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23 aprile 2009

Heima

Heima Quello che vedete nella foto è il canyon di àsbyrgi. Si trova nel nord dell’Islanda a grande distanza da qualsiasi centro abitato. In quel rettangolo di prato nell’estate del 2006 i Sigur Ros hanno tenuto un concerto gratuito, l’ultimo di una serie che il gruppo ha organizzato nel proprio paese per ringraziare gli islandesi del loro sostegno durante la tournèe mondiale.

Prima di suonare ad àsbyrgi i Sigur Ros si sono esibiti, durante un tour di 14 giorni, in altri contesti insoliti: nel ventre di un vecchio deposito per il pesce, in una grotta, nel giardino della casa di uno scultore completamente isolata dal mondo, nel letto di una diga prima che fosse riempito d’acqua per protestare contro la costruzione della centrale idroelettrica. Facendo il giro dell’Islanda hanno potuto raggiungere anche molti piccoli paesi per rendere le esibizioni facilmente raggiungibili da chiunque. Sarebbe come se Ligabue (che, preciso, prendo a paragone unicamente per la simile popolarità in patria) venisse a suonare ad Angolo Terme gratis.

Tutto questo ed altro, per nostra fortuna, è stato filmato e raccolto nel notevole Heima (“a casa”), regia di Dean DeBois. Heima non è solo una raccolta di riprese dei concerti e dei backstage, si tratta di una sorta di documentario sull’Islanda, solo che invece della voce dello speaker c’è quella aliena di Jonsi mentre canta. Tutto di guadagnato.

Gli scorci d’Islanda, sui quali sprecherei troppe parole di esaltazione se cominciassi a parlarne, sono intervallati dalle interviste fatte ai componenti del gruppo ed alle Amiina, il quartetto d’archi al femminile che li accompagna sempre. Sembra che tra di loro tutto vada sempre alla grande e che si vogliano un gran bene. In un altro contesto mi lamenterei della stucchevolezza delle dichiarazioni ma in questo caso, non so perché, posso creder loro sulla parola. Da quanto ci viene mostrato sembra che in Islanda tutto sia perfetto, perfino quando c’è la nebbia dicono che il tempo è meraviglioso.

Momenti degni di nota sono la breve intervista a Palli, il solitario costruttore di marimba naturali, la collaborazione con Steindòr Andersen, cantante di rimur (antichi componimenti islandesi) e il pranzo tipico dell’isola, tanto vomitevole a vedersi quanto affascinante.

La telecamera si sofferma spesso sul pubblico e la sensazione è che ci sia sempre almeno un esponente per ogni età fino ai 100 anni. Anche quando ho partecipato ai concerti durante i loro tour italiani mi ha incuriosito la varietà dei fan: si andava dal punk quattordicenne alle coppie eleganti sulla sessantina (molto divertente osservarne le espressioni durante le sfuriate elettriche di Untitled 8). A quanto pare i Sigur Ros piacciono a tutti, e  almeno per una volta non è un male.

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Ci sono 5 commenti

  1. Mi hai risvegliato la voglia di ascoltare seriamente i Sigur Ros, cosa che ho sempre avuto intenzione di fare e che non ho mai fatto.

    scritto da Lucan il 23 aprile 2009 alle 17:42

  2. Mi sono dimenticato di segnalare una cosa importante: in contemporanea con l'uscita del dvd nel 2007 sono stati pubblicati anche 2 album: Hvarf e Heim. Il primo è registrato in studio e contiene tre brani inediti più due ("Von" e "Hafsòl") totalmente trasformati rispetto alla forma originale. Il secondo contiene sei brani già editi ma riproposti in versione unplugged. Lucan: mi sento di consigliarti in particolare "Ágætis Byrjun" e "()", sempre che tu non abbia intenzione di goderti dall'inizio l'intera discografia.

    scritto da Simone il 24 aprile 2009 alle 14:17

  3. Visto pur'io, ha dei bei momenti e i paesaggi tolgono il fiato*, gli si perdonano anche i toni autocelebrativi (che poi effettivamente sarebbe anche l'obiettivo del documentario, ma ce lo si scorda con quelle immagini). Anche Hvarf-Heim merita, forse più dell'ultimo album (che pure però ha dei momenti mica da poco, v. Festival). * OT: a proposito di paesaggi che tolgono il fiato, procuratevi il cofanetto di Planet Earth in bluray, dall'inghilterra costa poco, assolutamente mozzafiato.

    scritto da Gabriele il 24 aprile 2009 alle 20:42

  4. [...] l’enorme successo di Heima, Dean Deblois è tornato in Islanda per lavorare con Jónsi, il cantante dei Sigur Ros. Il [...]

    pingback dal sito Update: "Go Quiet" di Dean Deblois | Personal Report il 26 febbraio 2010 alle 10:52

  5. [...] rischio e per la terza volta dopo Heima e Music from the Moon vi propongo un documentario sulle band islandesi: si intitola Iceland: Beyond [...]

    pingback dal sito Un altro documentario sulla scena musicale islandese | Personal Report il 31 gennaio 2011 alle 10:29

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