La costellazione del caprotoro / Abcasia
La storia di un animale sovietico, metà capra e metà toro- Mi piace 01
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16 maggio 2012
Grandmaster Caz e Disco Wiz sono due storici hip hopper newyorkesi. Raccontano in un piccolo documentario radiofonico (e nel video sotto) come, secondo loro, la cultura hip hop è esplosa.
Nel 1977, l’hip hop non si chiama nemmeno ancora hip hop (la parola, ufficialmente, è stata creata un anno dopo da Keith Wiggins dei Grandmaster Flash and the Furious Five). Alcuni dj però, già dall’inizio degli anni ’70, prendono pezzetti ballabili di canzoni funk e soul e cominciano ad assemblarli in qualcosa di nuovo. La pratica lentamente si diffonde ma è, soprattutto, una cosa del Bronx. E i dj, in generale, sono pochi. Continua a leggere
16 maggio 2012
L’isola di Moyenne è poco più di una roccia – meno di un chilometro quadrato – nel mare cristallino a nord della principale isola dell’arcipelago delle Seychelles.
Le leggende raccontano che i pirati vi abbiano sepolto un tesoro del valore di oltre 30 milioni di sterline. Ma non è per il tesoro che nel 1962 Brendon Grimshaw, un editore inglese all’epoca 36enne, acquistò l’isola per la relativamente modesta cifra di 8000 sterline. Continua a leggere
15 maggio 2012
Il Gemini è stato il secondo programma di volo spaziale con equipaggio umano intrapreso dagli Stati Uniti tra il 1962 e il 1966. Edward White, il primo americano a uscire dalla navicella per svolazzare nello spazio, era uno degli astronauti della missione Gemini 4. Fuori dagli Stati Uniti si tende a dimenticare questo programma, sia perchè la passeggiata di White è stata anticipata di tre mesi da quella che ha quasi ammazzato il sovietico Aleksej Leonov, sia perchè è capitato tra due giganti: il programma Mercury (1959-1963), che dopo qualche scimmia ha lanciato il primo americano nello spazio (Alan Shepard, un mese dopo Gagarin), e l’arcinoto programma Apollo (1961-1972). Continua a leggere
14 maggio 2012
Stavano finendo gli anni Sessanta quando, grazie anche a piccole band di teenager, negli Stati Uniti esplose il garagepunk (qui una raccolta essenziale per approfondire il genere). Prima di diventare un fenomeno diffuso è rimasto confinato proprio in quei garage da cui prende il nome, e pezzi supercoverizzati come Jack The Ripper, sono stati registrati da band di ragazzini sconosciuti che si facevano accompagnare in studio da una delle loro mamme prima di sparire nel nulla. Il sound degli Apache Dropout è adatto ad ogni situazione e umore: suoni che sembrano venire dalla cantina, batterie primitive e chitarre fuzzose incorniciano una voce pre-punk, urlata in modo un po’ casuale, di quelle che rimangono in testa senza che te ne accorgi.
10 maggio 2012
Quando scompare uno scrittore, appassionati e studiosi vanno alla ricerca della sua libreria: la vogliono consultare, vogliono leggere le sue annotazioni, perché le letture e i commenti sulle stesse dicono molto a proposito delle influenze di un autore, riempiendo talvolta i buchi fra un romanzo e un altro. Questa è una parte degli studi letterari che non troppo tempo fa abbiamo visto applicata a Herman Melville e a David Foster Wallace con l’aggiunta di una prospettiva pop, perché disponibile online anche a chi era mosso più dalla curiosità che da una prospettiva accademica, fuori dalle stanze poco accessibili del “fondo-manoscritti” di una biblioteca. Continua a leggere
Trenta Secondi
Photoshop, il software per la grafica e il fotoritocco, è da poco arrivato alla versione CS6, la 13ma dalla sua nascita nel 1987.
La versione 1.0, pubblicata da Adobe dopo aver comprato la licenza dai due creatori John e Thomas Knoll, uscì nel 1990 con un’icona a forma di occhio che accompagnò il programma fino alla versione 7.
Ma, appena prima, non c’era nessuna metafora a separare icona e nome del prodotto: era proprio un negozio di fotografie. Nello specifico, uno di quelli che stampano le foto in un’ora.
John Koll, creatore dell’icona, in un commento sul blog Cocoia, scrive:
Che vi piaccia o no, è molto più rappresentativa di un “photo shop” rispetto all’icona con l’occhio che Adobe scelse alla fine.
C’erano delle altre icone che andavano insieme a quella: un’icona dei documenti che sembrava un rullino e un’icona per i plugin. [le trovate qui]
Via Cocoia. E, sì, il post originale è del 2008, ma l’icona è così bella che abbiamo voluto ripescarla e rimetterla in giro.
9 maggio 2012
In uno dei vari aneddoti su medici e alchimisti medievali, il giovane apprendista chiede al suo mentore: perché l’assunzione di oppio causa sonnolenza? Alla domanda, segue la risposta: per via delle sue proprietà soporifere. Una spiegazione simile, seppure tecnicamente corretta, non spiega un bel niente circa il comportamento chimico dell’oppio e il suo effetto sulla fisiologia umana. Equivale a dire: l’oppio fa addormentare perché dotato di proprietà che fanno addormentare. Continua a leggere
Trenta Secondi
Jack Cook ha rappresentato per la Woods Hole Oceanographic Institution il volume di tutta l’acqua del mondo, compresi oceani, calotte polari, ghiacciai, falde acquifere, laghi, fiumi, paludi, vapore atmosferico, umidità del terreno e acqua biologica (quella contenuta negli esseri viventi) per un totale di 1.386.000.000 chilometri cubici. Tutta quest’acqua potrebbe essere racchiusa in una sfera incredibilmente piccola, del diametro di soli 1.385 chilometri, più o meno la lunghezza dell’Italia. Qui trovate l’immagine in grande, qui un po’ di dati. — via @amedeobalbi
8 maggio 2012
Ogni minuto vengono caricati su Youtube video per la durata di quarantotto ore, otto anni ogni giorno. Va da sè che oggi fare i videomaker con tutto questo materiale a disposizione è facilissimo, ci sono buoni software di montaggio gratuiti e facili da usare e, una volta sul Tubo, ti vede il mondo.
Sembra preistoria ma Me at the Zoo, il primo video a comparire su Youtube, è stato caricato nell’aprile del 2005, solo sette anni fa. Prima di allora fare montaggi video e renderli popolari era qualcosa di decisamente complesso, tra VHS, videoregistratori e distribuzioni underground. Per il nono volume del Transformative Works and Cultures Journal, Jonathan McIntosh ha raccontato la storia del video remix attraverso una serie di trenta video, concentrandosi sulla nicchia del video di protesta. Continua a leggere
4 maggio 2012
Matt Richardson ha creato una macchina fotografica istantanea che al posto di stampare immagini stampa una descrizione testuale di quello che avete fotografato. Si chiama Descriptive Camera e per funzionare si appoggia a Mechanical Turk, un progetto di Amazon che permette di distribuire un compito semplice su un vasto network di persone. L’immagine scattata sarà spedita agli utenti del servizio che si occuperanno di farne una descrizione in cambio di un piccolo pagamento. Una volta completato il compito, il testo ritornerà alla macchina fotografica dove sarà stampato. Continua a leggere