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25 febbraio 2009

Luigi Russolo

Luigi Russolo nel suo laboratorio

Il centenario futurista colpisce anche Personal Report. Mi sono casualmente imbattuto in Luigi Russolo e ho deciso di approfondirne la conoscenza (e di riportarvi in breve le mie scoperte).

Russolo studia all’Accademia di Brera nei primi del novecento e, nonostante se ne parli poco, entrerà da subito tra le corrispondenze dei “grandi” futuristi. Russolo è stato un personaggio-artista completo. Prima pittore, poi scrittore, musicista, inventore e compositore. Trascurando le sue pitture — delle quali, personalmente, non sono del tutto convinto — posso dirmi entusiasta del suo “diaro-manifesto” e del suo lavoro come musicista.

“[...] godiamo molto di più nel combinare idealmente rumori di tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti, che nel riudire, per esempio, l’«Eroica» o la «Pastorale».”

Nel 1916 pubblica il volume “L’arte dei rumori” (scaricabile integralmente qui). Nel libro-manifesto esplora ed analizza la composizione musicale basata non più sul “cerchio ristretto di suoni puri” della tradizione, ma sulla “varietà infinita dei suono-rumori“.

Russolo sosteneva che dopo anni di affinamento (e “costrizione”) della ricerca musicale, fosse giunto il momento di risvegliare l’ascoltatore mettendo in scena il suono-rumore della città. È importante ricordare che Russolo non invitava all’imitazione dei rumori, ma alla ricerca di timbri e ritmi a cui ispirarsi per formare la “nuova” orchestra. L’idea era quindi di riprodurre i suoni delle macchine con strumenti — gli “intonarumori” — in grado di offrirne il controllo di tono ed estensione.

Le sue orchestre erano composte di ululatori, rombatori, crepitatori, stropicciatori, scoppiatori, ronzatori, gorgogliatori e sibilatori. Ognuno di questi “intonarumori” era in grado di riprodurre il timbro di un rumore e mutarlo nel tono. Cercando nel web ho trovato una registrazione di un brano “risveglio di una città” (titolo piuttosto evocativo).

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Non mi dilungherò oltre, ma il volumetto — che proseguendo nella lettura si trasforma in un interessantissimo diario autobiografico — merita calma e qualche euro per una lettura cartacea.

“Quante lunghe notti passammo, lassù nel nostro laboratorio, soli e intenti, in ricerche ansiose e in febbrile operosità!”

Colgo l’occasione per fare un po’ di pubblicità ad un progetto sviluppato da me e dal mio collaboratore Simone Trotti. Abbiamo lavorato insieme alla realizzazione di uno “strumento” per convertire il movimento della luce in onde sonore ed effetti visivi (guardando questo video potrete capirne meglio il funzionamento).

Grazie ad una fortunata serie di coincidenze presenteremo il nostro lavoro stasera all’Auditorium di Milano all’interno di una “Serata Futurista” tenuta da Philippe Daverio. Se a qualcuno interessasse partecipare qui ci sono informazioni sulla serata (e qui del materiale sul nostro lavoro). 

“Usciamo, poiché non potremmo a lungo frenare in noi il desiderio di creare finalmente una nuova realtà musicale, con un’ampia distribuzione di ceffoni sonori, saltando a piè pari violini, pianoforti, contrabbassi ed organi gemebondi. Usciamo!”

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Ci sono 1 commenti

  1. [...] ironia. Ascoltando la scala di rumori intonati è inevitabile l’associazione con il lavoro di Luigi Russolo (anche se a pensarci bene non è del tutto precisa per aspirazioni e finalità). Playing the [...]

    pingback dal sito Playing the building | Personal Report il 11 agosto 2009 alle 12:46

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