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29 aprile 2009

Vent’anni di Blob

Vent'anni di BlobBudd Dwyer è stato tesoriere della Pennsylvania fino al 22 gennaio 1987, giorno in cui si suicidò sparandosi in bocca durante una conferenza stampa, il tutto in diretta televisiva. I notiziari, sull’onda dello scalpore generale, parlarono ampiamente dell’accaduto proponendo una versione del filmato tagliata appena un attimo prima che Dwyer premesse il grilletto, mostrando quindi anche l’atto di infilarsi la canna in bocca e la sua espressione prima del colpo. Secondo Enrico Ghezzi, co-ideatore con Marco Giusti di Blob, lo storico programma Rai, quello dello stop prima della morte è un momento osceno. Il filmato integrale della morte di Dwyer verrà mostrato in prima serata durante il suo programma scatenando l’indignazione pubblica.

Blob, di tutto di più, per i pochi che non lo conoscessero, è una striscia satirica di 15/20 minuti che viene trasmessa dal lunedì al venerdì alle 20.10 e il sabato e la domenica alle 20 su Rai Tre. Nasce il 17 aprile 1989 da una profonda riflessione sul potere del montaggio e su una critica senza mezzi termini della vuotezza di contenuto della televisione generalista, del voyeurismo e dello zapping.

Quello che Blob fa è, in parole povere, ritagliare frammenti dal repertorio televisivo italiano (e a volte anche straniero) e riaccostarli in modo inedito dando alla sequenza un nuovo significato (se vi interessa capirne le ragioni più profonde vi inoltro a questo editoriale di Ghezzi. Io ho provato ad affrontarlo e ho perso). Blob deve la sua fortuna all’effetto Kuleshov, un risultato visivo ottenuto accostando una dopo l’altra due immagini, con l’obiettivo di suggerirne una terza nello spettatore. In questo modo il messaggio proposto resta fuori dal piano esplicito lasciando al fruitore la libertà interpretativa: la conseguenza è uno “shock” a posteriori nella sua mente (qui il video dell’esperimento).

Fin da subito il programma ebbe un enorme quanto inaspettato successo di pubblico e di critica, tanto che presto su Italia1 venne trasmesso Buzz, un goffo tentativo di imitazione. Il nuovo programma ebbe ben poco successo, probabilmente a causa del suo approccio conformista al montaggio, curato e ben rifinito, ben lontano dagli stacchi netti e dai tempi disarmonici che rapidamente diventarono un marchio di fabbrica .

Marco Giusti sui primi passi di Blob:

Andrea Barbato (ndr. autore di Rai Tre) aveva in mente “Fluff”, uno strano contenitore, assolutamente in linea con la Rai di Guglielmi. Venne da me e mi propose di curare una rubrica a tema sul meglio che la settimana seguente avrebbe offerto. Rilanciai. “Fammi fare il peggio della settimana prima” [...] All’inizio c’era anche l’ipotesi che una parte del programma dovesse avere un elemento di fiction, una partecipazione straordinaria di Sabina Guzzanti come collante tra i vari passaggi, poi, nonostante il suo valore, accantonammo l’ipotesi. Sarebbe sembrato solo un altro frammento, non si sarebbe distinto dal blob.

I personaggi politici sono spesso il bersaglio delle brillanti operazioni di montaggio. L’anima ribelle del programma ha avuto in passato alti picchi di rimostranza, in particolare in tempo di par-condicio quando vengono appositamente scelti filmati in cui i candidati alle elezioni sono nominati molto spesso, in modo da trasformare i 20 minuti di programma in un “bip” continuo e fastidioso.

Anche i giornalisti sono presi di mira semplicemente proponendo gli attimi in cui sono in attesa di un servizio giornalistico che tarda a partire o quando sono fuori onda. L’accostamento di queste sequenze spoglia i personaggi della verve che hanno solitamente di fronte alle telecamere mostrandone il disadattamento quando si discostano dalla scaletta preimpostata e i momenti di scioltezza quando pensano di non essere in onda. Nessuno può più seguire il Tg4 senza avere nelle orecchie il ronzio delle urla fuori onda di Fede. Anche Furio Colombo, ex direttore de l’Unità e tuttora fan del programma, è stato una vittima dei montaggi spietati: “Fu una caduta improvvisa, proprio nel momento in cui ti stavi divertendo un sacco, perché si parlava degli altri”.

Durante Don’t panic, lo speciale per il diciottesimo compleanno (che non sono riuscito a trovare da nessuna parte), sono state trasmesse le puntate più scomode di Blob, alcune delle quali inedite perchè bloccate dalla censura (cosa successa molto raramente). Un coltello da formaggio affonda in una forma di Grana Padano. Stacco netto. Uno degli aerei dirottati si scontra sulla prima delle Twin Towers. La puntata, montata da Vittorio Manigrasso, non andò mai in onda bloccata dalle cause milionarie minacciate dall’azienda. Per alcuni mesi fu vietato a Blob di utilizzare qualsiasi spot publicitario. Nel frattempo Grana Padano ritira la pubblicità, forse rendendosi conto della somiglianza imbarazzante delle sequenze.

A volte i filmati sono autoprodotti: è molto divertente quando, durante gli eventi mondani stile Sanremo o Miss Italia, Blob invia sul posto un suo cameraman che in totale silenzio inquadra a distanza ravvicinata i “vip” mettendoli spesso a disagio (questo all’inizio, ormai tutti capiscono che si tratta di Blob, ma le reazioni sono comunque interessanti). Fabrizio Del Noce è il bersaglio prediletto e ogni volta è uno spasso.

Il significato delle scelte di montaggio sta all’interpretazione dello spettatore che per una volta è libero di pensare senza che nessuno gli suggerisca una soluzione per forza giusta. Per cui è interessante ragionare sul perché, a volte, il programma si concluda con pezzi tratti da videoclip colmi di donne bellissime, o sul significato della storica sigla iniziale, estratta dal film di Irvin Yeaworth del ’58.

Se a volte vi scappa il senso dell’intera puntata potete consolarvi pensando che magari l’intento degli autori fosse proprio quello di fare una puntata senza senso: io faccio così e vivo tranquillo.

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Ci sono 2 commenti

  1. Esprimo ammirazione con questo post.

    scritto da Lucan il 29 aprile 2009 alle 18:42

  2. Un po' in ritardo ma ho trovato una video intervista interessante fatta a Enrico Ghezzi su RaiNews24 in occasione del ventesimo compleanno di Blob. Forse è la prima volta che vedo Ghezzi parlare in sincrono. http://www.youtube.com/watch?v=jRphs-W4dik

    scritto da Simone il 30 aprile 2009 alle 16:42

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