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19 febbraio 2009

The Long Tail

La coda lunga di Chris AndersenInizio la mia serie di personal report con la condivisione di un blog nato insieme a una teoria ormai datata (2004) ma che spesso mi torna in mente quando clicco su un tasto buy in giro per la rete.

Mi riferisco alla Coda Lunga, teoria di Chris Anderson, direttore di Wired, che con il grafico qua sopra cerca di illustrare l’incidenza crescente che oggetti a bassa richiesta, cioè non mainstream, hanno sul mercato.  

La teoria in breve: il valore di mercato della somma di tanti prodotti a bassa richiesta (la parte rossa scura del grafico) può essere superiore a quello dei pochi prodotti ad alta richiesta (la parte rossa chiara).

La teoria in un esempio: se distribuisco un unico gruppo musicale famoso e di quel gruppo vendo un milione di dischi, ho venduto un milione di dischi. Se distribuisco mille gruppi musicali semisconosciuti e di ognuno vendo diecimila dischi, ho venduto dieci milioni di dischi. Chiara la differenza?

Per comprendere la mole di questo fenomeno possiamo allargare la prospettiva, spostandoci dall’universo dei prodotti a quello dei contenuti: il traffico collettivo generato dalle voci di bassa popolarità di Google e Wikipedia è maggiore del traffico generato dalle rispettive voci di alta popolarità.

Che significa tutto questo? Che i modelli economici che riescono ad abbattere i costi di magazzino e distribuzione (vedi Amazon, Ebay, ecc) creano il fenomeno della Coda Lunga, che permette di soddisfare i gusti delle minoranze, aumentare la possibilità di scelta dell’individuo e di conseguenza migliorare il livello culturale della società.

Questo fenomeno incrementa anche la libertà creativa dei produttori di contenuti: se nell’era pre-internet questi erano tagliati fuori dal mercato in mano a case editrici, cinematografiche o discografiche, ora sono invece in grado di ottenere uno spazio nel mercato, legittimati da una massa enorme di prodotti a bassa richiesta.

Questa è la Coda Lunga in poche righe. Se volete saperne di più, potete leggere l’articolo da cui nasce tutto o ancora meglio ordinare il libro con cui Anderson ha ampliato e approfondito la teoria. Io ve lo consiglio: non si hanno mai abbastanza argomenti per fronteggiare la conversazione Internet Fa Bene O Fa Male?

PS. Colgo l’occasione: oggi, 19 febbraio, esce il primo numero di Wired Italia, e pare ci lavori gente interessante. Se fosse un buon prodotto potrebbe essere un piccolo passo avanti per il nostro paese. In questi giorni gli abbonamenti annuali e biennali sono in promozione e non costano davvero nulla. Io mi abbono.

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