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8 aprile 2009

Gioielli deperibili

Candy NecklaceDa piccola ero una grandissima fan di quelle collane fatte da una serie di piccole caramelle a forma di anello. Ne cambiavo una al giorno, perché a forza di rosicchiarle rimaneva solo l’elastico umidiccio. Poco fa mi sono imbattuta in quella che può essere considerata un’evoluzione di quelle collane, ma decisamente più elegante e preziosa.

Si tratta di una serie di gioielli deperibili, ovvero gioielli costruiti con materiali di uso comune, e per l’appunto deteriorabili. Hanno quindi la particolarità di durare poco tempo, e non essere preziosi di per sé, ma avere valore per la difficoltà di lavorazione.

La prima designer che ho conosciuto è Greetje Vanhelmond, olandese di nascita, nei cui gioielli l’elemento principale è lo zucchero. Seguendo una specifica lavorazione lo zucchero ha la proprietà di cristallizzarsi, e assumere forme uniche e irripetibili. L’artista olandese realizza anelli e collane di cristalli di zucchero, che a colpo d’occhio appaiono veri brillanti, ma che in realtà potrebbero essere delle zollette d’emergenza.

Greetjevan Helmond Sugar JewelryUn altro esempio sono i gioielli di ghiaccio di Katharina Ludwig. Il concetto alla base dei suoi lavori è di rendere ancora più prezioso un bene come l’acqua, facendone un oggetto di lusso. I gioielli di ghiaccio scompaiono presto sciogliendosi a contatto con il calore del corpo umano, lasciando così libera la struttura su cui erano stati costruiti. I gioielli di ghiaccio non durano che poche ore, e sono indossabili solo in occasioni particolari, il che è in linea con l’idea di Katharina secondi cui è significativo indossare un accessorio solo quando è realmente necessario.

Katharina Ludwig Ice JewelryOra, gli accessori che più mi hanno impressionato (nel vero senso della parola) sono quelli costruiti da Anna Sparr. La famiglia di Anna è originaria di una città nel sud della Svezia, famosa per una lunga tradizione di hair working. I gioielli di Anna sono infatti di capelli umani. L’idea di indossare un collier di capelli umani, personalmente, mi dà i brividi, ma apparentemente c’è molta gente che vede nei capelli un simbolo d’unione con la persona cui appartenevano.

Anna Sparr Human Hair JewelryCreare accessori con i capelli appartiene a una tradizione che nasce nel diciassettesimo secolo, in cui molte donne si adornavano di questi gioielli, in cui venivano però incastonate pietre o aggiunti inserto d’oro. In un povero villaggio della Svezia, Våmhus, l’hair working è diventato da ormai trecento anni la fonte principale di guadagno. Oggi sono un centinaio le donne che portano avanti la tradizione del villaggio, e Anna è una di loro.

Non so quanto possa esservi utile, ma sul suo sito c’è il catalogo con tutti i prezzi.

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