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20 aprile 2009

Considera l’aragosta

Considera l'aragostaNell’ambiente (?), David Foster Wallace era già parecchio famoso prima di morire. Poi si è suicidato e i suoi libri (vedi: Infinite Jest) hanno iniziato a sostare di fianco alle casse in libreria, così una cerchia ancora più ampia di persone ha iniziato a sentirne parlare. Ma anche a leggerlo? Non lo so. Nel dubbio, faccio l’unica cosa che mi sembra sensata, cioè indicarvi qual è, secondo me, il punto di partenza ideale. 

Considera l’aragosta è una raccolta di saggi come, azzardo, non ne avete mai lette. DFW fa questa cosa strana: parla di qualsiasi cosa in un modo che chiunque possa capire. Vi elenco qualcuno degli argomenti di questa raccolta: la notte degli Oscar del porno a Las Vegas, l’ironia in Kafka, l’11 settembre, le aragoste, una tennista pressoché sconosciuta, le primarie del 2000 di McCain contro Bush. Ma c’è un’altra cosa davvero strana: sembra che DFW dica sempre la cosa giusta. So che le opinioni non possono per natura essere assolutamente giuste o sbagliate, ma non so che dirvi, è questo l’effetto che fa. Purtroppo non ricordo chi l’abbia detto, ma sono molto d’accordo con questa affermazione: DFW sembra un alieno sceso sul nostro pianeta a osservare e registrare con occhio obiettivo i comportamenti umani.

Più che starvi a spiegare i vari perché, incollo direttamente due estratti, leggeteli e, tenendo presente che state guardando un solo tassello di un grande mosaico, fatevi una vaga idea di cosa siano questi saggi. 

Il primo è un estratto dal saggio che dà il titolo alla raccolta, Considera l’aragosta, in cui Wallace riflette sulla pratica di bollire le aragoste vive. Immagino che non fosse questo che la rivista Gourmet aveva in mente quando lo ha mandato al Maine Lobster Festival (la foto del post viene da lì) affinché scrivesse un articolo sulla più grande fiera d’aragoste del mondo, ma questo è quello che ha scritto:

È possibile che le generazioni future guarderanno alle nostre attuali agroindustrie e pratiche mangerecce in modo del tutto simile a come oggi noi vediamo gli spettacoli di Nerone o gli esperimenti di Mengele? La mia prima reazione è che un paragone del genere è ridicolo, estremo — eppure il motivo per cui mi sembra così estremo è che credo che gli animali siano moralmente meno importanti degli esseri umani; e quando mi trovo a difendere tale convinzione, persino con me stesso, devo riconoscere che a) ho un ovvio interesse egoistico in tale convinzione, dato che mi piace mangiare certi tipi di animali e voglio continuare a farlo, e b) non sono riuscito a elaborare nessun tipo di sistema etico personale in cui tale convinzione sia davvero difendibile e non solo egoisticamente vantaggiosa.

Il secondo è l’incipit di La vista da casa della signora Thompson, il saggio sull’11 settembre scritto per Rolling Stones (questo lo trovate anche qua, intero):

Luogo: Bloomington, Illinois
Data: 11-13 settembre 2001
Soggetto: ovvio.

In autentico stile Midwest, la gente di Bloomington non è scostante ma tende a essere riservata. Può capitare che uno sconosciuto vi sorrida calorosamente, ma in genere non ci saranno chiacchere nelle sale d’attesa o in fila alla cassa. Adesso però, grazie all’Orrore, c’è qualcosa di cui parlare che è più forte di ogni inibizione, come se fossimo tutti lì e avessimo appena visto lo stesso incidente stradale. Esempio: orecchiato in fila alla cassa da Burwell Oil (che è una specie di Neiman Marcus delle stazioni di servizio con annesso piccolo supermercato — situato in posizione centrale di fronte alle due strade principali a senso unico, e con i migliori prezzi per il tabacco della città, è un tesoro municipale) fra una signora con un grembiule da cassiera della Osco e un uomo con una giacca di tela grezza tagliata alle spalle a mo’ di panciotto fatto in casa: — Coi miei ragazzi pensavamo che era un film tipo quello là, Independence Day, poi ci siamo accorti che era lo stesso film su tutti i canali —. (La signora non ha detto l’età dei figli).

Ora è meglio che io pubblichi l’articolo, altrimenti rischio di incollare qua il libro intero. Invece sapete cosa dovete fare? Comprarlo. O anche chiederlo in prestito. Ma magari non a me, perché sì, ve lo presterei, ma poi starei con l’ansia di non rivederlo più. Ci tengo molto.

