Articoli principali

21 gennaio 2013

Chiudiamo

L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato è del primo agosto. È passato tanto tempo ed è ora di dirlo ufficialmente: Personal Report chiude.

In questi tre anni di vita abbiamo scritto un migliaio di articoli. Abbiamo raccontato storie, intervistato persone, segnalato progetti, linkato idee, dialogato con voi. Abbiamo dato spazio a persone brave e qualche volta addirittura stampato cose. Con un’unica missione in mente: osservare, selezionare, condividere.

Ma negli ultimi tre anni è cambiato internet e, come è naturale, siamo cambiati noi. Certi stimoli si sono affievoliti, altri si sono rafforzati. Personal Report ha cambiato le nostre vite, ma ognuno di noi, oggi, ha interessi e obiettivi ormai troppo distanti tra loro per essere tenuti insieme in un’unica rivista, in un’unica visione. La decisione è stata difficile e sofferta ma inevitabile: è arrivato il momento di chiudere.

Tutto qui. Non abbiamo altro da dire se non ringraziare voi e tutti quelli che, per una volta sola o settimana dopo settimana, hanno collaborato con noi. E grazie anche a tutti quelli che negli ultimi mesi ci hanno scritto per farlo. Perdonateci se abbiamo risposto poco e male ma ora capite il perché.

L’archivio rimane. Ci impegniamo a pagare l’hosting ancora per un po’. Così, se vi viene in mente quella cosa fighissima che avete letto su Personal Report, sapete dove andarla a trovare. Non sappiamo se ricominceremo da qualche altre parte, se questo sia un addio o un arrivederci. Sappiamo che Personal Report come l’avete conosciuto finisce qui.

Grazie di tutto. A tutti.

Guido, Simone, Pier e Jacopo

E ora: una selezione di articoli dal nostro archivio che cambia ad ogni visita.

20 maggio 2010

Paper Rad & Wyld File

Il collettivo americano Paper Rad (Jessica e Jacob Ciocci, Ben Jones) circola dal 2001 nel mondo dell’arte con animazioni psichedeliche estreme e, sotto lo pseudonimo Wyld File insieme a E*Rock (Eric Mast), videoclip realizzati per band e artisti come Beck, Islands, The Gossip.

Immagini sgranate, citazioni pop, collage astratti, sceneggiature inconcludenti e un linguaggio visivo che segue il Dogman 99niente tavolette grafiche, niente scansioni, solo colori RGB puri, animazioni inverosimili e uso abbondante di trasparenze — ironica riappropriazione del Dogma 95 di Lars Von Trier e colleghi. Dopo il salto progetti e video. Continua a leggere

826 Valencia

Daily Infographics

826 Valencia

Una facciata che è anche un'infografica e un fumetto. L'ha fatta Chris Ware.
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La forma delle storie per Kurt Vonnegut

Daily Infographics

La forma delle storie per Kurt Vonnegut

Che forma ha Cenerentola? E la Metamorfosi? E la Genesi?
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21 giugno 2010

If it was my home

Quale sarebbe stato l’impatto del disastro BP se fosse successo vicino a casa vostra? In questo sito è possibile visualizzare con una simulazione aggiornata e abbastanza precisa le dimensioni che avrebbe avuto la perdita nel vostro contesto locale. Il cambio di prospettiva vi sorprenderà.

E già che siamo in tema vi segnalo queste immagini. Circolano su internet da ormai venti giorni e tra tutte le fotografie viste finora sono queste quelle che mi hanno turbato di più.

