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22 marzo 2009

Neon Genesis Evangelion

nerv1Neon Genesis Evangelion è un anime (spiegazione superficiale: un cartone animato giapponese) scritto e diretto da Hideako Anno andato in onda tra il ’95 e ’96 composto da 26 episodi + un film conclusivo. 

Premesse:

1) non vado matto per i robottoni,

2) mi infastidiscono le figure femminili 110x50x100 che sembrano invadere quasi ogni anime che incontro,

3) odio con tutto il cuore quelle maledette lacrime giganti (statiche o a fontanella) che appaiono sul volto di un personaggio jappo quando questi è imbarazzato e/o dolorante.

Premessa conclusiva:

pur rispettando le opinioni di quegli amici che mi consigliavano di buttarmi nella visione degli anime come forma d’arte mi sono sempre tenuto lontano da quel mondo, perché pensavo non mi fosse vicino e anche, lo ammetto, come misura cautelativa, inquadrandolo come il vero fulcro della nerditudine più estrema e inquietante, con buona pace dell’Uomo dei Fumetti.

Ebbene:

se avessi continuato per la mia strada avrei rischiato di perdermi una delle più interessanti e lucide opere degli ultimi vent’anni, cioè (bravi, indovinato) Neon Genesis Evangelion — trad: Il Vangelo della Nuova Era.

Detta in breve, è una roba post-apocalittica in cui l’umanità viene attaccata da mostri misteriosi chiamati Angeli. Il nostro punto di vista è quello dei membri della NERV, l’organizzazione paramilitare incaricata della Difesa della Terra.

Ma, e qui c’è il ma, se NGE inizia in maniera abbastanza classica, con dei robottoni che combattono dei mostri, e continua in maniera abbastanza classica, con colpi di scena del tipo lui-non-è-chi-pensavamo-che-fosse, pian piano iniziano a subentrare nella vicenda gli aspetti più psicologici/filosofici/religiosi, acquisendo, nel corso degli episodi, un’importanza via via maggiore, fino a sostituire (quasi) completamente la storia nel senso comune del termine.

Il modello di riferimento che viene in mente è la progressione narrativa di 2001: Odissea nello spazio: si inizia con un appassionante thriller fantascientifico e si finisce con l’evocazione pura per suoni e immagini di sensazioni e sentimenti, riuscendo ad avvicinare per qualche secondo lo spettatore a domande che di solito non solo non vengono in mente, ma che sono proprio difficili da raggiungere, o meglio da comprendere, se capite cosa intendo.

Ovviamente, come avrete intuito, non è un prodotto per tutti, dovete essere gente almeno in parte intrigata dai suddetti stimoli per potervici appassionare. Detto questo, e soprattutto dopo aver paragonato NGE a quello che penso essere il più grande film della storia del cinema (tra quelli che ho visto, chiaro), non credo di poter fare più nient’altro per consigliarvi di vederlo, quindi il mio compito qua è finito.

Giusto per chiudere: i robottoni ci sono e sono veramente assurdi nel senso positivo del termine, le signorine ci sono ma le loro forme antigravitazionali smettono di infastidire quando le cose si fanno serie e, soprattutto, non c’è traccia di lacrime giganti, né statiche né a fontanella. Non immaginate che sollievo.

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