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Ci sono 10 commenti

  1. Vabbé, dai. Tu mi nascondi qualcosa. Mi han suggerito il sig. Wallace proprio quest'estate, e proprio partendo da questa - interessantissima - raccolta di saggi. Quello sul porno è quello più appariscente, a me son rimasti impressi quello su Dostoevskij e Forza Simba. Qualcosa da ridire solo sulla forma, in particolare l'eccessivo ricorso a note e schemini (v. l'ultimo saggio) che talvolta rendono difficile seguire il filo del discorso, ma leggendolo ho avuto la tua stessa impressione. Avrei qui da leggere anche "Brevi interviste con uomini schifosi" ma il format inconsueto mi blocca.

    scritto da Gabriele il 21 aprile 2009 alle 00:22

  2. Devo dire che quello sul porno è in realtà quello che nasconde di più le doti di DFW: l'evento è così enorme e assurdo che va solo raccontato. Quello che invece riesce a fare in altri saggi come, appunto, quelli su Dostoevskij e McCain, o quello sull'uso della lingua inglese (il mio preferito), è incredibile: ti porta per mano spiegandoti cose che non sapevi e ti lascia dicendoti una cosa che di solito è allo stesso tempo semplice e geniale (reazione standard: "come ho fatto a non averci pensato prima?"). Riguardo alle note, io ovviamente le amo, ma mi rendo conto che gli schemi dell'ultimo saggio, quello sul talk-show reazionario, siano eccessivi e a volte fastidiosi. Per chiudere, Brevi interviste è molto molto bello (e tra l'altro uscirà un film a breve, girato da John Krasinski, il Jim di The Office US, se qualcuno l'ha visto), potresti avventurartici senza problemi. Altrimenti puoi continuare sulla strada dei saggi con Tennis, tv, trigonometria e tornado, altra raccolta in cui ci sono almeno altri due saggi obbligatori (per me, quello su Lynch e quello sull'influenza della televisione sulla letteratura).

    scritto da Pier Mauro il 21 aprile 2009 alle 00:32

  3. Tra l'altro, tu che un po' snobbi In Treatment, l'attore della coppia è uno dei protagonisti di Brevi intervisste con uomini schifosi, attore secondo me azzeccatissimo per il tipo DFW.

    scritto da Lucan il 21 aprile 2009 alle 14:43

  4. Io dico anche "Una cosa divertente che non farò mai più". Non ha la multitematicità di Considera l'aragosta ma è anche lui un saggio, ha anche lui quelle note che adesso inizio e tra tre o quattro pagine le finisco e in più riesce perfettamente a raccontare anche l'autore nel suo modo di affrontare la stesura del testo e il viaggio stesso. Ci manca tanto.

    scritto da Jacopo il 21 aprile 2009 alle 22:14

  5. Lucan: ho capito chi è l'attore, non sapevo fosse nel cast, e a pelle sono d'accordo con te. speriamo che il film esca anche qua... Jacopo: io ho iniziato con UCDCNFMP, come immagino la maggioranza, ed è assolutamente un ottimo punto di partenza. Penso però che quella multitematicità sia indispensabile per avere un quadro completo: conosco qualcuno che dopo aver letto UCDCNFMP ha pensato fosse solamente un libriccino molto ben riuscito di un tipo intelligente e spiritoso, mentre la varietà dei saggi di Considera l'aragosta fa un effetto ben diverso. E, inoltre, penso che in una buona metà di quei saggi ci sia un guizzo in più rispetto alla cosa divertente, un elemento in più in grado di far capire che quell'uomo aveva davvero una mente straordinaria.

    scritto da Pier Mauro il 22 aprile 2009 alle 02:06

  6. Io, grazie a Dispenser, ho iniziato con Considera l'aragosta. E sono felicissimo di averlo fatto. (Concordo con te comunque, era solo uno spunto su cui proseguire. Prima o poi troverò il coraggio di scalare Infinite Jest, ho provato due o tre volte ma sono state entrambe infruttuose. Lui lo lascio lì, sul comodino, a ricordarmi che esiste e che prima o poi dovrò arrivare in vetta.)

    scritto da Jacopo il 23 aprile 2009 alle 00:08

  7. Sono l'unico che non snobba La Scopa Del Sistema maledetti snob fricchettoni?

    scritto da Lucan il 23 aprile 2009 alle 17:44

  8. @Lucan, mia madre me l'ha regalato per Natale. Sta ancora lì, aspettando il suo turno. Dimmi due parole e convincimi a metterlo per primo nella lista. :-)

    scritto da Jacopo il 24 aprile 2009 alle 16:34

  9. Vedi come ha cominciato Foster Wallace e ti leggi un gran bel romanzo pieno di genialità e momenti assolutamente toccanti. Continuo o basta così?

    scritto da Lucan il 26 aprile 2009 alle 13:22

  10. io, lucano, mi sono concentrato sul punto di partenza per conoscere wallace, e la scopa del sistema mi sembra un passo successivo. detto questo, chiunque (dico a caso) l'abbia ricevuto come regalo (dico a caso) per natale (dico a caso) dalla madre, dovrebbe comunque sicuramente leggerlo.

    scritto da Pier Mauro il 26 aprile 2009 alle 14:16

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