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27 aprile 2009

Best shortening

ShorteningSi parla di abbreviazioni (ma shortening era più breve), da chat e/o da sms. Posso dirvi subito qual è la peggiore: è “ctactc“. Vuol dire “Ciao ti amo, come ti chiami?”, e non serve uno psicologo per vederci non solo la contrazione morfologica della parola, ma specialmente la contrazione intellettuale, emotiva, esistenziale dei suoi utilizzatori (ammesso che esistano e ctactc non sia solo una leggenda, come la famigerata “tvs1kdv“: ti voglio scrivere un kasino di volte – fallo e basta!).

Per fortuna dobbiamo occuparci della migliore abbreviazione da sms, che per come la vedo io è: “cmq”. Guardiamola un attimo: cmq. 

E adesso guardiamola in azione:  Cmq io volevo solo dirti che mi dispiace…

Chi mi ha fatto notare per la prima volta quest’eccellenza, la giustificava così: esistono abbreviazioni, come “xké” (perché), che vanno a comprimere e quindi accelerare un momento del discorso che invece dovrebbe meritare un tempo in più, sul quale l’attenzione deve soffermarsi: c’è un passaggio logico importante lì. Comprimere in xké non ha senso, è come un vigile che ti fa segno di accelarare mentre tu stai rallentando per studiare un cartello stradale.

Sul “comunque”, invece, lì è il momento di stringere: cmq mi ricorda quelle scene (più frequenti nei cartoni animati che nella vita vera) in cui la strada dietro l’auto si gonfia come un onda, come se qualcuno avesse scosso il manto stradale come un tappetto impolverato, e l’auto è spinta improvvisamente in avanti. Sintatticamente un “comunque” riassume il già detto e sgombera il campo per procedere col discorso, ed è quindi un gesto breve che non distrae da ciò che si sta per dire. Cmq, è siamo già oltre. Questo è il momento di abbreviare.

E poi diciamocelo,”comunque” non è una bella parola, è un gesto goffo, di chi si è incartato e non trova un modo più brillante per uscirne, e goffamente sospira: comunque, e riparte. E sospirando ammette la sua ineleganza con questa parola bruttina: comunque. La sorella pop di “quantunque” che è sopravvissuta nel linguaggio comune ma meritava di sparire come la sorella notarile. 

E invece “cmq” è bella, anche da guardare. Prendiamo le tre lettere (c, m, q) e scopriamo che hanno la forma giusta: la “c”  con la sua forma capiente raccoglie quanto si è detto sopra, la “m” con le sue arcate lo riavvolge, e la “q” lo pianta a terra come uno spillo, in modo che il discorso possa procedere: cmq…

Cmq è bella al punto che non mi vergogno di dirle in pubblico: tvs1kdv.

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Ci sono 2 commenti

  1. Cmq qst pst è fntstc!!!

    scritto da Gaia il 30 aprile 2009 alle 12:01

  2. Veramente complimenti, sia per il post che per il progetto in generale. Ideas Repository non poteva che segnalarvi. Cmq, per inciso, io non molto tempo fa ho visto sullo zaino di una ragazzina delle medie il + accentato. Sì, proprio +`. Geniale.

    scritto da Mirko il 30 aprile 2009 alle 16:56

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