bene [...]

    pingback dal sito Best Reportage | Personal Report il 24 maggio 2009 alle 23:36

Lascia un nuovo commento


Materiale fotografico e immagini, salvo dove diversamente indicato, è da intendersi di proprietà degli autori citati.
Progetto grafico e sviluppo a cura di Guido Tamino. Un grazie a WP.


Chi siamo | Contatti | Feed RSS