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14 aprile 2009

Best dropship

Dropship La UD-4L Cheyenne è la dropship utilizzata dai marines coloniali del film Aliens (il secondo episodio dei quattro della serie di Alien, con poca lungimiranza tradotto in italiano “Aliens: Scontro finale”), ed è una delle più belle astronavi mai immaginate dall’uomo.

Il concetto di “dropship” nasce probabilmente con Starship Troopers  (in italiano “Fanteria dello Spazio”, romanzo del 1959 di Robert Heinlein, da cui è anche stato tratto un omonimo film): si tratta di un veicolo utilizzato per il traporto truppe da una nave madre parcheggiata in orbita fino alla superficie del pianeta (il “drop”, appunto). Un mezzo da sbarco spaziale, che ha la prima rappresentazione convincente proprio con la UD-4L Cheyenne di Aliens. La prima e probabilmente anche la migliore, se si utilizza come criterio il successo e l’influenza che ha avuto in seguito. Successo che – va da sé – fa parte del più ampio successo che l’intera ambientazione di Aliens ha avuto sulla fantascienza militare, un’impronta al punto canonizzata che spesso non si è avuto paura di riutilizzare un design quasi identico.

Ma torniamo alla Cheyenne: caratterizzata da un design ambiguo, con le sue caratteristiche ali retrattili portamissili, il doppio alettone posteriore e il cockpit a becco di papera, è difficile accostare la UD-4L a una sola tipologia di veicolo preesistente. Questo perché la Cheyenne è stata concepita come un veicolo vero, e quindi progettata a partire dalle sue funzioni principali: sbarco, trasporto di un mezzo corazzato di terra, fuoco di copertura per le truppe. Questo tipo di approccio, che tiene conto tanto dell’estetica quanto di una funzionalità ragionata, non è comune in un cinema di fantascienza che in questo senso tende ancora molto ad accontentarsi o nei casi migliori a ragionare in termini prevalentemente estetici (Star Wars su tutti).

E non è un caso che a distanza di anni nessuna ambientazione di fantascienza militare ha osato davvero distaccarsi dal modello della Cheyenne: dal Thunderhawk di Warhammer 40k ai Raptor di Battlestar Galactica, fino alle dropship dell’esercito dei cloni dei nuovi Star Wars, tutti i mezzi da sbarco della fantascienza attuale le sono in qualche modo debitori. Per arrivare alle Terran Dropship di Starcraft e ai Pelican di Halo, dove l’influenza diventa omaggio. In Starcraft l’omaggio è a tal punto esplicito che tra le battute dei piloti ci sono quasi tutte le lines più famose del caporale Ferro, la donna che pilota la Cheyenne in Aliens.

La UD-4L Cheyenne non è mai stata sotto i riflettori come il Falcon o l’Enterprise, ma resta una diva. Un’astronave tosta, per chi non ama i voli tranquilli: può entrare nell’atmosfera di un pianeta in qualsiasi condizione metereologica e uscirne intatta; si porta nell’hangar un tank pieno di marine incazzati; può condurre da sola un bombardamento nucleare. In breve non è l’astronave che tutti vorrebbero pilotare, è l’astronave che tutti vorrebbero saper pilotare.

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Ci sono 1 commenti

  1. Lo dice anche il noto design d'astronavi Halfons Rudyvalle.

    scritto da Lucan il 16 aprile 2009 alle 02:36

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