Chartwell, un carattere tipografico infografico

Daily Infographics

Chartwell, un carattere tipografico infografico

Travis Kochel e il suo font di 10.000 simboli per fare data visualization.
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Thomas Prior

Daily Pictures

Thomas Prior

A quanto pare gli aerei atterrano davvero molto vicino a Maho Beach.
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4 luglio 2012

Componi e salva con nome


Evan Ziporyn è un compositore e musicista del collettivo newyorkese di musica classica contemporanea Bang on a Can. In tour in queste settimane tra Gran Bretagna e Stati Uniti, dirige i compagni musicisti, alternando clarinetto e sassofono, con uno sguardo fisso sul suo iPad. Continua a leggere

Trenta Secondi

Le migliori serie tv degli ultimi 25 anni, secondo il New York Magazine

Vulture, il magazine culturale del New York Magazine, ha organizzato un torneo a scontri diretti tra le migliori 16 serie tv drama americane degli ultimi venticinque anni, per decretarne la migliore. Segnalo l’iniziativa perché a parte poche eccezioni (non ho mai visto NYPD Blue e My so-called life, e sostituirei The Shield con 24) sono d’accordissimo con la selezione, che trovate dopo il continua a leggere. Se state cercando una serie tv da guardare, scegliete tra queste. Continua a leggere

12 dicembre 2011

Quanto è difficile fare un cheeseburger da zero?

Waldo Jaquith (fa lo sviluppatore web, ma stavolta non ci interessa) ha raccontato nel suo blog di un’idea che gli gira in testa da anni: farsi un cheeseburger da zero. E quando dice da zero, intende veramente da zero. Coltivando e allevando tutto il necessario. Servono: grano, galline e latte per i buns (i panini, fatti con farina, uova e burro). Poi pomodori, lattuga e cipolle. Servono piante e spezie per fare le salse. E infine delle mucche per la carne e il formaggio. Ah, anche dell’acqua di mare: per il sale. Molto ambizioso, sicuro. Ma in fondo fattibile, pensa. Continua a leggere

9 gennaio 2012

Lists of Note: inventari, buoni propositi e glossari scritti da gente importante

Poco più di un mese fa Shaun Usher, già creatore del Tumblr Letters of Note dedicato a vecchie lettere di personaggi famosi — Guido ne aveva parlato qui — e Letterheady, in cui raccoglie carte intestate, ha inaugurato Lists of Note. È un blog pieno di elenchi stilati da gente importante, molti scritti a mano. Il primo foglio ad essere pubblicato, che è anche quello che ha ispirato l’idea del blog, è una lista di dieci cose da fare stilata da Johnny Cash. Continua a leggere

23 novembre 2010

La scena della regata di The Social Network

Tranquilli tutti, il titolo è specifico, ma niente spoiler a cuor leggero. Da lontano questo post è semplicemente il vivace consiglio ad andare a vedere The Social Network, il film — l’avrò scritto dodici volte, ormai — su Facebook di David Fincher, regista di Seven, Fight Club e Zodiac, scritto da Aaron Sorkin, l’autore di West wing e Studio 60. Quando un film è bello vien voglia di scriverne qualcosa, ma dopo aver visto la mole di recensioni e commenti al film ho pensato che nessuno avesse realmente bisogno della mia opinione. Se volete, nonostante l’inciampo finale, vi consiglio un pezzo su tutti, quello di Zadie Smith sulla New York Review of Books.

Mi è capitato più volte, però, di dover parlare della scena della regata, o di sentire qualcun altro parlarne. E quindi ho deciso di scriverne. Ora, se chi non ha ancora visto il film volesse entrare io prometto di evitare spoiler fondanti (alla fine è, per quanto ispirata a, una storia vera, quindi senza alcun colpo di scena et simili). Poi se siete gente che non vuole sapere nemmeno che comparsa interpreta Aaron Sorkin (a-ha! uno spoilerino vero! amen), io lo capisco. A tutti gli altri, entrate pure, prego. Continua a leggere

15 febbraio 2012

Una manciata di suoni e voci dal 1880

Lo Smithsonian museum ha una collezione di 200 dischi del 1880 con i primi tentativi di registrazione del suono dai Volta Labs di Alexander Bell (sì, proprio l’inventore del telefono). Sono quasi tutti esperimenti, spesso in materiali strani come la gomma, la cera d’api, il vetro o l’alluminio. Sopra c’è registrato qualcosa, ma nessuno li ha mai sentiti: i dischi sono tutti troppo fragili per essere suonati senza rovinarli definitivamente. Continua a leggere


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