Le fotografie di Jeff Luker, 25 anni, Bellingham (Washington). — Sono online le nuove immagini selezionate per la rubrica Daily Pictures.
Si è conclusa nel quasi completo silenzio italiota (anche in rete) la 37ma edizione del Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême, il più importante d’Europa e, a detta dei francesi, del mondo. Tra il 28 e il 31 gennaio la cittadina della Francia occidentale si è trasformata come ogni anno in terreno di scambi e contatti per le nuove leve del fumetto europeo, offrendo anche l’occasione di incontrare le massime star mondiali della bande dessinée.
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Che l’America sia un paese che tende all’obesità non è niente di nuovo per nessuno, si sa. Le ultime statistiche evidenziano che oltre il 40% dei bambini iscritti presso le scuole elementari di New York è sovrappeso e il trend è in continua crescita. Questo genere di allarme ha dato luogo a numerose campagne comunicative finalizzate ad educare la popolazione a uno stile di vita più salutare che preveda una dieta accettabile e un minimo di attività fisica.
New York questa volta risponde in modo diverso: a fine gennaio ha reso pubblico — gratuitamente — il manuale Active Design Guidelines. Nel libro sono raccolte centinaia di linee guida pensate per offrire ai progettisti dello spazio urbano soluzioni che invitino attivamente la popolazione ad uno stile di vita più sano.
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Questa sembra proprio essere la terza e ultima parte dello Speciale sul meglio del Sundance 2010. Saltando i convenevoli, a voi i film.
I’M HERE
Ovvero: il corto di Spike Jonze.
Iniziamo in bellezza, con il nuovo cortometraggio — ben 30 minuti — di Spike Jonze, un uomo che ha segnato gli anni 90, e pure buona parte di quelli successivi. Dato che il signorino sa sempre quello di cui andiamo in cerca, il film racconta la storia d’amore tra due robot in un mondo di robot — tutti, come vedrete, molto low-cost.
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I’m fake I’m hip and I know it. E’ così che l’autore di The Fake Sartorialist parla di sè. Io lo seguo da qualche mese ormai, e lo trovo estremamente divertente. Non si sa niente di lui, se non che si diverte a fotografare gente ben vestita in giro per il mondo, renderla irriconoscibile con photoshop, e poi pubblicarla. A detta sua, lui “può farlo, perchè è The Fake Sartorialist, e qualunque cosa faccia diventa storia della moda non appena clicca su pubblica sul blog“.
Una simpatica presunzione e un’ ironia fuori dal comune rendono questo blog un divertentissimo diversivo ai soliti siti di street style. Merita un’occhiata, anche solo per il procedimento che c’è dietro ad ogni immagine.
Seconda di tre parti di quello che, leggendo i commenti oltreoceano, è stato il meglio del Sundance Film Festival che si è concluso domenica. Ieri mi sono dilungato in tante parole introduttive, oggi, per vostra fortuna, evito di annoiarvi e passo direttamente ai film.
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